Vincere la sindrome da “guilt lunch”

Ovvero quando ti senti obbligata ad invitare un’amica a pranzo – o peggio c’è chi se le è portate in vacanza – solo per attenuare un senso di colpa.

Vincere la sindrome da "guilt lunch"
Vincere la sindrome da “guilt lunch”

A volte la cosa non si limita ad un pranzo. Conosciamo persone che si sono fatte trasportare dal senso di colpa fino al punto di trascorrere una disastrosa vacanza con un’amica che vedevano al massimo un paio di volte all’anno “Poverina… e così sola…”. E che poi non hanno mai più rivisto “Quella rompiballe, se lo sapevo prima col cavolo che andavo in vacanza con lei…”. Maledetti i sensi di colpa e chi li ha inventati…

Uno degli scenari più ricorrenti. “…ha perso il lavoro ed è sempre sola a casa…” oppure, altra situazione che probabilmente conoscerete da vicino “il ragazzo la ha lasciata da poco, è così depressa…” o, ancora “non ha amici, almeno una volta al mese mi sento obbligata a passare una giornata con lei…” e via discorrendo.

Da un fugace appuntamento davanti ad una tazza di tè, ad un pranzo, per arrivare ad una serata al cinema e giungere ai limiti estremi della vacanza, i sensi di colpa ci spingono spesso a fare cose e frequentare persone che in situazioni normali… ci siamo capite.

E poi ci sono quelle persone che sul senso di colpa degli altri ci ‘marciano’, lo stimolano, lo alimentano. Ne approfittano. E noi siamo troppo buoni per dire qualcosa, troppo deboli a volte per rifiutare.

Se anche voi vi ritrovate spesso e volentieri coinvolte nella ragnatela di un’amica o amico che sa sfruttare sapientemente i vostri sensi di colpa e la vostra buona educazione, forse i consigli che seguono vi potranno essere di aiuto.

1) Imparate un po’ di sano egoismo. È vero che siamo stati educati all’altruismo, ma non è detto che tutto quello che ci hanno insegnato sia giusto. Un po’ di sano egoismo, a volte, ci aiuta a vivere meglio. Se non avete voglia di vedere una persona, per quanto difficile, ditelo. Ok, magari non ditelo, ma fatelo capire, trovate delle scuse che lascino capire chiaramente che la vostra indisponibilità non è esclusivamente dovuta a cause di forza maggiore.

2) Parlatene con le amiche e con gli amici, cercate di capire se anche loro hanno lo stesso problema con la stessa persona, o un problema analogo. Parlarne, condividere esperienze e scambiare opinioni è importante per sentire che la nostra posizione è giusta, diffusa, condivisa, e iniziare a sentirci più forti.

3) Non assecondate passivamente le lamentele della persona dalla quale state cercando di prendere le distanze. Fate sentire che siete in disaccordo – se lo siete, chiaramente – e che la vostra non è più una spalla su cui piangere sempre e comunque. Solitamente basta poco per far scattare una reazione del tipo “Uh… pensavo che tu stessi dalla mia parte…!”, che solitamente prelude ad un leggero (e a questo punto auspicabile) raffreddamento nel rapporto.

4) Se è il caso cercate di superare cosiddetta ‘sindrome della brava bambina’, di quella che è sempre disponibile per tutti, che è brava, affidabile, sempre comprensiva… non hai idea di quanto sia bello, e liberatorio, passare dalla parte di quelli che stanno dietro alla lavagna (in senso metaforico). C’è chi ci sta da tempo, e ci si diverte un sacco…

5) Tenete sempre presente che non siete nè uniche nè insostituibili, quindi non sentitevi talmente importanti da pensare “Se non lo faccio io non lo farà nessuno…”. Stai tranquilla che se non lo farai tu, lo farà qualcun altro. E allora lascia che sia qualcun altro a pensarci 🙂

Margherita.net

 

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