Soli davanti al pc?

La rete non è solo un rischio per i giovani, ma anche e soprattutto una grande opportunità da saper sfruttare Quando un ragazzo compie 18 anni non può prendere la macchina e guidare solo perché è diventato maggiorenne, ma ha bisogno di essere adeguatamente istruito e affiancato. Quando un ragazzino si affaccia al mondo di internet, oggi circa a 10/12 anni, basta che sappia usare il computer e naviga a proprio rischio e pericolo, senza bisogno di affiancamenti. I digital native entrano in rete da varie porte: con lo smartphone, il computer o le console portatili. L’atteggiamento comune degli adulti è spesso quello di demonizzare facebook e social network e relegarli a qualcosa da cui i genitori sono tagliati fuori. O in altri casi ne vietano semplicemente l’uso ai figli. Pare che parlare di twitter e facebook per i genitori sia più difficile che rispondere alle domande dei figli sul sesso. Perché? Perché l’argomento è vasto, in continua evoluzione e richiede da parte dei genitori una minima consapevolezza degli strumenti informatici. Certo è che se non si fa educazione alla rete i rischi sono molti, non intendiamo solo i pericoli, ma anche il non saper sfruttare al meglio le opportunità che la rete offre vedendola solo come gioco o strumento di socializzazione. Abbiamo chiesto a Francesca Sanzo, che si occupa di comunicazione online e social media, di parlarci dei corsi che ha ideato per genitori e insegnanti con lo scopo di aiutarli ad affiancare nel modo giusto i figli nel momento in cui entrano online. Un corso per superare il digital divide generazionale. Dalla tua esperienza come vedi i giovani e il loro approccio alla rete? C’è un grande entusiasmo dei ragazzi per facebook e twitter, hanno tanta voglia di stare in rete e online. C’è da dire che girano anche molte leggende che magari li confondono. Noto di solito due atteggiamenti: chi ha molta paura dei pericoli, come lo sconosciuto che ti contatta in rete e chi invece con molta ingenuità posta foto e contenuti senza pensare che tutti li possono vedere. Nei corsi che tengo alle scuole medie, sto seguendo anche un progetto di un blog scolastico con i ragazzi e vedo molta voglia da parte loro di parlarne con un adulto. E si stupiscono di trovare un adulto che ne sa di questi mezzi. E’ molto importante parlarne e raccontare le cose che si possono fare, sfatando molti miti. Qual è l’atteggiamento giusto di noi genitori? Ricordare ai ragazzi di parlarne sempre con la mamma e il papà. E insegnare loro che si sta in rete seguendo certe regole, proprio come nel mondo reale. Anche se è un mondo virtuale ci sono delle leggi e dei pericoli, ma ci sono anche i vantaggi del mondo reale. Basta conoscere le regole sin dall’inizio. I genitori non si devono sottrarre a questo. I corsi per genitori che tengo sono pensati proprio per sradicare questa convinzione e resistenza ad occuparsene. Credo che ci vorrà del tempo prima di abbattere le resistenze culturali, a partire da quelle degli insegnanti. Un consiglio ai genitori? Non fatevi prendere dalla paura, ma provate a informarvi prima di demonizzare. E agli adolescenti? L’entusiasmo va benissimo, ma cercate sempre di mantenere il dialogo con la vostra famiglia e ricordatevi che anche se virtuale è comunque una realtà.

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