Mento sfuggente. Le soluzioni per ridefinire il profilo facciale

Tante novità che promettono risultati sorprendenti per la soluzione di un problema comune a molti, il mento retruso. Di Marco Zorzetto.

Mento sfuggente. Le soluzioni per ridefinire il profilo facciale
Mento sfuggente. Le soluzioni per ridefinire il profilo facciale

Il mento sfuggente, un problema comune e in apparenza innocuo che in realtà nasconde, oltre che risvolti importanti sull’intera estetica del volto, ripercussioni di tipo funzionale e psicologico nella vita di chi ne è colpito. Ne parliamo insieme al Dott. Valerio Ramieri, chirurgo maxillo facciale specializzato in chirurgia ortognatica e armonizzazione del volto a Roma:

Dott. Valerio Ramieri, chirurgo maxillo facciale
Dott. Valerio Ramieri, chirurgo maxillo facciale

Dottore, che importanza ricopre il mento nell’armonia di un volto?
Il mento e in generale il terzo inferiore del volto, rappresenta una delle parti più importanti per l’estetica e l’equilibrio generale di un volto ma al tempo stesso è una delle caratteristiche estetiche più sottovalutate. Il problema, può portare di riflesso ulteriori deficit estetici come rughe intorno alla bocca maggiormente evidenti, un contorno del collo e del mento poco definiti e uno sviluppo precoce del doppio mento.

Un mento piccolo, arretrato ed incassato, oltre a rappresentare un limite estetico, nasconde sempre problemi di tipo funzionale, come la difficoltà di masticazione…

A livello funzionale che problemi può comportare un mento retruso?
Un mento piccolo, arretrato ed incassato, oltre a rappresentare un limite estetico, nasconde sempre problemi di tipo funzionale, come la difficoltà di masticazione per i problemi legati all’occlusione dentale difettosa, dolore dell’articolazione temporo-mandibolare, artrite che provoca dolore se si ride o si mangia, difficoltà respiratore, apnee del sonno e problemi posturali con conseguenti mal di schiena.

Quali sono le possibilità di correzione estetico-chirurgiche del mento indietro?
La correzione della retrogenia può prevedere molteplici possibilità dalle tecniche mini-invasive di medicina estetica mediante l’utilizzo di filler alla terapia chirurgica con uso di protesi mentoniere,  genioplastica di avanzamento e infine mediante chirurgia ortognatica.

In cosa consiste il filler al mento? 
E’ una procedura di medicina estetica che viene utilizzata specialmente nei casi in cui vi sia un deficit leggero della zona mentoniera o una lieve asimmetria. E’ un trattamento ambulatoriale a base di acido ialuronico, un componente naturale che tende a riassorbirsi dopo sei/otto mesi dalla procedura. Non è un intervento permanente e definitivo e viene effettuato senza anestesia (viene al massimo applicata una crema anestetica), perché pressoché indolore.

La correzione della retrogenia può prevedere molteplici possibilità dalle tecniche mini-invasive di medicina estetica mediante l’utilizzo di filler alla terapia chirurgica con…

E invece può spiegarci l’utilizzo di protesi per aumentare la proiezione del mento? 
La mentoplastica è un intervento di chirurgia plastica: attraverso l’utilizzo di protesi mentoniere, è possibile incrementare la dimensione di un mento piccolo, di un mento sfuggente e di un mento asimmetrico. La protesi mentoniera viene inserita davanti all’osso mandibolare con l’obiettivo di aumentare la proiezione del mento e le sue proporzioni. L’intervento, effettuato in anestesia generale, è della durata di circa un’ora e prevede una incisione della lunghezza di 3-4 cm a livello del solco sotto-mentoniero o del fornice gengivale.

Terza soluzione percorribile, la genioplastica di avanzamento, cos’è?

La genioplastica di avanzamento è un intervento di chirurgia maxillo facciale che ha l’obiettivo di avanzare un mento particolarmente retruso e incassato. Si tratta di una manovra chirurgica effettuata tramite una osteotomia della mandibola fatta attraverso un’incisione a livello della mucosa boccale. Il chirurgo effettua una fratturazione programmata e controllata del mento al fine di poterlo “slittare” in avanti nella direzione desiderata. Lo spostamento viene infine ultimato con l’ausilio di mini-placche in titanio.  E’un intervento in anestesia generale della durata di circa due ore che non lascia cicatrici visibili e corregge esclusivamente l’estetica del mento, mai la funzione.

Che differenza c’è tra i due interventi appena citati?

Il più grande vantaggio della genioplastica, rispetto all’uso di impianti protesici, è la grande versatilità che offre al chirurgo. Precisamente, la sinfisi mandibolare osteotomizzata rappresenta materiale vascolarizzato che può essere manipolato in diversi modi, sia per ridurre o aumentare la lunghezza del mento, così come incrementare la proiezione anteriore. A fronte del vantaggio di non utilizzare materiale protesico, vi è lo svantaggio di una procedura più invasiva rispetto all’utilizzo di una protesi mentoniera.

In affiancamento a queste tre procedure appena delucidate, oggigiorno esiste anche un innovativo intervento di chirurgia ortognatica legato al mondo dell’estetica: Beauty-full Chin che mira a risolvere definitivamente il mento sfuggente quando lo stesso è correlato ad una malocclusione dello scheletro facciale.

Che cos’è l’intervento di BeautyFull-Chin?
Questa tecnica permette di correggere i profili arretrati, i cosiddetti “bird face” quelli che hanno un decific di sviluppo mandibolare e un terzo inferiore del volto poco rappresentato: un intervento perfetto per apportare maggiore definizione ai tratti somatici del volto, ideale sia per gli uomini che vogliono accentuare i loro lineamenti rendendoli più mascolini, sia per le donne che vogliono acquistare una perfetta simmetria facciale.

In cosa consiste l’intervento?
L’intervento consiste nella combinazione di due specifiche tecniche, popolari nella chirurgia maxillo facciale: la genioplastica Chin Wing (plastica al mento) che consente di modificare il terzo inferiore del volto in tutte le sue dimensioni, unita all’intervento bimascellare “counterlockwise rotation” del piano occlusale. La combinazione integrata dei due interventi, permette di avere, oltre che un enorme avanzamento della mandibola e quindi del mento, anche un interessante aumento del volume mandibolare, ridefinendo il profilo e aumentandone la definizione degli angoli (contorno mandibolare), il tutto, enfatizzando un incredibile effetto tridimensionale.

Come avviene l’intervento?
L’operazione, minimamente invasiva, della durata di circa tre ore, viene effettuata in anestesia generale: il taglio viene fatto nel bordo inferiore della mandibola e non incide assolutamente con occlusione e denti, pertanto non c’è bisogno di nessuna fase preoperatoria. L’utilizzo delle più moderne tecnologie, come il trapano piezoelettrico, garantiscono una precisione assoluta con il massimo rispetto dei tessuti nobili, come i nervi, che danno sensibilità al mento.

Dopo quanto posso vedere il risultato?
Beauty-Full Chin ha un esito estetico pressoché immediato: già dopo il primo mese si nota un risultato che si avvicina all’80% del risultato finale; La vera soddisfazione arriverà però nell’arco di tre mesi quando il gonfiore sarà sparito del tutto e lascerà spazio ad una definizione del volto senza eguali.

Marco Zorzetto – In collaborazione con ADVERSUS

Ringraziamo il Dott. Valerio Ramieri, chirurgo maxillo facciale www.ortognaticaroma.it

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