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Retinolo. L’ingrediente per la pelle che i dermatologi consigliano già a partire dai 30 anni

I dermatologi consigliano i retinoidi da decenni, e con ottime ragioni. Ecco perché le donne sulla trentina dovrebbero prendere in considerazione l’aggiunta del retinolo alla propria routine di skincare e come iniziare a usarlo in modo sicuro ed efficace

Retinolo. L'ingrediente per la pelle che i dermatologi consigliano già a partire dai 30 anni
Retinolo. L’ingrediente per la pelle che i dermatologi consigliano già a partire dai 30 anni

L’industria della skincare è straordinariamente abile nel creare rumore. Ogni stagione arrivano nuovi ingredienti, nuovi formati e nuove routine, promossi con un entusiasmo tale da far sembrare immediatamente superato il prodotto di punta dell’anno precedente. Gran parte è marketing. Alcune novità però sono davvero utili. E poi c’è un ingrediente che da decenni continua a rimanere un punto fermo: raccomandato dai dermatologi, sostenuto da centinaia di studi clinici e ancora ignorato da molte donne fino a molto più tardi di quanto avrebbero voluto.

Quell’ingrediente è il retinolo. Sebbene nessun prodotto per la cura della pelle rappresenti una soluzione miracolosa, i retinoidi sono ancora oggi tra gli ingredienti più studiati in dermatologia. Se usi già ogni giorno una protezione solare, aggiungere un retinoide è uno dei passi più solidi che puoi fare per mantenere la pelle più sana e dall’aspetto più giovane nel lungo periodo.

Che cosa fa davvero il retinolo alla pelle

Il retinolo appartiene alla famiglia dei retinoidi, un gruppo di derivati della vitamina A che agiscono influenzando il modo in cui le cellule della pelle crescono, maturano e si rinnovano. A differenza di molti ingredienti cosmetici che si limitano a idratare o a levigare temporaneamente la superficie cutanea, i retinoidi producono cambiamenti all’interno della pelle stessa.

Usato con costanza, il retinolo accelera il ricambio cellulare, consentendo alle cellule più vecchie di essere sostituite più rapidamente da quelle nuove. Questo contribuisce a rendere l’incarnato più luminoso, ad affinare la grana della pelle e ad attenuare gradualmente le aree di iperpigmentazione. Ancora più importante, i retinoidi stimolano la produzione di collagene e, allo stesso tempo, riducono la degradazione del collagene esistente causata dall’esposizione cumulativa al sole. Poiché il collagene è in gran parte responsabile della compattezza e dell’elasticità della pelle, questo è uno dei motivi per cui i retinoidi sono considerati il punto di riferimento nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo dovuto al sole.

I risultati non sono immediati né spettacolari da un giorno all’altro. Si sviluppano invece poco alla volta, nel corso di mesi di utilizzo costante. Ed è proprio questo miglioramento lento e progressivo che decenni di ricerca clinica hanno dimostrato più volte.

Perché i 30 anni sono il momento ideale per iniziare

La produzione di collagene inizia a diminuire sorprendentemente presto. Le ricerche suggeriscono che la perdita cominci già nella prima età adulta, con un calo di circa l’1% all’anno. Quando rughe sottili, colorito irregolare e una lieve perdita di tonicità diventano visibili, quei cambiamenti biologici sono spesso già in corso da diversi anni.

Per questo motivo molti dermatologi consigliano di introdurre un retinoide già intorno ai 30 anni, invece di aspettare che i segni dell’invecchiamento siano più evidenti. I retinoidi possono migliorare i danni già presenti causati dal fotoinvecchiamento, ma sono altrettanto preziosi come strategia di mantenimento nel lungo termine. Sostenere la produzione di collagene prima che il danno diventi importante può aiutare a mantenere una pelle di migliore qualità nel tempo, anziché limitarsi a correggere i segni dell’età quando sono ormai comparsi.

Anche iniziare a 40, 50 anni o più tardi può portare benefici concreti. Tuttavia, cominciare prima offre alla pelle più tempo per beneficiare di un supporto costante alla produzione di collagene.

Capire i retinoidi: perché il nome riportato sull’etichetta è importante

Il termine “retinoide” indica un’intera famiglia di derivati della vitamina A e comprenderne le differenze aiuta a capire perché alcuni prodotti agiscono più rapidamente o richiedono una prescrizione medica.

Il retinolo, disponibile senza ricetta, è la forma più conosciuta. Poiché deve attraversare diversi passaggi di conversione all’interno della pelle prima di diventare biologicamente attivo, tende ad agire più gradualmente ed è generalmente ben tollerato.

Il retinale (o retinaldeide) richiede un passaggio di conversione in meno rispetto al retinolo, risultando quindi più potente pur rimanendo disponibile senza prescrizione in molti Paesi.

