
I look a strati sono una delle principali tendenze della moda per l’autunno/inverno 2026-2027. Ma dimenticate la classica idea del cardigan sopra il maglione o del cappotto sopra il blazer. La nuova moda a strati punta su abbinamenti inattesi, che mescolano texture e proporzioni diverse in modo apparentemente casuale. Sulle passerelle di Prada, Tod’s, Acne Studios e Rabanne dedicate alla stagione invernale è emerso con forza un unico filo conduttore: l’intentional layering. Un nuovo modo di vestire in cui i vari strati sono deliberatamente imperfetti e non sembrano combaciare alla perfezione.
Vedremo accostamenti che fino a poco tempo fa non avremmo mai immaginato. Ecco perché questo modo di vestire, all’apparenza disinvolto, sta conquistando tutti e come interpretarlo nella vita di tutti i giorni.
Che cos’è l’intentional layering?
La nuova moda a strati, conosciuta anche come layered look, è stata ribattezzata dagli stylist internazionali intentional layering. Letteralmente significa “indossare gli strati in modo intenzionale”, ma il concetto va ben oltre il semplice sovrapporre più capi.
Con l’intentional layering sembra quasi che l’outfit sia stato assemblato all’ultimo momento. Come se aveste infilato in fretta un dolcevita sotto una camicia o un paio di pantaloni sotto un abito perché fuori faceva più freddo del previsto.
Ma è solo un’impressione.
Dietro quell’aria rilassata si nasconde infatti un’attenta ricerca di proporzioni, materiali e silhouette. L’insieme appare naturale e spontaneo, anche se ogni singolo capo è stato scelto con estrema cura. È facile capire come questa nuova tendenza richieda un notevole senso dello stile.
Perché improvvisamente vediamo look a strati ovunque?
Che diverse maison abbiano scelto contemporaneamente di puntare sugli strati non è affatto una coincidenza.
Dopo stagioni dominate dal minimalismo, dalla quiet luxury e da outfit perfettamente coordinati — basti pensare agli impeccabili completi sartoriali che hanno caratterizzato gli ultimi anni — oggi si sente il bisogno di una moda più personale. Gli abiti tornano a raccontare chi siamo.
Gli stilisti sembrano prendere le distanze dall’idea che tutto debba essere rigoroso e perfetto. Preferiscono invece combinazioni ricche di carattere, che sembrano nate con naturalezza.
Per questo la nuova moda a strati appare molto più umana. Non distante. Non irraggiungibile. Ma autenticamente portabile. Lo stesso fenomeno si osserva anche nelle tendenze capelli, dove lo styling è sempre più spesso “imperfettamente controllato”.
La tendenza dei look a strati punta sul carattere, non sulla perfezione
La differenza più evidente rispetto alle stagioni precedenti è che il layering non riguarda più soltanto il calore o la praticità, ma diventa soprattutto una scelta di stile.
Una camicia non deve necessariamente sparire sotto un maglione.
Un dolcevita può rimanere in vista.
Più colletti possono sovrapporsi.
Un abito può essere indossato sopra un paio di pantaloni.
E un blazer sotto un cappotto lungo non appare eccessivo, ma estremamente contemporaneo.
Più l’abbinamento sorprende, più l’outfit acquista personalità.
Mixare le texture per creare outfit ricchi di carattere
Non sono soltanto gli strati a definire questa tendenza. Anche il dialogo tra i materiali ha un ruolo fondamentale.
Durante le sfilate abbiamo visto lana morbida accanto al raso lucido, pelle soffice abbinata a tessuti trasparenti, maglieria pesante accostata a una sartorialità raffinata e superfici opache illuminate da delicati riflessi.
Queste texture a contrasto regalano profondità all’outfit.
Quando materiali differenti si alternano, la silhouette acquista spontaneamente maggiore ricchezza rispetto a un look costruito con un solo tessuto. Anche questo è uno degli elementi distintivi dell’intentional layering.
