
La teoria del “bad pancake” spiega perché la prima relazione o il primo appuntamento dopo una rottura raramente sono un successo. E perché va bene così.
Se sei appena uscita da una storia importante e il primo appuntamento dopo la rottura sembra non funzionare per nulla, molto probabilmente stai vivendo quella che viene chiamata bad pancake theory. Una metafora leggera con una profonda verità, che ti invita a guardare a te stessa e alla tua vita sentimentale con più dolcezza e meno pressione.
Cos’è la teoria del “bad pancake”?
La teoria è semplice. Chi ha mai preparato le frittelle lo sa: la prima è quasi sempre un disastro. Troppo spessa, troppo sottile, bruciata o semplicemente… poco buona. Non dice nulla sulle tue capacità culinarie, ma tutto sul fatto che ci vuole tempo per prendere il ritmo. E lo stesso accade con l’amore.
La teoria del “Bad pancake” sostiene che la prima connessione romantica dopo una rottura spesso non funziona perché emotivamente non sei ancora “in temperatura”. Stai ancora guarendo, cercando di capire chi sei senza quella relazione e cosa desideri davvero.
Quel primo appuntamento o primo flirt può quindi risultare confuso, imbarazzante o semplicemente non compatibile. Non è un segno che fai scelte sbagliate, ma che stai semplicemente facendo pratica.
Da dove nasce il “bad pancake”
Come per la paura di legarsi, ci sono diverse ragioni per cui la prima connessione post-rottura spesso vacilla.
Le scorie emotive della relazione precedente
Anche se pensi di aver superato tutto, inconsciamente stai ancora elaborando tristezza, rabbia o delusioni passate. Questo può portarti a scegliere qualcuno che sembra sicuro ma che non ti rispecchia, o al contrario qualcuno che riaccende vecchie ferite.
Bisogno di conferma
Dopo una rottura, la tua autostima può aver subito un colpo. Il primo appuntamento diventa allora un test silenzioso: “Sono ancora attraente? Vengo ancora scelto/a?”. Comprensibile, ma raramente una base solida per una relazione sana.
Paura della solitudine
Ritrovarsi sole può spaventare. Il “bad pancake” è talvolta un modo per riempire rapidamente il vuoto, senza chiedersi se l’altra persona sia davvero adatta a te.
Confusione su confini e desideri
Dopo una relazione sai spesso cosa non vuoi più, ma non sempre cosa desideri davvero. Così, le prime scelte sentimentali dopo una rottura sono per definizione sperimentali.
Come riconoscere un “bad pancake”
Non è un termine scientifico, ma una verità popolare basata sull’esperienza. Ci sono segnali chiari:
- La chimica sembra forzata o troppo razionale (“È carino, quindi dovrebbe funzionare”).
- Continui a confrontare l’altra persona con il tuo ex.
- Provi inquietudine, dubbi o vuoto, invece di curiosità e crescita.
- La relazione accelera troppo o resta superficiale.
- Dopo pensi: “Non è mai stato il mio tipo”.
Perché un “bad pancake” non è un fallimento
Il punto centrale: la prima frittella dopo una rottura non è un errore, ma parte del percorso.
Stai imparando a frequentare di nuovo. Affini i tuoi confini. Scopri cosa vuoi e cosa no. Proprio come la padella si scalda e la pastella si distribuisce meglio, anche tu diventi emotivamente più chiara.
Come affrontarla con consapevolezza
Non serve evitare a tutti i costi un “bad pancake”, ma è utile viverlocon più consapevolezza:
- Permettiti di uscire senza aspettative eccessive. Non ogni appuntamento deve essere “quello giusto”.
- Rifletti onestamente: cosa ha funzionato, cosa no e perché.
- Sii gentile con te stessa. Un primo tentativo fallito non pregiudica il futuro sentimentale.
- Concediti tempo tra le relazioni per riconnetterti con te stessa, al di là della conferma romantica.
- Considera ogni esperienza come informazione, non come prova che qualcosa non va in te.
In sintesi: un “bad pancake” ci ricorda che l’amore non segue linee rette. A volte il primo tentativo post-rottura è semplicemente… immangiabile. E va bene così. Perché spesso, dopo, arriva la frittella perfetta.
Il rovescio della medaglia
La teoria non giustifica usare qualcuno come “prova emotiva”. Il fatto che la prima connessione dopo una rottura spesso non duri non significa che si debba forzare tutto. Ogni “cattiva pancake” nasconde una persona reale, con sentimenti, aspettative e fragilità.
Aprirsi al contatto va bene, usare qualcuno no. Essere aperti significa essere curiosi, comunicare onestamente e lasciare spazio a ciò che si sviluppa (o non si sviluppa). Usare significa colmare il proprio vuoto con l’altro, a discapito della sua integrità emotiva.
Un atteggiamento sano prevede:
- Onestà, verso te stessa e l’altro, sul tuo stato emotivo.
- Non iniziare relazioni per dimenticare un ex o colmare un vuoto.
- Saper stare soli, senza riempire il vuoto con attenzioni esterne.
Dating consapevole = responsabilità
La teoria del “bad pancake” invita alla gentilezza, non alla leggerezza. La prima frittella può fallire, ma ciò non esonera dalla responsabilità verso gli altri.
Forse la lezione più matura è questa: a volte, il modo migliore per non cucinare una cattiva pancake… è non cucinare affatto.
















