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Hai un figlio preferito? Come gestirlo senza sensi di colpa

Ammettiamolo: molte mamme hanno un figlio o una figlia al/alla quale si sentono più vicine, anche se raramente lo ammettono. Sfatiamo il tabù e vediamo come affrontare questa realtà senza stress.

Hai un figlio preferito? Come gestirlo senza sensi di colpa
Hai un figlio preferito? Come gestirlo senza sensi di colpa

Ammettiamolo: molte mamme hanno un figlio o una figlia al/alla quale si sentono più vicine, anche se raramente lo ammettono. Sfatiamo il tabù e vediamo come affrontare questa realtà senza stress.

Molte mamme dicono: “Amo tutti i miei figli allo stesso modo”. E lo pensano davvero… ma la psicologia ci ricorda che è normale sentire più vicinanza verso un figlio rispetto agli altri. Non c’è niente di sbagliato: siamo donne, mamme, esseri umani con emozioni e preferenze naturali.

Eppure, l’idea di avere un figlio preferito può farci sentire in colpa. Nessuna vuole ammetterlo. Ma non possiamo forzare le emozioni. Non possiamo scegliere con chi ci troviamo più in sintonia o chi ci fa sentire più rilassate. Il vero punto non è provare un legame più forte, ma come lo gestiamo.

Gli esperti sottolineano che avere un figlio preferito è normale. La sfida è agire consapevolmente: le emozioni sono involontarie, il modo in cui cresciamo i nostri figli no. Non stiamo giustificando le preferenze, ma guardando la realtà: capire perché alcuni figli ci risultano più “facili” e soprattutto imparare a garantire equilibrio, giustizia e sicurezza emotiva per tutti i nostri bambini.

Cosa dice la ricerca

Gli studi confermano che le preferenze genitoriali non sono un mito: sono una parte naturale del comportamento umano.

Ricerche su migliaia di famiglie mostrano che spesso un figlio viene favorito, anche se la mamma o il papà lo nega. Non si tratta del “figlio migliore”, ma di chi più si adatta al nostro stile, alle nostre esigenze, ai nostri ritmi. E spesso non ce ne rendiamo conto: preferiamo dire, continuare a ripetere, che li amiamo tutti allo stesso modo.

Perché neghiamo di avere un figlio preferito?

Avere un figlio preferito è un tabù. Nessuna di noi vuole ammettere di sentirsi più a suo agio con uno dei figli, o di amarne uno di più. Ma le emozioni non si comandano. Non poter scegliere chi ami di più o con chi hai maggiore armonia non fa di te una cattiva mamma: fa di te una donna reale, con gusti e reazioni emotive naturali.

Chi tende a essere il figlio “preferito”?

Alcune tendenze emergono dagli studi:

  • Le figlie ricevono spesso un’attenzione leggermente più positiva.
  • I figli più piccoli godono di più calore, mentre i più grandi ottengono maggiore autonomia.
  • I bambini piacevoli e responsabili risultano più facili da gestire, portando a interazioni più serene.

È un problema avere un figlio preferito?

Non necessariamente. Le emozioni non sono interruttori on/off. Conta come le gestiamo. Molti bambini non percepiscono chiaramente le preferenze, e piccole differenze di attenzione raramente fanno danni. Però, trattamenti palesemente ingiusti possono generare tensioni tra fratelli o un senso di autostima più basso nel bambino “meno favorito”.

Come mantenere l’equilibrio da mamma

La chiave è agire consapevolmente e con giustizia:

  • Tratta i figli in modo equo nelle situazioni concrete (regole, rituali, routine).
  • Evita manifestazioni evidenti di preferenza, anche per scherzo.
  • Dedica tempo di qualità a ciascun figlio, non per nascondere la preferenza, ma per rafforzare sicurezza e legame emotivo.

Consigli pratici per mamme

  1. Riconosci i tuoi sentimenti
    Il primo passo è l’onestà con te stessa. Ammettere che ti senti più vicina a un figlio ti rende più attenta. Negare le emozioni rischia di farle emergere inconsciamente nei comportamenti.
  2. Separa sentimento e comportamento
    Non serve cambiare i tuoi sentimenti, ma gestire il tuo comportamento. Chiediti:
    1. Do più vantaggi a un figlio?
    1. Sono più severa con uno rispetto all’altro?
    1. Reagisco diversamente allo stesso comportamento?

Equità non significa trattare tutti allo stesso modo, ma con giustizia.

  • Osserva i piccoli segnali
    I bambini percepiscono micro-segnali: tono di voce, sguardi, battute, sospiri. Le preferenze emergono più nel quotidiano che nei grandi gesti.
  • Pianifica momenti uno-a-uno
    Non perché “si deve”, ma perché momenti brevi e regolari rinforzano equilibrio e legame emotivo.
  • Non confrontare i figli tra loro
    Confronta un bambino solo con se stesso: crescita, impegno, progressi.
  • Parla con il partner
    I genitori hanno preferenze diverse. Confrontarsi senza colpa aiuta a correggersi e supportarsi a vicenda.
  • Normalizza le differenze, non la preferenza
    Fai capire che le differenze tra figli sono naturali, ma amore, sicurezza e rispetto non sono competitivi.
  • Rimedia quando sbagli
    Nessuna di noi è perfetta. Riparare un errore ha un impatto psicologico più forte di un’educazione impeccabile.

La morale

Avere un figlio preferito è umano e naturale. Sentirsi più vicina a uno rispetto all’altro non deve essere dannoso, se mantieni rispetto, onestà ed equilibrio nella quotidianità. Non si tratta di evitare i sentimenti, ma di comprenderli e gestirli con consapevolezza, per il bene di tutta la famiglia.

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