Sulle passerelle dove abbiamo visto questa tendenza
Prada

Prada ha probabilmente offerto l’interpretazione più audace della nuova moda a strati. Particolarmente evidenti erano le classiche camicie indossate sotto maglioni rosa e azzurro chiaro, con colletti e polsini volutamente lasciati spuntare dalla maglia. Anche molte gonne e abiti erano costruiti con più livelli, così che gli strati non fossero creati soltanto dallo styling, ma facessero parte del capo stesso. Prada ha poi accostato queste gonne riccamente lavorate a maglioni apparentemente semplici, creando un contrasto molto interessante. In alcuni look sembrava addirittura che fossero stati sovrapposti due abiti. Gli outfit davano l’impressione di essersi costruiti nel corso della giornata, come se le modelle avessero aggiunto un capo all’ultimo momento per ripararsi dal freddo, mentre ogni singolo strato era stato studiato nei minimi dettagli. È proprio questa l’essenza dell’intentional layering: un look che appare spontaneo, ma è pensato con estrema precisione.
Tod’s

La maison italiana Tod’s ha scelto un’interpretazione più discreta dell’intentional layering. I dolcevita venivano indossati sotto le camicie, i maglioni con scollo a V erano abbinati a cappotti lunghi e midi, mentre orli e polsini delle camicie facevano capolino sotto la maglieria più pesante. I colori rimanevano vicini tra loro, creando un insieme armonioso. Lo styling risultava elegante e misurato, senza mai essere prevedibile. Con questa collezione Tod’s dimostra che la moda a strati non deve necessariamente puntare su contrasti marcati, ma può essere anche raffinata e molto facile da indossare.
Acne Studios

Acne Studios ha giocato con contrasti e proporzioni. Volumi oversize si alternavano a silhouette aderenti, persino leggings, mentre lana, pelle e materiali lucidi si susseguivano continuamente. Particolarmente evidente era l’uso di maglioni corti e cardigan sopra romantiche camicie. Non soltanto il colletto, ma anche gran parte della camicia rimaneva visibile sotto gli altri capi, trasformando gli strati in un vero elemento del design. Una dimostrazione di come l’intentional layering non serva a nascondere i diversi livelli dell’outfit, ma al contrario a metterli in evidenza.
Rabanne

Rabanne ha dimostrato che l’intentional layering può essere anche giocoso e sorprendente. La collezione era ricca di idee di styling innovative. Una delle intuizioni più interessanti è stata quella di indossare un top in pizzo non sotto, ma sopra pesanti maglioni invernali e dolcevita. Non come lingerie, bensì come ulteriore livello capace di dare profondità all’outfit. In alcuni casi veniva persino aggiunta una camicia sopra il top. Anche un abito bianco e nero, che normalmente assoceremmo all’estate, veniva indossato sopra un dolcevita e completato da un cappotto scuro con un morbido colletto azzurro effetto furry. È la dimostrazione che l’intentional layering non segue combinazioni logiche, ma vive di contrasti inattesi che donano carattere all’insieme.
Quattro maison, quattro modi di interpretare il layering
Pur puntando tutte sull’intentional layering, le quattro maison lo interpretano in modi molto diversi.
Prada mostra come gli strati possano diventare parte integrante del design. I look sembrano essersi costruiti durante la giornata, anche se ogni elemento è stato selezionato con attenzione.
Tod’s sceglie un approccio sobrio e raffinato, fatto di colori ton sur ton e combinazioni classiche. Probabilmente è l’interpretazione più facile da portare nella vita di tutti i giorni.
Acne Studios gioca con strati visibili, proporzioni inaspettate, materiali differenti e fantasie. Colletti, polsini e orli sono protagonisti dichiarati.
Rabanne preferisce invece contrasti sorprendenti, come un top in pizzo sopra un pesante maglione invernale o un abito estivo indossato sopra un dolcevita. Qui l’intentional layering è soprattutto creatività e audacia.
