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Bond builder per capelli: cosa sono e servono davvero?

Cosa sono i bond builder e servono davvero? Scopri cosa fa la bond repair, come riconoscere un vero prodotto bonding e come utilizzarlo.

Bond builder per capelli: cosa sono e servono davvero?
Bond builder per capelli: cosa sono e servono davvero?

Bond builder, bond repair, molecular repair… Forse conosci già questi termini relativamente nuovi nel mondo della cura dei capelli. È quasi impossibile ignorarli. Si tratta di prodotti che mirano a riparare i capelli danneggiati dall’interno e che ormai si trovano praticamente ovunque. Ma cosa fanno davvero i bond builder? Il bonding è una nuova tendenza hair? Hai davvero bisogno di un prodotto di questo tipo se lavi già i capelli con shampoo e li curi con conditioner e maschera? E forse la domanda più importante: come riconoscere un vero prodotto bonding tra tutti quelli che riportano la parola «repair» sulla confezione? Ti raccontiamo qualcosa in più.

Cosa sono i bond builder?

Per capire cosa fa un bond builder, dobbiamo dare un’occhiata alla fibra capillare. I capelli sono costituiti principalmente da cheratina, una proteina che deve parte della propria resistenza e forma a diversi legami chimici. Tra questi, i legami disolfuro svolgono un ruolo importante.

Questa struttura può danneggiarsi nel tempo. In realtà conosciamo già bene le cause: decolorazioni o tinture, permanenti, styling a caldo e anche sollecitazioni meccaniche, come spazzolare energicamente i capelli. Di conseguenza, i capelli possono diventare più secchi, porosi, fragili e meno elastici, e spezzarsi più facilmente.

I prodotti bond-building sono stati sviluppati per sostenere i capelli danneggiati in diversi modi. A seconda della tecnologia utilizzata, possono agire sulle interazioni all’interno o intorno alla fibra capillare, migliorando così le caratteristiche dei capelli danneggiati.

C’è però una precisazione importante da fare: un bond builder non fa letteralmente tornare i capelli danneggiati a com’erano prima di subire il danno. La parola repair a volte suona più spettacolare di quanto un prodotto cosmetico possa realmente fare. Non è possibile «guarire» completamente i capelli.

Il bonding è una nuova tendenza hair?

Forse ti chiedi perché all’improvviso ci imbattiamo ovunque nei prodotti bonding. Potrebbe sembrare l’ennesima hype. Come categoria nel mondo della cura dei capelli, il bonding è effettivamente relativamente nuovo, ma l’idea alla base non lo è.

Negli ultimi anni i prodotti bond-building sono diventati sempre più conosciuti. Quello che era iniziato come una categoria piuttosto specializzata per capelli fortemente trattati oggi si trova anche nelle normali profumerie, nei negozi di cosmetici e negli shop online.

In questo senso, il bonding è effettivamente diventato una sorta di tendenza hair, ma non è soltanto una trovata di marketing. La struttura e la chimica dei capelli sono oggetto di ricerca scientifica da molto tempo. La novità consiste soprattutto nel fatto che queste conoscenze vengono sempre più spesso tradotte in prodotti da utilizzare autonomamente a casa.

Non è quindi una tendenza passeggera, ma la domanda più interessante è quando e come utilizzarli a casa.

Per quali capelli sono interessanti i bond builder?

Un bond builder può essere particolarmente interessante quando i capelli vengono regolarmente sottoposti a trattamenti o condizioni che possono danneggiare la fibra capillare.

Per esempio:

  • capelli decolorati;
  • capelli tinti regolarmente;
  • capelli sottoposti a trattamenti chimici;
  • uso frequente di piastra o ferro arricciacapelli;
  • capelli asciugati spesso con il phon;
  • capelli secchi e fragili;
  • capelli diventati porosi o difficili da gestire;
  • capelli danneggiati dal sole, dal mare e dal sale (leggi anche: Come riparare i capelli dopo l’estate).

Hai capelli forti, sani e quasi mai trattati? Allora non hai necessariamente bisogno di un bond builder. Il bonding non è quindi un passaggio obbligatorio in ogni haircare routine. Se i tuoi capelli rientrano in una delle categorie sopra, può valere la pena sperimentarlo. Assicurati però di avere tra le mani un vero «bonding product».

