‘Vengo prima io’, per tornare a parlare di piacere femminile. Intervista alla prof. Roberta Rossi

Quale è il suo consiglio alle donne che vivono la propria sessualità in maniera insoddisfacente e che non sanno a chi rivolgersi? Forse il medico di famiglia non è sempre…

'Vengo prima io', per tornare a parlare di piacere femminile. Intervista alla prof. Roberta Rossi
‘Vengo prima io’, per tornare a parlare di piacere femminile. Intervista alla prof. Roberta Rossi

Esce “Vengo prima io, guida al piacere e all’orgasmo femminile”, un libro nel quale si affronta in maniera completa e comprensibile il tema del piacere femminile, un argomento che per molti motivi non è ancora stato affrontato come si deve. Autrice del libro è la Prof. Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica. In questa intervista alla Prof. Roberta Rossi parliamo del piacere femminile, della sua importanza, e dell’importanza di una corretta educazione sessuale, a chi rivolgersi quando i problemi della sfera sessuale richiedono un aiuto professionale. E di tanto altro.

Come nasce il suo ultimo libro “Vengo prima io”?
Nasce dall’esigenza di tornare a parlare, in modo chiaro e rivolgendosi direttamente alle donne di tutte le età,  del piacere femminile. Nasce dall’entusiasmo e dalla curiosità di alcune donne della casa editrice che mi hanno contattato e dal mio desiderio, lasciato nel cassetto per tanti anni, di approfondire un tema che spesso nella pratica clinica arriva confuso o pieno di pregiudizi.

Quando si parla di piacere femminile si scoperchia un vaso di pandora. Ci si trova dentro di tutto, problemi personali, fisici, psicologici, ma anche posizioni ideologiche, orientamenti politici, rivendicazioni. Perché quello del piacere femminile è un argomento così complesso?
La sessualità in genere è un argomento complesso, a maggior ragione il piacere sessuale al femminile che è stato per secoli nascosto o considerato di secondo piano per la soddisfazione sessuale della donna. Solo più recentemente si è compresa l’importanza del coinvolgimento della donna nella relazione sessuale ma sempre da una ottica maschile, la penetrazione, mentre il piacere legato alla stimolazione sensoriale e soprattutto alla conoscenza del proprio corpo è ancora velato da timori e paure. Il libro vuole essere un piccolo aiuto a togliere alcuni di questi veli e conoscere meglio i fattori che sono in gioco quando parliamo del piacere sessuale.

Quale è la funzione che il piacere sessuale svolge in natura, ‘esseri umani’ a parte? Possiamo definirlo una sorta di ‘trappola’ per garantire la continuazione della specie?
Questo è il senso che danno gli psicologi evoluzionisti, pensare al piacere come trappola o come inganno legati alla continuazione della specie mi rimanda a qualcosa di non piacevole o comunque molto funzionale, in fondo si può garantire la specie anche con rapporti senza piacere.  Preferisco pensare che il piacere sia una scoperta che il nostro corpo può riservarci se solo riusciamo a mantenere una curiosità verso noi stessi e l’altro. Si tratta di un modo di prendersi cura e di coccolarsi, mettendo in circolo sostanze che procurano benessere generale, le endorfine, rafforzando l’intimità e il desiderio di tornare a quello stato di grazia che il piacere sessuale può procurare. Attenzione, non sto parlando di orgasmo, che viene spesso visto come l’obiettivo finale da raggiungere a tutti i costi, ma del piacere, del viaggio sensoriale che è possibile procurarsi se  attenti a quello che piace, indugiando senza fretta su gesti e movimenti e imparando lentamente ad abbandonarsi.

Quali sono i problemi più ricorrenti nelle donne che hanno contribuito con le loro storie alla redazione del libro? È possibile fare una breve classifica dei problemi legati al raggiungimento dell’orgasmo?
Direi che l’aspetto principale ha a che fare con la scarsa conoscenza del proprio corpo, a questo segue la paura del lasciarsi andare (se non conosco ho paura), con un partner  troppo veloce e concentrato solo sui genitali, e a volte, ma questo più spesso nelle donne in menopausa o nel post partum, con le condizioni fisiche di questi due momenti di vita. Nel libro vengono trattati questi diversi aspetti e forniti degli spunti di riflessione a partire dalle testimonianze delle tante donne che hanno voluto regalarci un pezzo della loro esperienza.

Come mai non esiste ancora una categoria di farmaci analoga a quelli che ormai da una ventina di anni ‘aiuta’ gli uomini con i loro problemi legati alla vita sessuale? In fin dei conti l’industria farmaceutica, tradizionalmente orientata al profitto, troverebbe nelle donne un altro 50% di consumatrici a pagamento di questi farmaci. Eppure ancora non ci sono farmaci di questo tipo per le donne, almeno non così noti ed utilizzati come per quelli rivolti agli uomini.
Questo è un punto importante, la ricerca sulla sessualità femminile si sta approfondendo negli ultimi anni, prima della scoperta del viagra non si era mai pensato che ci potesse essere un farmaco specifico che potesse aiutare la sessualità maschile, ma si sono fatti studi si sono investiti soldi e alla fine qualcosa è arrivato.  Sul versante femminile c’è ancora poco investimento nella ricerca, poco interesse, forse, affinché la donna riceva un aiuto da questo punto di vista. Ci sono anche dei dibattiti aperti sul rischio della medicalizzazione della sessualità femminile, un rischio che per il momento non corriamo…

Quanto è importante l’educazione per poter vivere in pieno la propria sessualità, e soprattutto chi e dove dovrebbe occuparsi di questa educazione secondo lei?
Ritengo che l’educazione sessuale e affettiva sia la base da cui partire per aiutare ad affrontare diversi aspetti della vita: la consapevolezza e l’accettazione del proprio essere sessuati e sessuali, la conoscenza di sé e dell’altro/a, il rispetto e la comunicazione nelle relazioni, la prevenzione delle forme di abuso e violenza e molto altro ancora. Dobbiamo continuare a lavorare perché l’educazione sessuale diventi materia nelle scuole, non possiamo continuare a delegare ad internet un aspetto così importante della vita delle persone. In Italia ci sono tanti professionisti preparati per poter fare questo insieme agli insegnanti e ai genitori, e alcuni già lo fanno in maniera autonoma. Si tratta di un lavoro di equipe, dove ognuno contribuisce con il suo ruolo e le sue competenze coordinandosi con gli altri.

Quale è il suo consiglio alle donne che vivono la propria sessualità in maniera insoddisfacente e che non sanno a chi rivolgersi? Forse il medico di famiglia non è sempre l’interlocutore ideale per questo genere di problemi…
L’interlocutore privilegiato è il sessuologo, una figura sempre più diffusa, un professionista che partendo dalla sua formazione di base, medico o psicologo, ha una preparazione specifica sulle tematiche della sessualità e sa comprendere e rispondere al meglio alle diverse situazioni proposte. Quindi anche sul libro alle donne suggerisco di affidarsi ad una persona esperta quando la difficoltà permane e rischia di creare altri tipi di problemi. Sul sito della FISS www.fissonline.it si può trovare il professionista nella propria regione di residenza.

Buona lettura!!!!

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