
Già da subito alla Paris Fashion Week, all’uscita di Stella McCartney, tra i gruppi di modelle che si riversavano all’esterno abbiamo notato alcune donne dai capelli grigio argento. I capelli, il make-up e l’aspetto curato lasciavano pochi dubbi: erano appena scese in passerella. Un fenomeno destinato a ripetersi per tutta la settimana della moda parigina. Sulle passerelle della primavera/estate 2027 abbiamo avvistato un numero sorprendente di modelle mature dai capelli grigi. Ci siamo chiesti perché le maison scelgano modelle più adulte. E, cosa ancora più importante, se il mondo della moda sia davvero pronto a riconoscere alle donne anche in età più avanzata un posto nel proprio ideale di bellezza.
Scomparse dalle passerelle, ma non per sempre

Per anni, la carriera di una modella professionista è sembrata avere una data di scadenza. In genere, a 26 o 27 anni, per una modella poteva essere arrivato il momento di dire addio. A quell’età eri già considerata «vecchia». Il criterio era, ed è tuttora spesso, uno solo: volti nuovi e giovani. Naturalmente non sono mancate le eccezioni: supermodelle iconiche che hanno continuato a lavorare anche dopo aver raggiunto l’apice della carriera, oppure attrici celebri chiamate a sfilare in occasioni speciali. Ma le modelle esperte e le donne mature sono state raramente una presenza scontata nel mondo della moda.
Qualcosa, però, sembra cambiare lentamente. Durante le settimane internazionali della moda dedicate alla primavera/estate 2027 abbiamo visto sfilare donne sopra i quaranta e i cinquant’anni. A Parigi, l’attrice Olivia Colman ha debuttato come modella in passerella per Miu Miu a 52 anni, con i capelli grigi ben visibili raccolti in una coda bassa. Anche Chanel, sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy, ha puntato su un casting che riuniva generazioni diverse.
Sono momenti che colpiscono, ma non si tratta di episodi isolati. L’interesse per le modelle mature si era già manifestato nelle stagioni precedenti. Nel 2026, per esempio, Stephanie Cavalli (1976), con le sue inconfondibili ciocche grigie, ha aperto diverse sfilate di Chanel. La tendenza è proseguita durante le settimane della moda primavera/estate 2027, svoltesi tra settembre e ottobre 2026.
A Parigi incontriamo donne che ricominciano
Da Stella McCartney abbiamo fotografato Viktorija Bauzyte ed Evelyn Effrim. Quest’ultima dovrebbe avere quasi sessant’anni e, dopo una prima carriera interrotta intorno ai 25 anni perché allora considerata troppo vecchia, sta vivendo un ritorno sorprendente. Durante queste settimane della moda ha sfilato per ben sedici maison, diventando uno dei volti più richiesti della stagione. Davanti alla nostra macchina fotografica sono passate anche le supermodelle Amber Valletta (1974) e Karlie Kloss (1992), anche se quest’ultima, con i suoi 34 anni, appartiene a una generazione più giovane.
Nei giorni successivi abbiamo avvistato sempre più donne mature tra le modelle. Viktorija Bauzyte ha aperto la sfilata di Lanvin, mentre Dörte Kleihauer ha presentato il secondo look. Da Akris siamo rimasti colpiti dal fascino delle modelle francesi Marie Seguy ed Estelle Amiaud, entrambe dotate di una personalità ben definita, e di un’altra donna, all’incirca della stessa generazione, di cui purtroppo non siamo riusciti a scoprire il nome. Le signore erano felicissime di posare insieme. La foto di copertina lo dimostra!
L’attenzione, peraltro, non si è concentrata soltanto sulle modelle dai capelli grigi. Chloé, per esempio, ha scelto di coinvolgere alcune supermodelle degli anni Duemila. Abbiamo avvistato Mariacarla Boscono (1980), Natasha Poly (1985), Julia Stegner (1984) e Jessica Miller (1984), tutte quarantenni che hanno raggiunto la notorietà internazionale proprio negli anni Duemila. Nel cast di Givenchy abbiamo incontrato, tra le altre, Eva Herzigová (1973), Malgosia Bela (1977) e Frankie Rayder (1975). Intorno ai cinquant’anni, rappresentano una generazione ancora diversa.
Un caso a sé è quello di Karolin Wolter (1991). A 35 anni non è una modella matura nell’accezione abituale del termine, ma rappresenta bene il percorso di chi, grazie a una lunga esperienza, si è conquistata un posto stabile nella moda internazionale. Durante le settimane della moda primavera/estate 2027 ha sfilato per un numero impressionante di maison, tra cui Gabriela Hearst, Alaïa, Hermès, Givenchy, Balenciaga, The Row, Dior, Marni e Carolina Herrera. La sua presenza presso marchi così diversi dimostra che una modella può continuare a essere molto richiesta anche dopo anni di carriera.
Ogni donna ha la propria storia. Alcune sono nomi affermati che lavorano nel mondo della moda da decenni; altre sono state riscoperte oppure hanno ripreso a fare le modelle dopo una lunga pausa.
Al termine delle sfilate, queste modelle si sono lasciate fotografare volentieri. Abbiamo notato una sorprendente disponibilità a fermarsi qualche istante davanti alle nostre macchine fotografiche. Non sembrava che cercassero di ripetere la carriera di un tempo, ma piuttosto che avessero iniziato una nuova fase in un mondo in cui rughe e capelli grigi non vengono più nascosti, bensì apprezzati.