Come riconoscere un vero prodotto bonding?

Riconoscere i bond builder è talvolta più difficile di quanto si possa pensare. Espressioni come bond repair, bond builder, molecular repair e repair treatment possono trarre in inganno. Il nome o la descrizione sulla confezione, da soli, non garantiscono che un prodotto contenga una specifica tecnologia bond-building. Il nome scelto dal marketing non dice esattamente come funziona il prodotto.

Se vuoi andare oltre la parte anteriore della confezione, controlla la INCI, ovvero la lista degli ingredienti.

Esistono diverse tecnologie per il bond building. Alcuni nomi che puoi incontrare in questo tipo di prodotti sono, per esempio:

Bis-amminopropil diglicol dimaleato

È una nota tecnologia bond-building utilizzata nei prodotti per capelli danneggiati.

La chimica alla base è più complessa della semplice affermazione secondo cui l’ingrediente «incolla nuovamente i legami spezzati». È quindi più corretto dire che questo tipo di tecnologia è pensato per sostenere la struttura e le caratteristiche dei capelli danneggiati.

Idrossipropil gluconammide

Anche l’idrossipropil gluconammide, spesso combinato con idrossipropilammonio gluconato, viene utilizzato nelle formule bond-building.

È un esempio di tecnologia diversa rispetto alla tecnologia a base di dimaleato citata sopra.

Specifiche tecnologie a base di peptidi

Anche alcuni peptidi vengono utilizzati nei prodotti destinati a sostenere i capelli danneggiati.

Qui bisogna però fare attenzione: la parola peptide nella lista degli ingredienti non significa automaticamente che ci si trovi di fronte a un bond builder. Esistono molti tipi diversi di peptidi e non hanno tutti la stessa funzione.

Non guardare a un solo ingrediente magico

Sarebbe troppo semplice dire: «Se sulla confezione compare l’ingrediente X, allora è un bond builder».

L’efficacia di un prodotto cosmetico dipende dall’intera formula, dalla tecnologia utilizzata e dalle concentrazioni dei diversi ingredienti.

Anche la posizione di un ingrediente nella lista INCI non indica sempre con precisione quanto sia importante per l’efficacia del prodotto. Alcuni ingredienti possono essere utilizzati già a concentrazioni relativamente basse.

In breve: guarda oltre la parola «repair» sulla parte anteriore della confezione, ma non aspettarti nemmeno un semplice controllo degli ingredienti in grado di offrire una certezza del cento per cento. Il nostro consiglio: fai qualche ricerca online oppure chiedi consiglio al tuo parrucchiere prima di acquistare un prodotto.

Bond builder, conditioner e maschera: qual è la differenza?

Un bond builder non sostituisce tutti gli altri prodotti della tua haircare routine. I diversi prodotti hanno ciascuno una funzione specifica.

Shampoo

Deterge i capelli e il cuoio capelluto.

Conditioner

Rende i capelli più lisci, più facili da pettinare e riduce l’attrito durante la pettinatura e la spazzolatura.

Maschera per capelli

È generalmente un trattamento più intensivo che, per esempio, può aiutare in caso di capelli secchi, ruvidi o danneggiati.

Bond-building treatment

È sviluppato specificamente per sostenere le strutture capillari danneggiate e le caratteristiche dei capelli.

Leave-in, siero o olio per capelli

Possono nutrire i capelli, renderli più lisci e proteggerli, per esempio, dall’attrito o dal calore, a seconda della formula.

Un bond builder, quindi, non ha la stessa funzione di un conditioner.

Come si usa un bond builder?

Qui le cose possono diventare un po’ confuse, perché non tutti i prodotti bonding si utilizzano allo stesso modo.

Alcuni prodotti si usano prima del lavaggio. Altri dopo lo shampoo e prima del conditioner. Esistono anche conditioner, maschere e prodotti leave-in con tecnologia bond-building.

Non è quindi possibile indicare una routine universale.

Una possibile routine, per esempio, è:

Shampoo – bond-building treatment – conditioner

Ma con un altro prodotto l’ordine potrebbe essere:

Bond treatment – shampoo – conditioner

E con un prodotto leave-in il passaggio bond-building potrebbe arrivare invece soltanto dopo il lavaggio.

Le istruzioni per l’uso del prodotto sono quindi più importanti del termine generico «bond builder».

