Orgasmo precoce femminile. Di che si tratta?

Anche i motivi sembrano coincidere con quelli che rintracciano gli uomini con eiaculazione precoce. Il motivo ricorrente è sempre il troppo desiderio o la troppa eccitazione che non può essere contenuta.

Orgasmo precoce femminile. Di che si tratta?
Orgasmo precoce femminile. Di che si tratta?

Quando si pensa ai disturbi sessuali femminili relativi all’orgasmo si fa subito riferimento alle donne che hanno difficoltà nel raggiungerlo o che per farlo hanno bisogno di tempi molto lunghi o di alcune specifiche stimolazioni. Del tutto ignorato è invece il problema opposto, ossia la difficoltà legata al raggiungere il picco del piacere troppo velocemente.

L’orgasmo precoce femminile è una condizione simile all’eiaculazione precoce maschile. Nelle donne che soffrono di questa condizione, l’orgasmo può sopraggiungere ad una minima stimolazione, durante i preliminari o comunque prima della penetrazione o poco dopo. Come per l’eiaculazione precoce, il tempo non è l’unica e la principale variabile di cui tener conto per parlare di “problema” e per definire quando presto è troppo presto. Indipendentemente dal tempo, infatti, un orgasmo è precoce quando sopraggiunge prima di quando la persona lo desideri e del tutto al di fuori del suo controllo.

Le donne riconoscono tra le cause il fatto di essere in una relazione importante, di essere troppo eccitate per la relazione o per il rapporto sessuale in sé, di avere un desiderio molto intenso o semplicemente di essere state per un lungo periodo senza avere rapporti. Anche i motivi sembrano coincidere con quelli che rintracciano gli uomini con eiaculazione precoce. Il motivo ricorrente è sempre il troppo desiderio o la troppa eccitazione che non può essere contenuta.

Tuttavia, da un punto di vista clinico, quello che emerge molto spesso è una difficoltà a “stare” sull’eccitazione e sul piacere, come se le sensazioni legate all’attività sessuale fossero troppo forti da essere contenute e mantenute per un certo tempo e quindi la persona tende a “scaricare” velocemente. L’eccitazione comporta una tensione, non un rilassamento, tuttavia perché ci sia un buon funzionamento della risposta sessuale, è importante che il livello di tensione sia alto ma che non superi una certa soglia. Nelle persone che soffrono di orgasmo precoce potrebbe esserci una difficoltà nel reggere questa tensione.

Delle volte questo si manifesta solo in talune situazioni, ad esempio, nelle relazioni importanti in cui il livello di unione emotiva può, in un certo senso, spaventare perché genera sensazioni intense, oppure al contrario solo nelle relazioni occasionali, dove il livello di fiducia nell’altro è troppo basso e l’agitazione/eccitazione è troppo alta per essere tenuta. È importante, tuttavia, ricordare che i motivi alla base di tali difficoltà sono molteplici e non sono generalizzabili; è importante, perciò, analizzarli in maniera accurata con l’aiuto di uno specialista.

Il distress relativo a questa condizione è variabile, dipende molto dalla valutazione “positiva” o “negativa” che si dà al “sintomo” in questione. Molto spesso, infatti, il ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo viene valutato in maniera negativa, al contrario il riuscire a raggiungerlo in tempi brevi assume una connotazione positiva. Questa è una grande differenza con la popolazione maschile, per cui il problema di eiaculazione precoce viene percepito con maggiore distress rispetto a quello di eiaculazione ritardata.

Questo è uno dei motivi per cui l’orgasmo precoce femminile riceve poca attenzione da un punto di vista clinico e di ricerca: la richiesta di un aiuto da parte delle donne che ne soffrono è molto bassa rispetto al disturbo opposto.

Questo, tuttavia, non è detto significhi che si tratti di un problema poco diffuso, in quanto la reale prevalenza potrebbe essere sottostimata. In una ricerca (unica presente in letteratura) condotta su donne portoghesi, è emerso che circa il 40% delle donne avevano sperimentato un orgasmo precoce almeno una volta, il 14% lo sperimentava frequentemente e il 3% tutte le volte (il 42% non aveva problemi di orgasmo precoce). Questi dati indicano che la condizione non è del tutto assente nella popolazione femminile e che quindi meriti la giusta attenzione. La differenza di valutazione (e di trattamento!) tra le due condizioni, eiaculazione precoce vs orgasmo precoce femminile, può far riferimento alle differenze culturali che investono uomini e donne.

Molto spesso sia per gli uomini che per le donne il raggiungimento dell’orgasmo femminile è qualcosa di molto importante. Basti pensare al fatto che per molte donne raggiungere l’orgasmo è qualcosa che genera ansia da prestazione e quando ci sono delle difficoltà in tal senso è frequente che si sentano meno donne rispetto alle altre. Altro indice di quanta importanza si dia al raggiungimento dell’orgasmo femminile è dato dall’alta percentuale di donne che quando si trova in una situazione di difficoltà tende a fingerlo, questo sia per compiacere il partner sia per imbarazzo nel sentirsi “incapaci”. Per il partner maschile, invece, l’orgasmo femminile è una conferma della propria capacità e virilità e del desiderio nei suoi confronti; quando i tempi si allungano o l’orgasmo non sopraggiunge affatto, nell’uomo possono insorgere molte preoccupazioni circa la sua performance. Tutto questo può far immaginare quanto, al contrario, raggiungere l’orgasmo in tempi brevi possa essere valutato positivamente sia dalle donne che dai partner.

Tuttavia, se il focus viene spostato sulla qualità e sulla relativa soddisfazione del rapporto sessuale, avere un orgasmo precoce può influire negativamente, questo soprattutto per le donne che una volta raggiunto non si sentono a loro agio a continuare e il rapporto deve per forza interrompersi sul più bello. Infatti, se è vero che per gli uomini la stessa difficoltà può risultare più invalidante vista la necessità nel fermarsi (nel caso del rapporto penetrativo), dato il normale periodo refrattario che deve intercorrere dopo l’eiaculazione e una nuova erezione, per le donne può non esserci nessun ostacolo fisico per il proseguimento, salvo il non meno importante calo del desiderio e dell’eccitazione.

Il rapporto sessuale non è solo qualcosa di meccanico che se funziona vuol dire che sia anche soddisfacente. Avere rapporti che “funzionano” ma che non sono soddisfacenti può avere, a lungo andare, delle ripercussioni sul funzionamento stesso andando ad inficiare, ad esempio, sul desiderio. Le donne e i loro partner possono così avere un distress relativo a questa situazione se si protrae nel tempo e questo può andare a minare il rapporto di coppia stesso.

Alla luce di quanto appena detto, se la variabile tempo da sola non è importante per poter definire quando c’è una situazione di normalità o di patologia, la variabile emotiva legata ad esso può essere importante. In questi casi può essere utile rivolgersi ad un professionista per delle consulenze o per affrontare un percorso psico-sessuologico che possa avere come obiettivo una maggiore soddisfazione sessuale della donna o della coppia.

Per maggiori informazioni sul tema segnaliamo il servizio di consulenza telefonica gratuita dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma (ISC) disponibile dal lunedì al giovedì dalle 15:00 alle 19:00 al numero 06 85356211. Un team di psicologi con specializzazione in sessuologia clinica risponderà alle vostre domande e fornirà indicazioni utili rispetto ai temi della sessualità.

Valentina Rossi
Istituto di Sessuologia Clinica

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