I capelli grigi come dichiarazione di stile
A colpirci soprattutto è stato il fatto che queste donne non nascondessero i capelli grigi, ma li mostrassero con naturalezza. Di per sé, non è una novità. Negli ultimi anni abbiamo imparato ad apprezzare sempre più i capelli grigi. Per descrivere questa evoluzione esiste persino un termine: greynaissance. Veder comparire le chiome grigie anche sulle passerelle internazionali, tuttavia, rappresenta un passo successivo significativo.
Per molto tempo, per le donne invecchiare è stato qualcosa da rendere il più possibile invisibile. I capelli grigi venivano ritoccati, le rughe attenuate e tagli e make-up adattati a un ideale in cui giovinezza e anti-aging dettavano le regole.
Ora che sulle passerelle internazionali vediamo sempre più spesso modelle dai capelli grigi, quell’immagine sta cambiando. Essere belle non deve più significare combattere contro la propria età. Si può invecchiare continuando a esprimere la propria personalità e il proprio stile.
La partecipazione di Olivia Colman alla sfilata di Miu Miu ne è stata un esempio eloquente. L’attrice è apparsa in passerella con i capelli grigi, dimostrando che una donna di 52 anni non deve necessariamente sembrare più giovane per suscitare l’interesse del mondo della moda. Anche la presenza di modelle dalle chiome argentate presso maison come Akris, Lanvin e Stella McCartney dimostra che i capelli grigi non devono essere per forza coperti con la tinta o altri artifici.
Dobbiamo però essere cauti prima di parlare di una rivoluzione. I capelli grigi sono ormai sempre più spesso anche una scelta estetica, un look che risponde all’interesse per la personalità, l’autenticità e una certa disinvoltura. Ma questo non significa che il mondo della moda sia già pronto ad accogliere ogni forma di invecchiamento.

Il mondo della moda è davvero diventato più aperto?
Non mancano certo i motivi per pensarlo. I designer sembrano interessarsi maggiormente ai volti caratteristici, alle modelle capaci di indossare gli abiti in modo diverso e a casting che non siano composti esclusivamente da visi giovani e pressoché intercambiabili.
Le modelle mature portano con sé qualcosa che appartiene soltanto a loro: anni di esperienza di vita. Sanno come muoversi, come indossare gli abiti e come esprimere un determinato atteggiamento attraverso il corpo. Il loro fascino non si fonda necessariamente sulla giovinezza o sull’innocenza, ma può comunicare forza, ironia, eleganza o anticonformismo.
Questo apprezzamento si collega a una tendenza che incontriamo sempre più spesso nella moda: personalità e carattere acquistano importanza. Anche il pubblico di riferimento, però, ha un ruolo. Gli abiti presentati in passerella sono destinati, in ultima analisi, anche a donne che non hanno più vent’anni. È singolare che un settore rivolto a un pubblico adulto abbia adottato per così tanto tempo una rappresentazione dell’età relativamente limitata.
Al tempo stesso, dobbiamo chiederci quanto stia cambiando davvero. La presenza di una manciata di modelle mature in una stagione non significa automaticamente che le donne sopra i cinquant’anni saranno d’ora in avanti una presenza regolare in passerella. Potrebbe anche trattarsi di una tendenza passeggera, proprio come quella delle modelle plus size, o forse di una tendenza che sta già perdendo terreno. Durante le ultime settimane della moda abbiamo notato che le modelle solitamente ingaggiate come plus size sembrano diventare visibilmente più magre. Ancora un po’ e non rientreranno più in quella categoria. La presenza di nomi celebri, inoltre, può essere una brillante strategia pubblicitaria. Un volto familiare degli anni Novanta o un’attrice famosa attirano inevitabilmente l’attenzione della stampa e del pubblico: il nostro stesso articolo ne è la prova!