Puoi combinare un bond builder con una maschera?

Sì. Un prodotto bond-building e una maschera per capelli non devono necessariamente escludersi a vicenda. Dopotutto, non hanno necessariamente la stessa funzione. Una possibile routine per capelli danneggiati potrebbe, per esempio, essere:

Shampoo – bond-building treatment – conditioner

E in un altro giorno di lavaggio:

Shampoo – maschera per capelli – conditioner o leave-in

Ma anche qui vale la stessa regola: non devi utilizzare ogni prodotto a ogni lavaggio. Dai ai tuoi capelli ciò di cui hanno bisogno in quel momento. Questa filosofia, che viene talvolta definita hair cycling, sta comparendo sempre più spesso nel mondo della cura dei capelli e c’è sicuramente qualcosa di sensato in questo approccio.

In altre parole: se i tuoi capelli sono già belli al tatto e alla vista, una routine semplice con shampoo e conditioner può essere sufficiente. Puoi aggiungere una maschera o un bond treatment quando i tuoi capelli ne hanno bisogno.

Quanto spesso bisogna usare il bonding?

Anche in questo caso non esiste una risposta universale.

La frequenza giusta dipende, tra le altre cose, dal tipo di prodotto, dal livello di danneggiamento e dal modo in cui tratti i capelli.

Un bond-building treatment intensivo, per esempio, può avere una frequenza d’uso molto diversa rispetto a un conditioner o a un prodotto leave-in che contiene una tecnologia bond-building.

Segui quindi innanzitutto le istruzioni per l’uso riportate sul prodotto.

In seguito puoi valutare come reagiscono i tuoi capelli. Se li senti più forti, morbidi e facili da gestire, probabilmente hai trovato il giusto equilibrio. Se invece li senti pesanti, rigidi o meno morbidi, forse la tua routine è troppo intensiva.

Si può esagerare anche con il bond repair?

L’idea che i capelli possano diventare «dipendenti» dai bond builder non è corretta. Ma anche una maggiore quantità di trattamento non è automaticamente migliore. Alcune formule molto nutrienti possono far sentire i capelli pesanti o rigidi quando vengono utilizzate troppo spesso o quando non sono adatte al proprio tipo di capello.

Per questo una routine articolata non è necessariamente migliore di una semplice.

Ancora una volta: osserva ciò di cui hanno bisogno i tuoi capelli, invece di stratificare il maggior numero possibile di prodotti repair.

Cosa puoi aspettarti da un bond builder?

Un prodotto scelto bene può far apparire e sentire i capelli danneggiati più lisci, forti, meno fragili e più facili da gestire. Quanto sarà evidente la differenza dipende, tra le altre cose, dal livello di danneggiamento e dalla formula utilizzata. Ma le punte danneggiate non possono letteralmente ricrescere. E i capelli gravemente danneggiati non possono essere riportati completamente alle condizioni in cui si trovavano prima di essere danneggiati.

Un prodotto per capelli può migliorarne le caratteristiche e l’aspetto quando sono danneggiati. Non può cancellare la storia dei tuoi capelli.

Bonding in breve

  • I bond builder sono particolarmente interessanti per i capelli danneggiati o sottoposti a trattamenti chimici.
  • Il bonding, come categoria della cura dei capelli, è relativamente nuovo, ma la ricerca scientifica alla base non lo è.
  • Non guardare soltanto a espressioni come bond repair o molecular repair sulla confezione.
  • Controlla eventualmente la lista INCI e cerca specifiche tecnologie bond-building.
  • Un conditioner, una maschera per capelli e un bond builder non hanno necessariamente la stessa funzione.
  • La posizione di un bond builder nella tua routine varia a seconda del prodotto.
  • Una maggiore quantità di bond repair non è automaticamente migliore.
  • I capelli danneggiati possono apparire e sentirsi più sani e forti, ma non possono essere letteralmente riportati al loro stato originario.

In breve: un bond builder può essere un’aggiunta preziosa alla cura dei capelli danneggiati, ma non è un nuovo passaggio obbligatorio per tutti. Guarda soprattutto alle condizioni dei tuoi capelli, agli ingredienti e alle istruzioni per l’uso – e non lasciarti convincere soltanto dalla parola repair sulla confezione.

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