Quando ad essere gelosa è lei

Quando ad essere gelosa è lei
Quando ad essere gelosa è lei

Quando si parla di gelosia viene di solito in mente un’immagine maschile, magari con baffo e coppola alla Raimondo Vianello. Eppure la gelosia è un sentimento che riguarda anche le donne, e in questo caso non è un problema di minor portata, tutt’altro. Abbiamo chiesto alla D.ssa Francesca Cenci, Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport, di aiutarci a capire meglio la gelosia, quando questa si declina al femminile.


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Le chiediamo innanzitutto di aiutarci ad inquadrare il problema della gelosia. Quando la gelosia smette di essere ‘fisiologica’ e inizia a diventare un problema? La gelosia da segno di affetto e interesse (quante persone si lamentano: lui/lei non è geloso!) diventa in certi casi un incubo per chi ne soffre e per chi la subisce. È possibile tracciare un limite che separi la normalità dalla patologia?

Certo, è possibile. In qualsiasi relazione sana una dose minima di gelosia è fisiologica e naturale. Il problema è quando la gelosia diventa predominante, invadente e limitante per la vita dell’altro. Diciamo che il termine per stabilire un confine tra norma e patologia sta proprio qui, ossia quando con la nostra gelosia condizioniamo negativamente il nostro partner e i suoi comportamenti. Quando si diventa possessivi e irragionevoli. Quando si inizia a controllare ogni mossa, si limita l’autonomia del partner e gli si impedisce di scegliere liberamente per se stesso.

Quando la gelosia riguarda la donna. Come si esprime la gelosia quando è lei ad essere gelosa? Come viene vissuta la gelosia dalla donna, se la confrontiamo con la gelosia dell’uomo che forse tutti conosciamo meglio nelle sue manifestazioni più evidenti?

Le donne generalmente hanno modalità differenti di esprimere la loro gelosia. L’uomo patologicamente geloso tende a impossessarsi quasi della quotidianità della compagna, impedendole proprio di frequentare amici, famiglia di origine e in alcuni casi addirittura l’ambiente di lavoro. Tende a isolarla per renderla interamente dipendente da sé sotto tutti i punti di vista. Le donne non fanno questo ma diventano esageratamente controllanti. Tengono sotto controllo costante le telefonate, le mail, i messaggi, in alcuni casi arrivano a pedinare o fare appostamenti. Diventano assillanti e soffocanti fino a portare il proprio uomo inevitabilmente ad allontanarsi da loro. Anche perché l’uomo quando sente messa in discussione la fiducia verso di lui, non riesce a restare in una relazione.

Quali, nella sua esperienza clinica, le manifestazioni di gelosia più estreme da lei osservate?

Da parte degli uomini ovviamente la violenza fisica oltre che i maltrattamenti verbali. Da parte delle donne quello che dicevo prima, gli atteggiamenti paranoici che le portano a perdere l’esame di realtà e fare cose assurde e ingiustificate, come controllare ogni mossa del proprio uomo fino ad arrivare a inseguirlo. Uno dei casi più curiosi che mi è capito nella mia esperienza clinica da parte di una donna è stata una mia paziente che aveva comprato un nuovo numero di cellulare e aveva iniziato a scrivere a suo marito fingendosi una sua collega, poi gli aveva dato un appuntamento e si era presentata lei per dimostrare che fosse di natura infedele.

Cosa fare? Se ci si rende conto di nutrire dei sentimenti esagerati, di rendersi e di rendere impossibile la vita per colpa di una gelosia che non è giustificata (e anche se giustificata forse andrebbe vissuta in maniera diversa)? Come si supera questo ostacolo, se di ostacolo superabile si tratta?

Nel momento in cui ci si accorge di ciò, io consiglio vivamente di iniziare un percorso terapeutico per risolvere questo comportamento che è dannoso per se stessi e per la persona che si ha al proprio fianco.

Il lavoro con un bravo terapeuta dovrebbe risolvere i problemi che stanno sotto la gelosia patologica, come la poca fiducia in se stessi, la bassa autostima e una grande insicurezza di base.

Alessio Cristianini per Margherita.net

Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport
Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport

Francesca Cenci Psicologo, psicoterapeuta, psicologo dello sport.
Nel corso di questi anni ha lavorato in svariati contesti di cura pubblici e privati come psicologo clinico, si è specializzata in rapporti di coppia e in sostegno alla genitorialità e il suo blog “due cuori e una famiglia” è molto seguito. Attualmente svolge la libera professione in due Poliambulatori privati a Salsomaggiore e a Parma, è consulente per due strutture psichiatriche del gruppo Gesin Pro.ges. ed è uno dei preparatori mentali della Federazione Italiana Tennis. Viene spesso invitata in programmi TV come psicologo, in qualità di esperto, http://www.francescacenci.it

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