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Salute dei capelli: 5 dritte da non perdere

Una chioma dall’aspetto sano non dipende da un singolo prodotto “miracoloso”, ma da un insieme di scelte coerenti: come si deterge il cuoio capelluto, quanto stress subisce il fusto del capello, cosa

Salute dei capelli: 5 dritte da non perdere
Salute dei capelli: 5 dritte da non perdere

Una chioma dall’aspetto sano non dipende da un singolo prodotto “miracoloso”, ma da un insieme di scelte coerenti: come si deterge il cuoio capelluto, quanto stress subisce il fusto del capello, cosa si mette nel piatto e perfino come si dorme. Capelli spenti, fragili o che si spezzano facilmente possono essere il risultato di abitudini quotidiane poco adatte, ma anche di fattori fisiologici come ormoni, carenze nutrizionali, farmaci o predisposizione genetica. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, migliorare la routine porta benefici visibili nel giro di qualche settimana, mentre i cambiamenti più strutturali richiedono tempo perché seguono il ciclo di crescita del capello.

Qui trovate 5 dritte pratiche, orientate alla prevenzione e alla cura costante, senza complicazioni inutili.

Da dove partire: capire che cosa “chiedono” i vostri capelli

Prima di cambiare prodotti o trattamenti, conviene osservare due elementi: cuoio capelluto e lunghezze. Spesso ci si concentra solo sul fusto, ma la base del benessere è la cute: se è irritata, troppo grassa, secca o con desquamazione, anche la qualità del capello ne risente.

Un check semplice consiste nel notare:

  • quanto velocemente si sporcano le radici dopo il lavaggio
  • se compare prurito, bruciore o forfora
  • se le punte sono secche e si spezzano
  • se la chioma appare “pesante” nonostante shampoo frequenti

Radici che si ungono in fretta non indicano per forza “capelli grassi”: talvolta sono il segnale di una cute stressata da lavaggi aggressivi o da styling troppo ricco. Al contrario, una sensazione di cute che tira può suggerire detergenti troppo sgrassanti o acqua molto calcarea. Tenere a mente queste differenze aiuta a scegliere routine e prodotti in modo più razionale, evitando cambi continui che confondono ulteriormente la cute.

Alimentazione, stress e sonno: la parte meno glamour ma più potente

Capelli e unghie sono spesso un indicatore dello stato generale dell’organismo. Una dieta troppo restrittiva, periodi di stress intenso o un recupero insufficiente possono riflettersi su lucentezza, densità e resistenza del capello. Non serve inseguire mode: è più efficace puntare su costanza e qualità.

Sul piano alimentare, un approccio equilibrato sostiene il capello perché fornisce i “mattoni” per la cheratina e per il funzionamento del follicolo. In pratica:

  • proteine adeguate (pesce, uova, legumi, carni magre secondo preferenze)
  • grassi “buoni” utili anche per la barriera cutanea (olio EVO, frutta secca)
  • ferro, zinco, vitamina D e alcune vitamine del gruppo B, da valutare con il medico se ci sono dubbi o sintomi associati

Anche lo stress merita spazio: livelli elevati e prolungati possono influire sulla fase di crescita del capello e accentuare cadute stagionali o reattive. Inserire attività regolari di decompressione (camminata, sport moderato, respirazione, routine serale più tranquilla) è una scelta concreta, non un consiglio generico. Infine, il sonno: la cute si “ripara” anche durante la notte e una scarsa qualità del riposo può peggiorare infiammazione e sensibilità.

Detersione intelligente: equilibrio tra pulizia e rispetto della cute

Lavare bene non significa lavare “forte”. L’obiettivo è rimuovere sebo, sudore, residui di styling e particolato, lasciando intatta la barriera della cute. Per molti, la svolta è passare da una detersione aggressiva a una più mirata, con massaggio delicato e risciacquo accurato.

La quantità di shampoo può essere minore di quanto si pensi: meglio emulsionarlo tra le mani e concentrarlo sulle radici, lasciando che la schiuma scorra sulle lunghezze senza strofinare. L’acqua troppo calda tende a stressare cuoio capelluto e fusto, mentre un risciacquo finale tiepido o appena fresco spesso migliora la sensazione di leggerezza.

Se vi state chiedendo “quali sono gli shampoo senza solfati”, la risposta pratica è che in etichetta troverete formule prive di tensioattivi solfati tradizionali (spesso indicati con sigle specifiche). Questi shampoo possono risultare più delicati su alcune cuti sensibili o su capelli trattati, ma non sono automaticamente “migliori” per chiunque: c’è chi li tollera benissimo e chi, invece, necessita di una detersione più efficace perché usa cere, lacche o ha cute molto seborroica. La scelta migliore è quella che mantiene cute pulita, senza prurito e senza effetto paglia sulle lunghezze.

Styling e routine quotidiana: ridurre i danni senza rinunciare al look

Gran parte della salute del capello, soprattutto sulle lunghezze, dipende da quanto stress meccanico e termico subisce ogni giorno. Piccoli accorgimenti, ripetuti con costanza, riducono rotture e doppie punte più di tanti trattamenti occasionali.

  • Tamponate i capelli con asciugamano in microfibra o cotone, evitando di strofinare energicamente
  • Pettinate prima le punte e poi salite, usando un pettine a denti larghi o spazzole delicate per ridurre la trazione
  • Applicate un termoprotettore se usate phon, piastra o ferro, e mantenete il calore su livelli moderati
  • Non tenete la bocchetta del phon troppo vicina: una distanza di sicurezza limita disidratazione e opacità
  • Alternate acconciature per non stressare sempre le stesse zone, evitando elastici sottili che “segano” il capello
  • Se i capelli sono lunghi o trattati, distribuite un balsamo solo sulle lunghezze e lasciatelo agire il tempo indicato, poi risciacquate bene

Questa è la parte in cui si vedono i risultati più rapidi: meno spezzature, più pettinabilità, una sensazione di morbidezza reale e non solo “cosmetica”.

Campanelli d’allarme e controlli utili: quando serve un aiuto mirato

È normale perdere un certo numero di capelli al giorno, perché fa parte del ciclo fisiologico. Tuttavia, alcuni segnali meritano attenzione: diradamento evidente, caduta a ciocche, prurito persistente, desquamazione importante, dolore al cuoio capelluto o chiazze senza capelli. In questi casi, può essere utile una valutazione dermatologica o tricologica per distinguere tra caduta stagionale, effluvio da stress, dermatite, alopecia androgenetica o altre condizioni.

Se la caduta è aumentata dopo un evento specifico (febbre, intervento, periodo di forte stress, cambi alimentari drastici), spesso l’organismo “recupera” con il tempo, ma è ragionevole verificare alcuni parametri con il medico, soprattutto se ci sono stanchezza, pallore, unghie fragili o calo di performance. Un approccio serio evita il fai-da-te e permette di impostare una strategia più efficiente: routine corretta, prodotti adatti e, se indicato, trattamenti o integrazioni solo sotto controllo sanitario.

Prendersi cura dei capelli significa scegliere un metodo sostenibile: detersione equilibrata, protezione dallo stress termico e meccanico, alimentazione completa e attenzione ai segnali del corpo. Con queste basi, anche i prodotti rendono di più e la chioma risponde con maggiore regolarità.

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