Il lavoro di modella. Parliamo delle modelle italiane…

Fare la modella. Come si diventa modelle?
Fare la modella. Come si diventa modelle?

Parliamo di modelle italiane, e ne parliamo con Stefano Parpinel di MP Management a Milano. è scout di modelle, e si occupa della formazione delle nuove modelle, soprattutto di quelle italiane. È proprio di queste che vogliamo parlare in questa intervista: le modelle italiane. Nell’intervista precedente Stefano già ha già anticipato che le modelle italiane sono molto ricercate e molto amate dagli stilisti italiani, e ultimamente anche all’estero, e questo è davvero molto incoraggiante.

Oggi vogliamo dunque approfondire questo argomento, e soprattutto capire cosa dovrebbe avere una ragazza italiana per potercela fare come modella.

Ci hai già accennato in un’altra intervista che il mercato italiano richiede anche modelle italiane, anzi sono molto ricercate. Cosa vorresti tu, come scout, che le ragazze italiane avessero e che invece non hanno? Intendo dire, ci sarà un motivo per cui ci sono tante modelle olandesi, tante russe, tante straniere, e relativamente poche modelle italiane?

Stefano Parpinel: È semplicemente un fattore culturale. Io per esempio faccio tantissimo scouting in America, faccio tantissimo scouting nell’Est Europa. Sono mercati in cui si nasce con la cultura della modella. Facciamo l’esempio della Russia. Ci sono dei paesi in Russia, dei villaggi in Russia in cui la persona più famosa della cittadina è una modella, una ragazza che è riuscita a farcela, guadagna, viaggia. Quindi c’è questa cultura del viaggio. In Italia – purtroppo o per fortuna, non lo so, dipende da molti punti di vista – si cresce con lo stereotipo magari più della velina della televisione, del cinema, molto più che della moda. In altri paesi invece la moda è un settore importante.

Se si pensa che in certe città estere, tipo Varsavia, ci sono qualcosa come 35 agenzie di modelle! Quindi il settore è molto vario, funziona da moltissimi anni. Sanno che le ragazze si possono fidare delle agenzie. Possono crescere, possono diventare importanti. Diventano un nome, e poi tornano in Polonia, per fare un esempio, come modelle famose, ricche e importanti.

In Italia un poco questa cosa si è persa anche se è vero che adesso il mercato è cambiato. C’è Vittoria Ceretti in Italia, per esempio, una super model. Grazie anche a lei la nostra immagine è cambiata, però io ricordo che quando ero più giovane, c’era la televisione, c’era il cinema e l’Italia era più che altro improntata su questo.

Quindi crescendo con una cultura differente è anche più difficile perché questo è un lavoro di trust, di fiducia. Un lavoro di fiducia significa: credere che esistono delle persone che realmente vogliono farmi diventare una modella. Se non sei abituata a vederlo perché le supermodel italiane si possono, tra virgolette, contare sulla punta delle dita, è dunque più difficile avere fiducia. Invece il risultato al cinema è più facile perché ogni anno escono molte attrici nuove che ispirano le ragazze più giovani.

Quindi non c’è un qualcosa che le modelle italiane non hanno o che le ragazze italiane hanno e le straniere non hanno. È semplicemente una questione di abitudine. Siamo in un mercato in cui la bolla mediatica è un po più incentrata su altre cose. C’è chi legge forse i giornali del settore, ma in Italia la moda in televisione la si vede soltanto quando c’è la settimana della moda. Altrimenti vedi la fidanzata del calciatore, le attrici, le persone delle serie TV. La moda è una cosa un po’ più di nicchia. Quindi in realtà, dal mio punto di vista, quello che manca è la cultura, nonostante il business cerchi di tirar fuori le italiane. Perché i designer le cercano, e gli stilisti italiani vogliono le ragazze italiane.

Ci sono brand che hanno puntato per anni sulle ragazze italiane. Dolce & Gabbana per esempio all’inizio. Armani ha sempre amato tantissimo le ragazze italiane. C’era Riccardo Tisci che, nonostante fosse a Parigi, ha sempre amato le italiane. Quindi tutti i designer italiani cercano la ragazza italiana. Noi agenzie le adoriamo, le italiane, nel senso che quando c’è qualcuna che vuole farsi vedere o qualche ragazza che vuole qualche informazione o vuole provarci, vuole crederci veramente, allora siamo sempre i primi ad accoglierle.

Davvero si dà la precedenza alle ragazze italiane perché comunque sono un patrimonio. E ultimamente mi sta capitando anche all’estero, specialmente in America che mi chiedano se ci sono nuove modelle italiane. Quindi significa che comunque il mondo le vuole, le cerca, cerca la tipologia di bellezza italiana. Ovviamente ogni paese ha la sua etnia, ogni donna è diversa e tutto il resto. Ma siamo ricercati anche noi nel mondo. Questo è molto, ma molto positivo. Non ci sono dei pregi e dei difetti. Semplicemente io la vedo proprio come una questione di cultura. Una cultura leggermente diversa.

Ringraziamo Stefano Parpinel di MP Management a Milano http://www.mpmanagement.com/

In collaborazione con ADVERSUS

 

Se ti è piaciuto questo articolo, non perdiamoci di vista. Aggiungi Margherita.net ai tuoi preferiti. Basta premere contemporaneamente i tasti CTRL e D sulla tua tastiera. Prova! :-)

 
 
NOVITÀ SU MARGHERITA