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Perché sempre più dermatologi stanno considerando il bakuchiol come alternativa al retinolo

Sebbene il bakuchiol non sia chimicamente correlato ai retinoidi, i ricercatori hanno scoperto che sembra influenzare diversi degli stessi percorsi biologici

Perché sempre più dermatologi stanno considerando il bakuchiol come alternativa al retinolo
Perché sempre più dermatologi stanno considerando il bakuchiol come alternativa al retinolo

Per decenni, il retinolo è stato il gold standard della skincare anti-età topica. I dermatologi lo raccomandano da tempo per la sua capacità di accelerare il turnover cellulare, stimolare la produzione di collagene, attenuare l’aspetto delle linee sottili e migliorare le discromie cutanee. Eppure, nonostante i suoi benefici comprovati, il retinolo non è tollerato da tutti. Secchezza, desquamazione, arrossamento, irritazione e una maggiore sensibilità al sole portano spesso alcuni utilizzatori a ridurne l’uso o ad abbandonarlo del tutto.

Questa realtà ha alimentato un crescente interesse verso il bakuchiol, un composto di origine vegetale estratto dai semi e dalle foglie della Psoralea corylifolia, nota anche come babchi. Utilizzato da lungo tempo nella medicina tradizionale ayurvedica e cinese, il bakuchiol è stato inizialmente commercializzato come un’opzione più delicata per le pelli sensibili. Oggi, un numero crescente di studi suggerisce che possa offrire alcuni dei benefici associati al retinolo causando al contempo meno effetti collaterali, rendendolo un’aggiunta sempre più interessante alle moderne routine di skincare.

La scienza dietro il bakuchiol

Sebbene il bakuchiol non sia chimicamente correlato ai retinoidi, i ricercatori hanno scoperto che sembra influenzare diversi degli stessi percorsi biologici coinvolti nel rinnovamento cutaneo e nella produzione di collagene. Gli studi di laboratorio suggeriscono che possa contribuire a regolare i geni associati alla formazione della matrice extracellulare, offrendo al tempo stesso effetti antiossidanti e antinfiammatori.

A differenza del retinolo, che può compromettere temporaneamente la barriera cutanea mentre la pelle sviluppa tolleranza, il bakuchiol ha generalmente dimostrato una buona tollerabilità su diverse tipologie di pelle. Questa differenza è diventata uno dei suoi vantaggi più interessanti.

Gran parte dell’attenzione che circonda il bakuchiol deriva da uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato nel 2019 sul British Journal of Dermatology. Nel trial della durata di 12 settimane, i partecipanti con segni di fotoinvecchiamento del viso hanno utilizzato una crema al 0,5% di bakuchiol due volte al giorno oppure una crema al 0,5% di retinolo una volta al giorno. Entrambi i gruppi hanno registrato miglioramenti nelle rughe e nella pigmentazione, mentre il gruppo trattato con retinolo ha riportato una maggiore incidenza di desquamazione e bruciore.

Sebbene le dimensioni ridotte dello studio limitino la possibilità di trarre conclusioni ampie, la ricerca ha fornito le prime evidenze cliniche secondo cui il bakuchiol potrebbe apportare miglioramenti significativi alla pelle fotoinvecchiata con minori problemi di tollerabilità.

Da allora, ulteriori revisioni e studi di dimensioni più contenute hanno riportato miglioramenti nella compattezza, elasticità, texture e pigmentazione della pelle associati all’uso del bakuchiol. Tuttavia, gli esperti sottolineano che l’insieme delle evidenze disponibili rimane significativamente più limitato rispetto ai decenni di ricerca che supportano il retinolo e i retinoidi soggetti a prescrizione medica.

Perché l’interesse sta crescendo

Per molti dermatologi, la discussione non riguarda più la sostituzione del retinolo, bensì l’ampliamento della gamma di opzioni efficaci disponibili per i pazienti.

Le persone con pelle sensibile, predisposta alla rosacea, affetta da eczema o da secchezza cronica spesso hanno difficoltà a tollerare i retinoidi tradizionali. Altri preferiscono una routine più semplice che non richieda un periodo di introduzione graduale o una gestione attenta dell’irritazione. In questi casi, il bakuchiol può rappresentare un’alternativa pratica.

