Terapia ormonale sostitutiva, come affrontare la menopausa?

 
Terapia ormonale sostitutiva, come affrontare la menopausa?
Terapia ormonale sostitutiva, come affrontare la menopausa?

Quando arriva la menopausa è fondamentale rivolgersi allo specialista che saprà valutare la situazione e prescrivere la terapia più adatta. La menopausa è una fase importante nella vita di ogni donna, una fase che non si presta ai sentito dire, ai fai da te, ai consigli delle amiche. Va affrontata in maniera seria, con l’aiuto di uno specialista. In questa seconda intervista alla Prof. Rossella Nappi, Professore Ordinario di Clinica Ostetrica & Ginecologica presso l’Università degli Studi di Pavia parliamo dunque di terapia ormonale sostitutiva.

Quale è il modo migliore per affrontare la menopausa, anche sotto il profilo dello stile di vita, alimentare?
Una dieta ricca di verdura e frutta, povera di grassi animali, sale e zuccheri semplici, è la base di una sana alimentazione sempre, ma soprattutto in menopausa per contrastare la presa di peso e la comparsa di fattori di rischio sul versante cardiovascolare e metabolico.  Stop a fumo ed alcool, lunghe passeggiate all’aria aperta, ma anche attività indoor come yoga, pilates, nuoto, ballo sono davvero un toccasana per la forma fisica e mentale.  E’ poi importante ritagliarsi spazi personali di svago, dormire un numero adeguato di ore e continuare con passione a svolgere le proprie attività.

Si parla spesso di ‘terapia ormonale sostitutiva’, quali sono i pro e i contro di questa terapia?
La terapia ormonale sostitutiva può rappresentare una alleata preziosa della salute e del benessere della donna in un delicato periodo della vita, a patto che venga personalizzata dallo specialista sulla base del profilo di ciascuna.  Non esiste una terapia che va bene per tutte le donne e la scelta deve basarsi sul tipo di sintomi, sulla presenza di fattori di rischio e sulle preferenze individuali, tenendo presente che oggi abbiamo a disposizione un ventaglio di possibilità adatto ad affrontare differenti problemi clinici in tutta sicurezza.  La terapia ormonale può essere proseguita per il tempo che il medico e la donna insieme ritengono necessario, stabilendo controlli preventivi regolari.  Soltanto nei casi più severi di menopausa e soprattutto nelle donne in menopausa prematura, cioè prima dei 45 anni, la terapia deve essere continuata molto a lungo; in tal caso, sarà lo specialista ad indicare le strategie necessarie per contenere il rischio a lungo termine sul versante della mammella, un organo altamente ormono-sensibile.  Da ultimo, è importante ricordare che abbiamo a disposizione preparati di nuova generazione che aiutano a curare alcuni disturbi, come per esempio quelli legati alla atrofia vaginale, senza stimolare il tessuto della mammella.

Si legge spesso che il latte di soia sia un ottimo integratore da assumere durante il periodo della menopausa. Si tratta di una delle molte leggende metropolitane o c’è una base scientifica?
Non credo esistano dati davvero solidi per rispondere a questa domanda…è possibile che sulla carta i cosiddetti fitoestrogeni possono modulare la sintomatologia della menopausa, ma i loro benefici dipendono da una serie di fattori che non sempre è facile prevedere nella pratica clinica.  Come per ogni composto che ingeriamo, è opportuno avere una supervisione nutrizionale e specialistica per adattare le scelte dietetiche di integrazione al caso specifico con rigore metodologico.  Dunque il mio consiglio è lo stop al “fai da te”!

Ringraziamo la Prof. Rossella Nappi, Professore Ordinario di Clinica Ostetrica & Ginecologica presso l’Università degli Studi di Pavia – IRCCS Policlinico S. Matteo. Membro del Direttivo della Società Internazionale della Menopausa (IMS)

Alessio Cristianini per Margherita.net

 
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