Prevenzione dei tumori del seno. Gli esami da fare assolutamente e con regolarità

La mammografia e l’ecografia sono esami di primo livello per il riconoscimento dei tumori del seno e sono esaustivi quando risultano negativi. Nei casi invece di pazienti con…

Prevenzione dei tumori del seno. Gli esami da fare assolutamente e con regolarità
Prevenzione dei tumori del seno. Gli esami da fare assolutamente e con regolarità

Oggi il tumore del seno si può individuare, nella stragrande maggioranza dei casi, nelle sue primissime fasi. E curare in una altrettanto grande maggioranza dei casi. A patto che venga individuato precocemente, e che precoci siano anche le terapie.

Per questo motivo è fondamentale che gli esami per individuare precocemente il tumore del seno vengano effettuati regolarmente, e in centri attrezzati e qualificati. Mammografia ed ecografia del seno sono i due esami più importanti, complementari e – come potrete leggere più sotto – imprescindibili. Abbiamo intervistato il Prof Giovanni Gandini, Professore Emerito di Radiologia dell’Università di Torino, Responsabile della Radiologia della Clinica Fornaca di Sessant e gli abbiamo chiesto di spiegarci in cosa consistono mammografia ed ecografia del seno, perché sono così importanti, e perché ogni donna – soprattutto dopo i 40 anni di età – deve sottoporsi a questi esami con cadenza annuale.

Mammografia e ecografia del seno sono due tra i più noti esami diagnostici quando si parla di prevenzione dei tumori del seno. Ci può aiutare a capire in cosa consistono questi esami, e perché sono così importanti sotto il profilo della prevenzione?

Dobbiamo preventivamente ricordare che un esame senologico strumentale non può e non deve prescindere dalla visita clinica, che consiste nell’ispezione e nella palpazione delle mammelle e dei cavi ascellari.

La mammografia è una radiografia del seno che viene realizzata con apparecchiature dedicate molto sofisticate in grado di differenziare le minime differenze di radiopacità che vi sono fra i tumori e il tessuto mammario normale.

L’esame viene eseguito sempre in due proiezioni comprimendo il seno contro un “piatto” dall’alto verso il basso e medio-lateralmente per localizzare correttamente nello spazio le diverse strutture.

Con l’avvento delle immagini digitali nei primi anni di questo secolo è migliorata la qualità dei reperti mammografici e più di recente la tecnica digitale ha consentito di integrare la mammografia tradizionale con la tomosintesi che “seziona” le mammelle con “fettine” di 1 mm di spessore aumentando la possibilità di riscontrare tumori sempre più piccoli.

Giova anche ricordare che la dose di radiazioni ionizzanti di una mammografia è molto diminuita nel tempo essendo attualmente ridotta di centinaia di volte rispetto alle apparecchiature dei primi anni ‘70.

L’ecografia è invece una tecnica che non utilizza le radiazioni ionizzanti, ma gli ultrasuoni e le immagini si ottengono facendo scorrere una sonda (che emette ultrasuoni che poi “ritornano” alla sonda “rimbalzando” in modo differente a seconda delle strutture che incontrano) sulla cute della mammella.

Anche la qualità delle immagini dell’ecografia è migliorata negli anni e nel caso di lesioni sospette si può estemporaneamente completare l’esame con l’ecocolordoppler che identifica il grado di vascolarizzazione di un nodulo.

Mentre la mammografia è un esame panoramico, l’ecografia in ogni passaggio evidenzia esclusivamente la sezione di mammella “percorsa” dalla sonda, per cui i risultati dipendono molto dall’esperienza dell’operatore.

Infatti l’ecografia è un esame soggettivo e dev’essere vista un po’ come il prolungamento in profondità della mano del medico, per cui l’ecografista si sofferma più a lungo ad esaminare reperti complessi, mentre scorre rapidamente la sonda su aree di normale morfologia.

Mammografia ed ecografia del seno sono esami sovrapponibili? Un esame può tranquillamente sostituire l’altro, oppure sono complementari e dovrebbero essere entrambi essere regolarmente eseguiti?

Dobbiamo premettere che quello che si deve ricercare in senologia sono essenzialmente i tumori maligni possibilmente in forma iniziale e per questo scopo la mammografia e l’ecografia sono complementari.

I due esami sono complementari anche nella valutazione delle lesioni benigne come i   fibroadenomi e le cisti che per fortuna sono più frequenti dei tumori maligni e a questo proposito giova ricordare che l’ecografia differenzia sempre con certezza le lesioni a contenuto liquido come le cisti dai noduli solidi.

La mammografia rimane, pur essendo la più datata, la “regina” della diagnosi del tumore della mammella, perché è l’unica che riconosce le microcalcificazioni che non di rado sono un segno (a volte l’unico) della presenza di un tumore.

Se vogliamo generalizzare dobbiamo dire che l’ecografia può essere eseguita da sola prima dei 40 anni perché per fortuna nelle pazienti più giovani il tumore al seno è relativamente raro e in più le mammelle sono dense e pertanto è più difficile riconoscervi radiologicamente gli eventuali tumori, ma dai 40 anni in avanti l’impiego della visita clinica, dell’ecografia e della mammografia è assolutamente raccomandato nella quasi totalità dei casi.

Si può soprassedere all’ecografia solo in quei casi non frequenti nei quali le mammelle hanno una componente esclusivamente adiposa ove la mammografia da sola è in grado di riconoscere bene i tumori anche molto iniziali.

Esistono altri esami, magari nuove tecniche oltre a mammografia e ecografia del seno, ugualmente importanti sotto il profilo dell’individuazione precoce di un tumore del seno?

La mammografia e l’ecografia sono esami di primo livello per il riconoscimento dei tumori del seno e sono esaustivi quando risultano negativi.

