Tre tipi di uomini. Da evitare, da frequentare, o di cui innamorarsi!

Eppure gli uomini sono relativamente semplici, rispetto a noi donne, più lineari, meno manipolatori a volte, più intraprendenti, ma anche molto più insicuri e umorali di quanto si possa pensare.

Tre tipi di uomini. Da evitare, da frequentare, o di cui innamorarsi perdutamente!
Tre tipi di uomini. Da evitare, da frequentare, o di cui innamorarsi!

Il mondo è bello perché vario, lo diceva mia nonna, e questo detto si applica chiaramente anche al mondo maschile, a quella miriade di uomini che ogni giorno incrociamo, incontriamo, con cui lavoriamo o studiamo, e che a volte facciamo un po’ di fatica a capire. Uomini… se non ci fossero dovrebbero inventarli?

Eppure gli uomini sono relativamente semplici, rispetto a noi donne, più lineari, meno manipolatori a volte, più intraprendenti, ma anche molto più insicuri e umorali di quanto si possa pensare. Tanto che possono essere inquadrati molto facilmente, riassunti se cosi vogliamo dire, in sole tre categorie. Certo semplificare eccessivamente può non essere sempre la strada giusto, certo, a generalizzare si sbaglia… ma è così anche per quanto riguarda gli uomini?

Alcuni giorni fa ho trascorso un piacevole pomeriggio a chiacchierare con una cara amica che da qualche tempo non riuscivo a vedere. Tra una tazza di té e un pezzo di cioccolato amaro ci siamo divertite a parlare delle nostre vite, dei nostri problemi, dei nostri sogni e… chiaramente… di uomini. E proprio parlando di uomini, mi ha molto sorpreso la ‘scientificità’ con cui questa mia amica li ha inquadrati, catalogati, e – almeno così sembrava – capiti. Disarmante, perché non ci avevo mai pensato prima? Eh sì, perché in questo caso il minimo comune denominatore aveva comunque un senso, rispecchiava comunque anche quelle che sono le mie esperienze in tema di uomini… vuoi vedere che ha capito tutto lei?

Cosa sostiene la mia amica? Che ci sono essenzialmente tre categorie di uomini, per ogni categoria chiaramente innumerevoli sfumature, ma le categorie sono, e sempre saranno, solo tre. Eccole qui.

L’uomo-uomo, il protettore e il provider
È il classico uomo a 360 gradi. Non mostra mai segni di debolezza, in pubblico, tra grande gratificazione dal fatto di potersi prendere cura della propria compagna, e della famiglia. Si autodefinisce grande seduttore ma alla fine della fiera è uno che parla molto e conclude ben poco. Un buon partner, dice la mia amica, ma va un po’ educato a lasciarci il nostro spazio, e a non interferire troppo nelle nostre decisioni personali. Però va apprezzato il suo costante sforzo di fare il proprio meglio in ogni occasione. Giudizio della mia amica: va bene, se ne trovi uno così, tienilo stretto ma impara a gestirlo altrimenti potrebbe cercare di prenderti la mano…

Il narciso, un po’ egoista un po’ superficiale
È il prodotto del disastro culturale prodotto dai social media accoppiati al boom degli smartphone con macchina fotografica incorporata. Ha un set di prodotti di bellezza che ti fa invidia, e non dimentica mai di prendersi cura della propria pelle – soprattutto del viso poiché è quella che si vede nei selfies. Capelli sempre impeccabili, hai sempre il dubbio che si sia fatto ritoccare le labbra ma non hai il coraggio di chiederglielo. Tu vieni sempre in secondo piano, e hai la sensazione che nel momento del bisogno non sarà lì al tuo fianco ad aiutarti. Giudizio della mia amica: va bene per un periodo, magari per una vacanza insieme, ma alla lunga stanca, eccome se stanca…

L’impiegato a vita, il nerd che si realizza in ufficio (ed abbiamo detto tutto)
L’ufficio è il suo ambiente naturale. Ci dormirebbe anche se potesse. Conosce tutti, ha lavorato duro per costruirsi un’immagine aziendale di rispetto, e lì dentro ha deciso di stabilire la sua tana. Fuori dall’ufficio non lo nota nessuno, e quando uscite insieme continui a chiederti cosa ci stai a fare lì con lui invece che con il bel ragazzo che è seduto al tavolo a fianco. Il suo lavoro è la ragione della sua vita, lo fa sentire completo. Le vacanze rigorosamente vicino a casa, per comodità e per non spendere troppo, e la botta di vita di cui continua a parlare risale a dieci anni fa ed è stata la festa di addio al celibato di suo cugino Stefano. Giudizio della mia amica: lasciatelo a qualcun’altra. A volte meglio sole che finire così…

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