Proprio queste interpretazioni così diverse rendono la tendenza tanto interessante. Non esiste un solo modo corretto di indossare gli strati. Che si scelga l’eleganza discreta di Tod’s o gli accostamenti più giocosi di Rabanne, il principio rimane sempre lo stesso: outfit che sembrano naturali, ma sono costruiti con cura.
Come indossare la nuova moda a strati
Questa nuova tendenza può essere sperimentata fin da subito. Con ogni probabilità avete già nell’armadio tutto ciò che serve.
Provate, ad esempio:
- un dolcevita sotto una camicia;
- una camicia sotto un maglione in maglia lasciando in vista colletto e polsini;
- un blazer sotto un trench;
- un abito sopra pantaloni dal taglio dritto;
- un top in raso sopra un dolcevita (un abbinamento decisamente audace);
- un cardigan in maglia fine sopra una camicia.
Non cercate la perfezione a tutti i costi. Proprio quando gli strati rimangono visibili nasce quell’effetto rilassato che caratterizza l’intentional layering.
Quali colori valorizzano la tendenza dei look a strati?
Anche la palette cromatica segue perfettamente questa evoluzione.
Molti designer lavorano con toni caldi e naturali, facili da combinare tra loro.
Pensiamo al marrone cioccolato, al camel, al verde oliva, al sabbia, al bordeaux e al bianco panna. Poiché queste tonalità sono molto vicine tra loro, è possibile sovrapporre diversi strati senza che il look risulti eccessivo.
Ma si può anche giocare con fantasie e accenti di colore, come abbiamo visto soprattutto da Rabanne e Acne Studios e, in misura minore, da Prada.
Perché questa tendenza interpreta così bene il momento attuale
In sintesi, sembra che ci stiamo lentamente allontanando dall’idea di una moda perfetta. Sempre più spesso l’abbigliamento parla di individualità, comfort e creatività. Una filosofia che ritroviamo, come già detto, anche nelle tendenze capelli e perfino nell’interior design.
Una camicia che spunta da sotto un maglione.
Una sciarpa appoggiata con noncuranza sopra un blazer — da Prada abbiamo visto sciarpe di lana che sembravano lavorate a maglia dalla nonna.
Un abito che, sorprendentemente, funziona benissimo sopra un paio di pantaloni.
Sono proprio questi accostamenti inattesi a rendere un outfit davvero personale.
Forse è questo il vero messaggio dell’intentional layering.
Non tutto deve essere perfetto.
Anzi, oggi è proprio un outfit leggermente imperfetto a sembrare davvero contemporaneo. Che questa tendenza fosse nell’aria da tempo lo dimostra anche la Wrong Shoe Theory, di cui avevamo già parlato.
La moda a strati diventerà qualcosa di più di una semplice tendenza?
Tutto lascia pensare che questo modo di vestire sia destinato a durare.
L’intentional layering si adatta perfettamente a un guardaroba utilizzato con creatività. Un abito estivo trova una seconda vita grazie a un dolcevita e a un paio di stivali alti. Una camicia cambia completamente aspetto se indossata sotto un maglione anziché sotto un blazer.
Di conseguenza, questa tendenza si inserisce anche in un modo più sostenibile di vivere il guardaroba. Si acquista meno e si scoprono continuamente nuove combinazioni con capi che già possediamo. È questo che rende la moda a strati non solo elegante, ma anche sorprendentemente attuale nel tempo.
Conclusione
I look a strati sono ormai molto più di una semplice soluzione pratica contro il freddo. Le tendenze moda dell’autunno/inverno 2026-2027 mostrano come l’intentional layering stia diventando un nuovo modo di concepire la moda. Al centro non c’è la perfezione, ma la personalità. Non un outfit impeccabilmente coordinato, ma un look ricco di carattere.
Questa nuova tendenza invita a guardare il proprio guardaroba con occhi diversi, a sperimentare combinazioni inaspettate e a riscoprire come, spesso, i look più riusciti nascano proprio quando si decide di allentare un po’ le regole.
Charlotte Mesman per Margherita.net