Nei casi invece di pazienti con reperti dubbi o in mammelle particolarmente complesse, di difficile valutazione sia con la mammografia che con l’ecografia, le pazienti possono essere studiate anche con la risonanza magnetica (RM).

La RM delle mammelle si esegue sempre iniettando endovena un mezzo di contrasto paramagnetico, praticamente privo di effetti collaterali, e permette di riconoscere i tumori anche iniziali in una percentuale molto alta di casi. Inoltre la RM in certe lesioni molto estese o multifocali consente una migliore stadiazione e soprattutto di meglio valutare i risultati della chemioterapia pre-operatoria a cui sono quasi sempre sottoposte queste pazienti.

Comunque prima di trattare una paziente sia nei casi sicuramente positivi, sia in quelli dubbi si ricorre ad una conferma della diagnosi con un’agobiopsia guidata con l’ecografia o, in una percentuale molto più bassa di casi, con la mammografia per poter correttamente pianificare la terapia pre-operatoria o l’intervento chirurgico conoscendo già le caratteristiche intrinseche del tumore.

La biopsia viene eseguita nella quasi totalità dei casi facendo multipli prelievi con un ago “a scatto” che consente   di prelevare dei frustoli che vengono inviati in Anatomia Patologica così da differenziare le forme benigne da quelle maligne ed in queste ultime di avere una precisa caratterizzazione pre-operatoria del tumore.

Con quale frequenza vanno eseguiti questi esami per poter essere sicuri di individuare sempre in tempo un eventuale tumore del seno?

La sicurezza di individuare un tumore in tempo per garantirne la guarigione purtroppo non esiste, ma certamente controlli sistematici consentono di arrivare a livelli elevatissimi di accuratezza diagnostica nella diagnosi precoce.

Prima dei 40 anni gli esami senologici strumentali dovrebbero essere riservati alle pazienti sintomatiche (che presentano un nodulo al seno) e dovrebbe essere il radiologo che esegue l’accertamento a decidere se fare la sola ecografia o se completare lo studio con la mammografia.

Fanno eccezione le pazienti ad altissimo rischio (radiotrattate in giovane età per un linfoma o con una predisposizione genetica accertata), che devono seguire un percorso particolare.

Dai 40 anni in avanti l’ecografia e la mammografia dovrebbero essere eseguite contestualmente alla visita clinica con cadenza annuale.

Infatti al di sotto dei 40 anni  il tumore è  molto meno frequente e le mammelle sono quasi sempre molto “dense” e pertanto di difficile valutazione mammografica per cui la mammografia dev’essere riservata a casi selezionati.

Alcuni ricercatori peraltro consigliano di fare un’ecografia all’anno a partire dai 25 anni  e eventualmente anche una mammografia  a 35 anni (soprattutto nelle pazienti a più alto rischio con famigliarità per carcinoma della mammella o dell’ovaio) per avere un quadro radiologico di riferimento, nei confronti del quale si potranno rilevare minime variazioni nei successivi controlli dopo i 40 anni.

Individuare nelle fasi iniziali un tumore del seno significa riuscire sempre a curarlo, prima che possa essere troppo tardi?

Purtroppo come abbiamo già anticipato il “sempre” in medicina non esiste però possiamo affermare che nelle pazienti che si sottopongono annualmente ad un esame senologico completo (visita clinica, ecografia e mammografia meglio se con tomosintesi) siamo in grado di riconoscere il 95-96% di tumori della mammella che guariscono in una percentuale altrettanto alta di casi con interventi non demolitivi, anche se spesso devono essere completati con cicli di radio e/o chemioterapia.

E’ importante tener presente che è fondamentale effettuare queste indagini in Centri di comprovata esperienza perché soltanto questi sono in grado di garantire tali risultati.

Infine vorrei ricordare che la prevenzione, insieme al miglioramento dei risultati della chemioterapia e alla diffusione di interventi conservativi (che hanno sostituito nella quasi totalità dei casi la mastectomia e di questo bisogna rendere grande merito al Prof Umberto Veronesi che per primo alla fine degli anni ‘70 ha dimostrato come la sola asportazione del quadrante malato della mammella associato alla radioterapia post-operatoria aveva risultati sovrapponibili all’intervento più demolitivo) hanno modificato sostanzialmente la guarigione dei tumori della mammella, che fino agli anni ‘70 non superava il 30%.

Quali sono i suoi consigli alle donne che ci leggono, dal punto di vista dell’autodiagnosi, della regolarità dei controlli e degli esami?

Come ho già detto in precedenza tutte le donne dovrebbero sottoporsi ad una valutazione senologica con visita clinica, ecografia e mammografia una volta all’anno dai 40 anni in avanti.

Per quello che riguarda l’autopalpazione possiamo dire che evidentemente oggi cerchiamo di arrivare alla diagnosi molto prima che un tumore si possa apprezzare palpatorialmente.

L’autopalpazione ha ancora un valore non trascurabile per le pazienti che si affidano ai programmi di screening nei quali viene eseguito il solo esame mammografico con cadenza biennale e pertanto è più probabile che possano avvenire delle modificazioni in questo periodo di tempo.

Comunque tutte le donne devono ricordare sempre che nessuna meglio di loro conosce le proprie mammelle e quindi l’autopalpazione ( che dev’essere eseguita da coricata dopo qualche giorno dall’inizio del ciclo mestruale) rimane una risorsa ancor’oggi e la scoperta di una modificazione nel seno deve portare la paziente ad afferire al Centro Senologico di riferimento.

Margherita.net

Ringraziamo il Prof Giovanni Gandini
Professore Emerito di Radiologia dell’Università di Torino, Responsabile della Radiologia della Clinica Fornaca di Sessant.

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