La tretinoina, disponibile su prescrizione, è invece la forma già attiva e rimane il retinoide topico più studiato per il trattamento del fotoinvecchiamento. Spesso produce risultati più rapidi, ma è anche più probabile che provochi irritazione durante le prime settimane di utilizzo.

Per chi è alle prime armi, i dermatologi consigliano generalmente di iniziare con un retinolo o un retinale da banco, aumentando l’intensità solo quando la pelle si è adattata senza difficoltà. Alcune persone passano successivamente alla tretinoina sotto controllo medico, mentre altre ottengono risultati eccellenti nel lungo periodo senza avere mai bisogno di una prescrizione.

Come iniziare senza irritare la pelle

Il motivo più comune per cui le persone smettono di usare il retinolo non è perché non funzioni, ma perché cercano di fare troppo e troppo in fretta.

I retinoidi richiedono un periodo di adattamento durante il quale la pelle si abitua alla loro azione. Applicare troppo spesso un prodotto ad alta concentrazione provoca facilmente arrossamenti, secchezza, desquamazione e irritazione, effetti che nella maggior parte dei casi possono essere evitati con un approccio più graduale.

Inizia con una formulazione a bassa concentrazione una o due volte alla settimana, applicandola la sera su pelle pulita e perfettamente asciutta. Dopo quattro-sei settimane, se la pelle la tollera bene, aumenta gradualmente la frequenza prima di passare a una formulazione più potente.

Molti dermatologi consigliano anche il cosiddetto metodo “sandwich” o buffering, che consiste nell’applicare una crema idratante prima e dopo il retinolo per ridurre l’irritazione durante le prime settimane. Utilizzare con regolarità una crema idratante delicata e priva di profumo aiuta inoltre a sostenere la barriera cutanea durante tutta la fase di adattamento.

È inoltre consigliabile evitare di combinare i retinoidi appena introdotti con acidi esfolianti potenti o altri ingredienti attivi potenzialmente irritanti fino a quando la pelle non si sarà adattata.

Cosa aspettarsi nei primi mesi

Le prime settimane non sono sempre le più incoraggianti. Alcune persone sperimentano una temporanea secchezza, desquamazione o una lieve irritazione, mentre chi è soggetto all’acne può notare un aumento passeggero delle imperfezioni dovuto all’accelerazione del ricambio cellulare. Non tutti attraversano questa fase di adattamento e, nella maggior parte dei casi, la situazione migliora gradualmente nel giro di alcune settimane.

I primi miglioramenti visibili iniziano generalmente a comparire dopo circa tre mesi di utilizzo costante. I cambiamenti più evidenti nella texture della pelle, nella pigmentazione e nelle rughe sottili continuano spesso a svilupparsi nell’arco di sei-dodici mesi.

I retinoidi non sono pensati come una soluzione rapida. Il loro punto di forza è offrire miglioramenti graduali e misurabili che continuano ad accumularsi con l’uso costante nel tempo.

L’abitudine che rende davvero efficace l’uso dei retinoidi

Se i retinoidi rappresentano il motore di una routine anti-età efficace, la protezione solare è il carburante che permette loro di dare risultati duraturi.

Si ritiene che circa l’80% dell’invecchiamento visibile del viso sia dovuto all’esposizione cumulativa ai raggi ultravioletti più che al semplice passare del tempo. Per questo motivo una protezione solare ad ampio spettro utilizzata ogni giorno protegge non solo dai danni futuri, ma anche i miglioramenti del collagene e della pigmentazione che il retinoide sta contribuendo a ottenere.

Una protezione solare SPF 30 o superiore, ad ampio spettro, dovrebbe essere applicata ogni mattina, indipendentemente dal meteo o dalla stagione. Senza una protezione costante dai raggi UV, molti dei benefici a lungo termine dei retinoidi diventano molto più difficili da mantenere.

Alcune precauzioni importanti

I retinoidi dovrebbero generalmente essere evitati durante la gravidanza. Chi è in gravidanza, sta cercando una gravidanza o sta allattando dovrebbe parlare con il proprio medico per valutare eventuali alternative.

Anche le persone con eczema, rosacea o pelle particolarmente sensibile possono trarre beneficio da un’introduzione più graduale dei retinoidi oppure dal consulto di un dermatologo prima di iniziare il trattamento.

Il retinolo non è un ingrediente glamour. Raramente arriva accompagnato dall’ultima moda o da promesse pubblicitarie sensazionali. Quello che offre è qualcosa di sempre più raro nel mondo della skincare: decenni di ricerca scientifica di alta qualità che dimostrano benefici reali e misurabili.

Insieme alla protezione solare quotidiana, i retinoidi rimangono tra gli ingredienti topici più efficaci per aiutare la pelle a mantenersi più sana, liscia e forte con il passare degli anni. Per le donne sulla trentina che desiderano introdurre un solo prodotto davvero valido nella propria routine, pochi ingredienti hanno conquistato la loro reputazione in modo tanto convincente.

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