La dieta dimagrante. Non conta solo quello che mangi, o quanto mangi… ma (forse soprattutto) quando mangi…

Un nuovo studio rivela che forse la miglior dieta dimagrante non è quella in cui si tagliano le calorie o si escludono determinati tipi di alimenti. Ma piuttosto…

La dieta dimagrante. Non conta solo quello che mangi, o quanto mangi… ma (forse soprattutto) quando mangi…
La dieta dimagrante. Non conta solo quello che mangi, o quanto mangi… ma (forse soprattutto) quando mangi…

Nessuna è contenta di essere grassa, anche se di questi tempi i media stanno cercando di far passare concetti di ‘diversity’ e ‘inclusivity’ in cui senza troppi giri di parole ‘grasso dovrebbe essere bello’. Ma anche lasciando da parte il discorso puramente estetico, resta il fatto che nessun medico consiglierebbe ad una persona soprappeso di continuare ad aumentare di peso perché… ‘sei bella così come sei, basta che tu impari ad accettarti per quella che sei…’ Non è così che stanno le cose.

Essere grasse porta con sé una lunga serie di problemi di salute – problemi seri – che in parte possono essere raggruppati sotto la definizione di ‘sindrome metabolica’.

Casi patologici seri a parte, per rimanere entro i limiti del peso forma basta rispettare poche regole di vita sana e di alimentazione altrettanto sana. Fare movimento ed assumere la quantità di calorie che servono al corretto funzionamento del nostro corpo. Non di meno, non di più.

Ma pare che oltre a quello che si mangia, ed alle quantità, sia altrettanto importante il QUANDO si mangia. Una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista medica specializzata Cell Metabolism ha rilevato che mangiare all’interno di una finestra temporale di dieci ore è il modo migliore per aiutare il nostro organismo a ritrovare e a rimanere in forma.

In pratica se per esempio la nostra colazione avviene alle 7 di mattina, tutti i pasti della giornata dovranno avvenire entro le 5 del pomeriggio (7 + 10 = 17). Gli esperimenti su un gruppo di volontari (tutti affetti da sindrome metabolica) hanno rilevato un calo di peso corporeo, soprattutto per quanto riguarda il grasso addominale (quello più pericoloso) che si è ridotto in maniera sensibile, un abbassamento della pressione arteriosa, e un calo dei livelli di colesterolo nel sangue.

La dieta dei soggetti sui quali è stata condotta la ricerca è rimasta invariata, a cambiare è stato solamente il quando.

Questa ricerca apre un nuovo campo di studi per cercare di curare la sindrome metabolica, sempre più diffusa e sempre più pericolosa.

Margherita.net

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