Tanti cappotti e tanto nero. Le tendenze moda a Londra con Mauro Pilotto, fotografo di moda e stylist

Quali sono le tendenza moda in una città (sempre alla moda) come Londra? Come ci si veste nella capitale britannica? Ce lo racconta Mauro Pilotto, fotografo di moda e stylist.

Le tendenze moda a Londra
Le tendenze moda a Londra

È appena tornato di un viaggio all’insegna dello ‘trendspotting’ Mauro Pilotto, fotografo di moda e stylist, e ovviamente siamo curiose di sentire cosa ha visto in giro per la capitale britannica. Leggete l’intervista per saperne di più!

Quando fai trendspotting in una città, in questo caso a Londra, dove vai? Cosa ti interessa? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Una volta andavo in giro per negozi, ma ho perso un po’ questa abitudine, da qualche anno a questa parte, perché credo che oggigiorno le tendenze vere e proprie nascono soprattutto per la strada. Mi interessa di più osservare come si vestono le persone, come assemblano le cose, piuttosto che recarmi nelle boutique. Mi incuriosisce di più come è vestita la gente per strada.

Faccio una premessa. Londra non è più, dal mio punto di vista, la Londra rivoluzionaria di dieci, quindici anni fa, forse anche di più. Diciamo che anche qui la globalizzazione ha fatto sì che Londra sia diventata una città in linea con altre città europee, quindi non l’ho trovata travolgente da questo punto di vista. Quello però che la distingue è, e lo sottolineo, la sua energia e creatività, che io non riscontro in altre città. Parlo di città che io conosco ovviamente, come Milano e Parigi. Mentre a Parigi io respiro un po’ aria di muffa a Londra, per contrasto, respiro un’energia e un entusiasmo rinfrescanti. È difficile da spiegare ma è una cosa che sento molto chiaramente.

Quali tendenze hai notato nel pubblico londinese?

Mi ha colpito che tante, tantissime donne indossassero il cappotto. Direi che ho notato un gran ritorno del cappotto in tessuto, che sia un tessuto ricco o magari anche un po’ meno ricco. Ho visto in giro per esempio moltissimi capispalla in double. Ho visto invece pochi piumini, se non indossati dai turisti nei loro piumini e zainetto, ma tra gli abitanti di Londra la stragrande maggioranza era in cappotto.

Che tipo di cappotti? Puoi darci un’idea più precisa?

Il modello del cappotto più visto ha più o meno una lunghezza, per usare dei termini tecnici di 110, 115 cm, quindi non proprio il cappottone alla caviglia, ma un po’ più corto, magari al polpaccio, comunque giù dal ginocchio. Ed erano dei cappotti, nella stragrande maggioranza, ‘over’ (oversize), se vogliamo un po’ anni ’80/’90. Se devo dare qualche riferimento alle passerelle direi stile Max Mara, Ermanno Scervino en anche Jil Sander. Sono proprio questi cappotti che mi hanno colpito di più nel pubblico londinese. È una cosa che non riscontravo da tanto tempo.

Cappotto di Jil Sander. Foto: Mauro Pilotto
Cappotto 'over' di Max Mara. Foto: Mauro Pilotto
Cappotto lungo e stivali di Ermanno Scervino

Come spieghi questo fenomeno, questo ritorno al cappotto?

Credo che sia una tendenza verso un gusto meno sportivo e questo favorisce un gusto più ricercato. I trend ci entrano dentro senza neanche ce ne accorgiamo. Nel momento in cui smettiamo di portare le sneakers, o iniziamo a metterle di meno, ci viene quasi automaticamente voglia di mettere una scarpa più ricercata, non dico una scarpa col tacco, ma un modello più elegante sì, credo che sia fisiologico. E da lì si passa al cappotto. E allo stivale. Ho visto anche molti stivali. Diciamo che in genere ho notato una donna più curata, meno streetwear.

E per questo riguarda le feste?

È quasi superfluo dire che le vetrine londinesi erano veramente tirate a festa per Natale. È una festa per gli occhi, tutti gli addobbi natalizi, angeli fatti di lucine. Londra si presenta come una città in grande spolvero. Per le feste, ma rispondere alla domanda, ho visto, oltre al nero – il basico nero, dal nero non si sfugge – tanto fucsia, rosso e tocchi di viola. Il colore che è emerso di più però era comunque il fucsia.

E i colori per strada?

Anche lì ho visto tantissimo nero, tanto nero. Poi c’era il grigio e qualcuno con dei cappotti cammello o beige chiaro. C’era anche chi indossava il capo chiaro. Oltre al nero, il nero è insostituibile, ho notato – e questo mi è stato confermato da altri addetti ai lavori che erano con me – la totale assenza del marrone. Magari c’erano dei colori della natura che possono essere il corda, il beige, il bianco panna, i toni corteccia, le foglie autunnali, certi rossi, aranci, gialli, però il marrone inteso come colore marrone era totalmente assente.

Possiamo parlare di un ritorno al nero dopo tutte le passerelle colorate degli ultimi anni o il nero non è mai stato fuori moda?

Diciamo la verità, tutto il colore che vediamo sulle passerelle e ci riempie gli occhi perché non c’è nulla di più noioso che vedere neri e grigi in passerella, è limitato alla passerella. Per strada quello che può essere il cappottino giallo, rosso, fucsia, o i cappotti teddy bear di Max Mara, quel tipo di cappotto… non lo si vede indossare per strada. Su cento donne che camminano per strada forse una indossa un cappotto colorato, tanto che quando vedo una sporadica donna con il cappotto colorato tra me e me dico ‘Che coraggiosa!’

Se dovessi descrivere il fashion mood londinese con un unico aggettivo, quale useresti?

Diciamo che non l’ho trovata molto avantgarde. Il fatto della globalizzazione fa sì che anche una città come Londra che è stata sempre stata avanti e rivoluzionaria si è allineata. Ma ho visto un’allure chic, cittadina, molto disinvolta. Se mi permetti di usare tre parole allora direi ‘uno chic disinvolto’.

Charlotte Mesman per Margherita.net

Si ringrazia Mauro Pilotto, instagram: @mauro.style

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