Margherita.net | Moda | Borse e accessori: il Made in Italy si conferma un must have per la moda donna

Borse e accessori: il Made in Italy si conferma un must have per la moda donna

Tra le tante voci che compongono la moda, gli accessori sono quella in cui l’origine italiana pesa di più nell’immaginario di chi compra. Una borsa nata in Italia

Borse e accessori: il Made in Italy si conferma un must have per la moda donna
Borse e accessori: il Made in Italy si conferma un must have per la moda donna

Tra le tante voci che compongono la moda, gli accessori sono quella in cui l’origine italiana pesa di più nell’immaginario di chi compra. Una borsa nata in Italia continua a evocare una garanzia di lavorazione e di durata che poche altre provenienze trasmettono, e il dato economico lo conferma: secondo le rilevazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri, la pelletteria italiana vale intorno ai 12 miliardi di euro di fatturato, conta oltre 4.500 imprese e quasi 49.000 addetti, e da sola rappresenta il 47% del giro d’affari europeo del comparto.

Questo primato non tocca da vicino il guardaroba quotidiano di chi sceglie una borsa o un piccolo accessorio destinato a durare ed è il motivo per cui, stagione dopo stagione, il Made in Italy resta un riferimento per la moda donna anche nelle fasce più accessibili.

Perché la pelletteria italiana resta un riferimento

Alla base del primato c’è un modello produttivo difficile da replicare altrove. L’Italia è oggi il secondo esportatore mondiale di pelletteria dopo la Cina, ma su un piano diverso: il vantaggio competitivo non sta nel prezzo, bensì nella qualità di una filiera organizzata in distretti, dove concerie, laboratori e marchi lavorano a stretto contatto. Questa prossimità tra le fasi della lavorazione, dalla concia della pelle al taglio fino all’assemblaggio, permette un controllo del materiale e una flessibilità che i grandi poli a basso costo non garantiscono.

Il risultato concreto, per chi acquista, è un accessorio che invecchia bene. Una pelle conciata con cura e cuciture eseguite a regola d’arte determinano la differenza tra una borsa che si deforma dopo pochi mesi e una che resta integra per anni. Le borse restano del resto il prodotto simbolo del settore, da sole circa il 70% del valore delle esportazioni di pelletteria, segno di quanto questo accessorio concentri il saper fare italiano. È una qualità che si paga, ma che si ammortizza nel tempo, perché un pezzo ben costruito non va sostituito a ogni cambio di stagione.

Le maison storiche e il valore che dura nel tempo

In questo quadro, il contributo più riconoscibile arriva dalle case di moda che hanno costruito un’identità precisa nel corso dei decenni. La forza di un marchio storico sta in un segno distintivo che lo rende identificabile a distanza, senza bisogno di loghi appariscenti, e in una continuità stilistica che attraversa le mode senza esserne travolta. È questa coerenza a trasformare un accessorio in un oggetto che mantiene valore, spesso tramandato, e a giustificare una scelta d’acquisto orientata alla durata più che all’impulso del momento.

Tra le realtà che incarnano questa tradizione c’è per esempio Borbonese, maison torinese attiva dal 1910 e nota per la fantasia a occhio di pernice diventata la sua firma, oltre che per modelli entrati nell’immaginario come la Luna Bag a mezzaluna.

Al giorno d’oggi le proposte di questa iconica realtà possono essere passate in rassegna e acquistate anche online, grazie alla presenza di e-commerce specializzati come Bagalier, che aggiorna costantemente la sua selezione di borse Borbonese, così da mettere sempre a disposizione degli utenti tanto gli evergreen quanto le ultime novità del marchio.

Gli accessori che definiscono il guardaroba estivo

L’estate 2026 fotografa bene il momento in cui la borsa ha smesso di essere un complemento per diventare parte integrante della costruzione del look. La stagione predilige silhouette pulite e funzionali: tornano le borse capienti, ma accanto a esse si affermano forme nette come la east-west, allungata in orizzontale, e le hobo reinterpretate in versione più strutturata. Le mini bag non scompaiono, anzi si trasformano in accessori complementari, spesso agganciati a un modello più grande in una logica di doppia borsa.

Sul fronte dei materiali, la pelle resta centrale ma cambia finitura. La lavorazione si orienta verso superfici più naturali e meno trattate, dall’effetto morbido e quasi vellutato, che valorizzano la materia anziché mascherarla. Accanto alla pelle tradizionale crescono i tessuti riciclati, scelti tanto per ridurre l’impatto ambientale quanto per alleggerire il peso.

La palette segue la stagione e privilegia tonalità calde e terrose, dal burro al cuoio chiaro fino al verde salvia, colori che dialogano con il guardaroba estivo e si prestano ad abbinamenti facili. La direzione comune è quella di un accessorio più consapevole, pensato per la mobilità urbana e le giornate ibride tra lavoro e tempo libero.

Una filiera che intreccia moda, lavoro e territorio

Dietro ogni borsa e ogni accessorio Made in Italy c’è un sistema che va molto oltre l’oggetto. La pelletteria è uno dei pilastri del manifatturiero nazionale, un comparto che dà lavoro a decine di migliaia di persone concentrate in distretti dove il mestiere si tramanda di generazione in generazione, dalla Toscana alla Campania fino al Veneto. Difendere questa produzione significa preservare competenze artigiane che, una volta perse, sarebbero difficili da ricostruire.

Per le consumatrici, scegliere un accessorio prodotto in Italia non è solo una questione di gusto o di qualità percepita, ma anche un modo per sostenere una filiera che intreccia moda, lavoro e identità del territorio, in un momento in cui questo patrimonio ha bisogno di essere riconosciuto per continuare a esistere.

Se ti è piaciuto questo articolo, non perdiamoci di vista. Aggiungi Margherita.net ai tuoi preferiti! :-)

Ancora su Margherita.net

NOVITÀ SU MARGHERITA