FASHION REFLECTIONS di Mauro Pilotto

Negli ultimi anni c’è stato un fenomeno sociale che ha cambiato non poco le regole del gioco nel mondo della moda. Trend-setter ed Influencer hanno riscritto un certo modo di veicolare i prodotti di tantissimi brand famosi…

FASHION REFLECTIONS di Mauro Pilotto. Foto: Charlotte Mesman

Tradizione e innovazione/ Patch di materiali a contrasto: lane abbinate a mischie tecniche/ Slim fit contrapposto all’oversize/ Lungo e corto/ Vita segnata o linea dritta, scivolata/ Minimal o maximal/ Sovrapposizioni o purezza assoluta/ LIBERTA’.

Viviamo un periodo storico sovraccarico di stimoli visivi, sonori e telematici; le culture si incontrano, si confrontano, si fondono dando vita a percezioni, stimoli ed ideologie inedite, situazioni apparentemente discordanti che invece possono armonizzare… sorprendendoci.

FASHION REFLECTIONS di Mauro Pilotto. Foto: Charlotte Mesman

Nulla pare ci sia più da inventare, niente che provochi un inedito stupore, la moda è parte integrante di questo sistema-tritaidee… che sempre provoca, ammicca e continua a reinventarsi, spesso facendo tesoro della “tradizione”, divertendosi ad infrangerla e sovvertirla. Non c’è nulla di più stimolante ed attuale del “vecchio” reinterpretato, riportato in vita da sembrare come nuovo, il vintage rinasce… nouveau!

Di continuo le spalle si allargano, modificando la silhouette, di conseguenza il punto vita si assottiglia, si modificano le linee della vestibilità, ecco che gli orli salgono o scendono a precipizio… la moda diventa gioco e creatività, non scordiamoci che Vestirsi deve anche equivalere a Divertirsi… oltre che Coprirsi.  La sfida vera è OSARE, mescolare, mixando ciò che avremmo pensato di poter abbinare, penso non sia un caso che dall’inizio di questo millennio sia stata quasi dimenticata la parola “tendenza”, si usa molto di più “mood”, termine più vago, indefinito, onirico… che lascia spazio a molte più suggestioni. MOOD dà più senso all’oggi, racchiude in sé lo spirito così variegato e confuso di questo scorcio di inizio secolo, dove ogni elemento o dettaglio fashion, per quanto discordante, trova spazio e credibilità, il bello e il brutto sono interpretazioni assolutamente personali, opinabili… e intercambiabili.

FASHION REFLECTIONS di Mauro Pilotto. Foto: Charlotte Mesman

Probabilmente i Millennials sentono poco la necessità o il senso dell’acquisto di un capo importante, di qualità e fattura pregiata; comprano moltissimo on-line e non possono toccare, sfiorare e individuare la bellezza di un tessuto pregiato… Difficile capire la preziosità di una impuntura sartoriale, del rifinito a mano o della serie limitata, del capo unico… Tutto ciò è lontanissimo, quasi preistoria. Quanto lavoro occulto da parte di equipe professionali che lavorano per ottenere vestibilità nette e precise, lavorazioni e dettagli singolarmente pensate per i tanti, tantissimi modelli che vanno a comporre e completare collezioni pensate poi per la distribuzione industriale.  E’ un microcosmo invisibile e sconosciuto per chi non è un addetto al settore, aziende fantasma, una miriade di piccole o grandi industrie che producono accessori: bottoni, fibbie, fodere, spalline, ovatta, zip, filati e cucirini… minuteria di vario genere: etichette, tiranti, buste di plastica, contenitori, appendini e copri-abiti… e chissà quant’altro. Aziende che danno lavoro a migliaia di persone, un indotto enorme e spesso sconosciuto, poco in luce, che ha certamente contribuito a rendere importante il Made in Italy.

Negli ultimi anni c’è stato un fenomeno sociale che ha cambiato non poco le regole del gioco…  Trend-setter ed Influencer hanno riscritto un certo modo di veicolare i prodotti di tantissimi brand famosi… diventando di fatto “Testimonial” delle aziende in questione. Personaggi diventati vere e proprie “ICONE” di stile e che raggiungono un numero spropositato di followers sui social media, Instagram su tutti;  la LOGOMANIA è diventata forse ancora più massiccia di quanto non lo fosse stata negli 80/90, tutti i brand internazionali più famosi giocano questa carta… esibire il logo che più a vista non si potrebbe garantisce ed alimenta l’autostima , nutrendo l’ego di chi lo indossa, esibendolo senza pudore. Con buona pace di chi certi prodotti esclusivi e costosissimi, può limitarsi solo a sognarli, dati i prezzi proibitivi.

FASHION REFLECTIONS di Mauro Pilotto. Foto: Charlotte Mesman

Per contrasto, incombe la massiccia presenza dei giganti della Fast-Fashion, che in una quindicina d’anni circa, hanno riscritto e cambiato la fisionomia del sistema moda, ovunque nel mondo. Catene come ZARA, H&M, MANGO, COS, tanto per citare le più note, hanno modificato la percezione e l’uso del prodotto da acquistare. Hanno reso la moda assolutamente democratica, spesso copiando gli stilisti più famosi, rendendola facile ed accessibile, veloce e divertente… talvolta infischiandosene di qualità o vestibilità perfetta, dettagli trascurabili rispetto ad uno forte impatto visivo, colori e fantasie che sono una festa per gli occhi, prezzi accessibili, oltre a campagne pubblicitarie realizzate dai fotografi più bravi e le top models più famose… il tutto incredibilmente alla portata di tutti, che altro aggiungere?

Il predominio di questo tipo di negozi monomarca ha inevitabilmente portato ad una concorrenza inaffrontabile con qualsiasi altra grande o media azienda del settore; la lotta è chiaramente impari se rapportata al loro canale di distribuzione di migliaia di negozi direzionali, sparsi ovunque nel mondo… di conseguenza ad un potere produttivo inarrivabile per tutte le altre aziende, italiane o straniere. Sono gruppi internazionali che dilagano, nelle vie dello shopping di tantissime capitali mondiali e nei grandi centri commerciali che sorgono ovunque, dove si mescolano ai grandi brand del lusso. E’ come combattere contro i mulini a vento, una questione che ha davvero riscritto le abitudini d’acquisto della popolazione mondiale; motivo per cui, il pur rispettato e blasonato Made in Italy, ormai da qualche anno sta a guardare… con sofferta dignità.

Mauro Pilotto

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