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Diario di viaggio.
Un weekend a Taipei, Taiwan
Un giorno (e due notti) a Taipei. (terza parte) Vai alla prima parte Vai alla seconda parte Vai alla terza parte Vai alla quarta parte

Mattina del sabato. Giornata di grandi camminate, e molte sensazioni nuove. Usciamo dall'hotel intorno alle 10 della mattina, decisi a trovare un posto in cui fare colazione. I food court dei vicini mall sono una piccola delusione. Ancora chiusi! Alle dieci di mattina. Ripieghiamo sull'hotel, dove almeno una tazza di caffè ed un po' di pane tostano non viene negato a nessuno.

Ok, colazione a posto, si inizia a camminare. Appena usciti notiamo delle grandi tende e spazi in allestimento, di fronte all'edificio del comune. Moltissime persone indaffarate a preparare abiti folkloristici, disegnare maschere colorate, guardiamo incuriositi ma non capiamo. E proseguiamo.

Poca la gente già per la strada, bellissima la giornata, cielo blu, venticello, aria calda. Perfetta per scoprire qualche angolo di Taipei. La città è molto moderna, molti i palazzi, ma vita dal basso Taipei è una città che mantiene una dimensione umana. Pochi i turisti, veniamo sempre accolti con grande simpatia e cortesia.

Lunghi vialoni alberati, poco traffico - sarà il sabato mattina - e lentamente le strade si riempiono di passanti. Finalmente. Arriviamo in fondo ad uno di questi vialoni, e sotto ad un cavalcavia notiamo un gran movimento di gente. Ci avviciniamo e scopriamo un mercato al coperto (nel senso che il soffitto è costituito dal cavalcavia stesso). Un mercato particolare perchè tutti quelli che vi lavorano o espongono la merce sono portatori di handicap. L'ambiente è estremamente sereno e gli oggetti in esposizione bellissimi. Ci si trova di tutto dagli oggetti per l'arredamento agli orologi, dagli accessori ai giocattoli. È un mercatino piuttosto grande, estremamente pulito, e nessuno cerca di spingere i propri prodotti. Anzi, tutti sembrano più intenti a chiacchierare tra di loro.

Immediatamente dopo questo mercatino ne inizia un altro, stesse modalità, sotto al cavalcavia. Questo è invece interamente dedicato alle piante. Fiori, bonsai, alberi, di tutto. Da far impazzire un appassionato di giardinaggio. Anche qui ordine totale e pulizia. La gente passeggia tra le piante, guarda, si informa, tratta. Anche qui davvero pochi i turisti, per fortuna.

In fondo a questo secondo mercato ne troviamo ancora uno, e questa volta uno dei più incredibili che ci sia capitato di vedere. Il mercato della giada. Centinaia, molte centinaia di espositori, ognuno con il tuo banchetto, e tantissimi acquirenti che passano in rassegna la giada e i prodotti esposti. Valutano, trattano sul prezzo. Si capisce che ci sono dei veri esperti tra gli acquirenti. Vengono fatti sedere, viene loro mostrata la giada più preziosa, e iniziano le trattative.

Veramente interessante. Purtroppo chi scrive non capisce molto di queste cose, altri avrebbero sicuramente trovato qualcosa di molto bello da portarsi a casa come ricordo del viaggio.

A furia di camminare, guardare, vedere, scoprire siamo già abbondantemente oltre l'ora di pranzo. Tenendo la onnipresente Taipei 101 come punto di riferimento cerchiamo di tornare verso l'hotel, e contemporaneamente di vedere se troviamo un ristorante che ci piaccia. Lo troviamo, e entriamo in un'altra dimensione.... (leggi).


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