Anche i progressi nelle formulazioni hanno contribuito alla sua crescente popolarità. I prodotti moderni contengono spesso bakuchiol purificato in concentrazioni pensate per un utilizzo costante, frequentemente combinato con ingredienti idratanti, peptidi o antiossidanti. Poiché il bakuchiol non è stato associato all’aumento della fotosensibilità comunemente collegato ai retinoidi, molte formulazioni sono adatte sia all’uso mattutino sia a quello serale.

Anche la domanda dei consumatori ha avuto un ruolo. Poiché gli utilizzatori di skincare danno sempre più importanza alla costanza nel lungo periodo rispetto agli approcci di trattamento più aggressivi, gli ingredienti che bilanciano efficacia e comfort stanno guadagnando terreno.

Cosa possono – e non possono – dirci le ricerche (fino ad oggi almeno)

Nonostante l’entusiasmo che circonda il bakuchiol, gli esperti invitano alla cautela nel considerarlo un sostituto diretto del retinolo.

Retinolo, retinaldeide, adapalene, tretinoina e altri retinoidi beneficiano di decenni di ricerca clinica che ne dimostrano l’efficacia nel trattamento del fotoinvecchiamento, dell’acne e nella stimolazione del collagene. Le evidenze a supporto del bakuchiol, pur essendo promettenti, rimangono relativamente limitate.

È importante sottolineare che l’assenza di una differenza statisticamente significativa in un piccolo studio clinico non dimostra necessariamente una pari efficacia. Saranno necessari studi più ampi e di più lunga durata per determinare con precisione come il bakuchiol si confronti con i retinoidi consolidati rispetto a diverse problematiche cutanee e fasce d’età.

Detto questo, la tollerabilità rappresenta un fattore significativo nei risultati reali della skincare. Anche gli ingredienti altamente efficaci offrono benefici limitati quando gli utilizzatori ne interrompono l’impiego a causa dell’irritazione. Per molti pazienti, un prodotto che possono utilizzare con costanza può alla fine fornire risultati migliori rispetto a un prodotto più potente che non riescono a tollerare.

Chi potrebbe beneficiarne maggiormente

Il bakuchiol può risultare particolarmente interessante per:

  • Persone che sperimentano irritazione causata dal retinolo o da altri retinoidi
  • Chi ha una pelle sensibile, reattiva o facilmente soggetta a disidratazione
  • Utilizzatori che cercano un ingrediente skincare di origine vegetale
  • Persone alla ricerca di un approccio meno impegnativo alla prevenzione dell’invecchiamento cutaneo
  • Individui interessati a integrare un ulteriore antiossidante nella propria routine

Le questioni relative all’uso durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbero sempre essere discusse con un professionista sanitario. Sebbene il bakuchiol non sia un retinoide e non sia stato associato alle problematiche che accompagnano i retinoidi topici, le ricerche specificamente dedicate alla sua sicurezza in gravidanza rimangono limitate.

Il futuro del bakuchiol

Piuttosto che sostituire il retinolo, il bakuchiol sembra ritagliarsi un proprio spazio all’interno della skincare basata sulle evidenze. Alcuni dermatologi lo utilizzano come alternativa per i pazienti che non tollerano i retinoidi, mentre altri lo impiegano insieme a retinoidi a bassa concentrazione per contribuire a bilanciare efficacia e comfort.

La sua ascesa riflette un cambiamento più ampio nella filosofia della skincare: un approccio che attribuisce valore alla costanza nel lungo periodo, alla salute della barriera cutanea e a piani di trattamento personalizzati tanto quanto ai risultati spettacolari del prima e dopo.

Il retinolo rimane uno degli ingredienti più studiati in dermatologia. Tuttavia, per chi fatica a gestire l’irritazione o preferisce un approccio più delicato, il bakuchiol rappresenta un’opzione promettente supportata da un corpus di ricerche in crescita, sebbene ancora in evoluzione. In una categoria spesso dominata dalle affermazioni di marketing, questa combinazione di interesse scientifico e praticità d’uso contribuisce a spiegare perché il bakuchiol continui ad attirare l’attenzione sia dei dermatologi sia dei consumatori.

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