Inoltre, dare spazio a donne di età diverse non significa necessariamente accettare ogni espressione della bellezza. Basta guardare le nostre fotografie per notare che tutte queste donne hanno un viso particolare, una figura snella e una forte personalità. La domanda, quindi, non è soltanto se vengano ingaggiate donne mature, ma anche quali donne vengano scelte e quali forme di invecchiamento possano essere mostrate.
La silver economy: anche una questione commerciale
Esiste un’altra possibile spiegazione del rinnovato interesse per le donne mature: la silver economy. Con questa espressione si indica il potenziale economico di una popolazione che invecchia, compresi i consumatori dai cinquant’anni in su. La silver economy cresce costantemente da anni e rappresenta ormai una parte considerevole dell’economia europea. Coinvolge settori molto diversi, dal turismo alla sanità, dalla cosmetica alla moda.
Per l’industria della moda è un dato interessante. Le donne che per anni sono sembrate escluse dall’immagine dominante della moda in quanto consumatrici costituiscono un segmento ampio e rilevante dal punto di vista economico. Un settore che vuole continuare a parlare alle proprie clienti può permettersi sempre meno di presentare esclusivamente volti giovani come ideale di riferimento.

Questo non significa che ogni scelta di casting sia dettata da considerazioni commerciali. Le modelle mature possono rispondere anche a una visione artistica, al desiderio di maggiore personalità o a una collezione che riunisca generazioni diverse. Gli sviluppi commerciali e quelli culturali, però, non si escludono a vicenda. Forse il mondo della moda comincia lentamente a capire che le donne non smettono di interessarsi all’abbigliamento, alla bellezza e allo stile una volta compiuti cinquant’anni.
Qui emerge anche un paradosso. Le donne mature sono commercialmente interessanti come consumatrici, eppure per molto tempo la loro visibilità nelle campagne di moda e sulle passerelle è rimasta limitata. La domanda, ora, è se l’industria voglia davvero concedere loro più spazio o se abbia semplicemente scoperto quanto questo pubblico possa essere interessante dal punto di vista commerciale.
La differenza si vedrà, in definitiva, nella continuità. Non in una singola sfilata sorprendente o in un volto famoso capace di catalizzare l’attenzione per una stagione, ma nella possibilità che donne di età diverse continuino a essere una presenza naturale nell’immagine della moda anche nelle stagioni successive.
Una seconda vita per la carriera di modella

Eppure, ci ha fatto piacere incontrare queste donne durante la Paris Fashion Week, fotografarle e scambiare qualche parola con loro dopo le sfilate. L’idea che una carriera da modella debba necessariamente finire in giovane età sembra perdere parte della sua ovvietà. Le donne possono tornare, essere riscoperte o trovare un posto diverso in un’industria che, in precedenza, forse aveva smesso di considerarle.
La storia della bellissima Wanmai Bergman, originaria della Thailandia, sembra quasi una fiaba. In passato Wanmai aveva lavorato come modella in Thailandia, senza mai immaginare che, più avanti, sarebbe stata riscoperta e avrebbe sfilato a Parigi per Miu Miu. La sua vicenda si inserisce in un’evoluzione in cui una carriera non deve più essere necessariamente vista come un percorso lineare, dalla scoperta all’apice del successo fino all’uscita di scena.

Del resto, l’apprezzamento non riguarda soltanto i volti maturi già celebri in passerella. Anche tra il pubblico delle sfilate vediamo sempre più spesso donne che, con i capelli grigi, il proprio stile e la propria personalità, attirano positivamente l’attenzione.
Forse è proprio qui che risiede il significato più autentico di questa tendenza. Non tutte le donne devono diventare modelle e non tutte quelle più mature desiderano tornare sotto i riflettori. Ma è importante che questa possibilità esista e che l’età non significhi automaticamente diventare invisibili, perdere interesse agli occhi degli altri o vedere la propria storia privata di rilevanza.
Più di una tendenza?
La moda è, per definizione, un mondo alla costante ricerca di novità. È quindi facile lasciarsi tentare dall’idea che anche l’interesse per le modelle mature sia una tendenza, destinata magari a lasciare il posto a qualcos’altro nel giro di poche stagioni.

Le immagini che abbiamo visto a Parigi, però, raccontano una storia più personale. Dietro i nomi celebri e i momenti sorprendenti in passerella ci sono donne che stanno ritrovando il piacere del proprio lavoro, riconquistando il loro posto nel mondo della moda e che non sembrano sentire il bisogno di scusarsi per la propria età.
Forse, in definitiva, questo conta più del numero di modelle mature che sfilano. Non si tratta di fare delle donne dai capelli grigi una curiosità da mettere in evidenza sulle pagine della stampa di moda, ma di fare in modo che abbiano sempre meno bisogno di giustificare la propria presenza.
Finché la loro partecipazione continuerà a fare notizia, il cambiamento non sarà completo. Ma ogni volta che una donna torna in passerella in età avanzata, l’idea di ciò che una modella può essere si amplia un po’ di più.
E forse questo vale non soltanto per il mondo della moda, ma anche per le donne che osservano quelle immagini. Una seconda carriera, un nuovo inizio o la riscoperta di sé non devono essere legati a una determinata età. È un messaggio che va ben oltre la passerella.
Charlotte Mesman per Margherita.net














