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Tahiti - La Polinesia francese
Tahiti
e le sue isole, 118 in tutto, conosciute come Polinesia Francese,
si trovano nella zona orientale del Sud Pacifico, in una fascia
compresa tra l'Equatore e il Tropico del Capricorno. Sono disseminate
su 5 milioni di chilometri quadrati di superficie marina (un'area grande
quanto l'intera Europa) e suddivisi in cinque arcipelaghi: isole della
Società, Australi, Marchesi, Tuamotu e Gambier. La Polinesia
Francese è un Territorio d'Oltremare della Repubblica Francese,
dotato di autonomia amministrativa, una propria bandiera e un proprio
inno nazionale e un ordine onorario che coesiste con quello francese.
Gli abitanti sono circa 220mila, tre quarti dei quali concentrati a Tahiti
e Moorea, nell'arcipelago delle Società. Le lingue sono il francese
e il tahitiano. L'inglese è comunque diffuso e parlato negli alberghi
e nei negozi.

Il tatuaggio nasce qui
Questa storia sa di mari del sud, di isole
tropicali, di mondi lontani. Questa storia sa di donne bellissime,
guerrieri indomabili, navigatori infaticabili. Ma questa storia sa
anche di aspre battaglie, conquiste e prepotenze. È la storia
del tatuaggio, dal polinesiano tatau che vuol dire "battere"
o "marchiare" e indica il picchiettare del legnetto sull'ago
per bucare la pelle.
"Decorano i loro corpi con piccole incisioni,
o pungendo la pelle con piccoli strumenti fatti di ossa e denti
di animale. Le incisioni vengono colmate con una mistura blu scura
o nera ottenuta dal carbone di una pianta oleosa. Questa operazione,
chiamata dagli indigeni tattaw, lascia un segno indelebile sulla
pelle. Generalmente viene applicata ai bambini dai dieci anni in
su in diverse parti del corpo". Così scriveva il capitano
James Cook nel suo diario The Voyage in H.M.Bark Endeaver, di ritorno
dal primo dei tre viaggi, compiuto nel 1771, che gli aveva permesso
di scoprire l'isola di Tahiti. La breve descrizione di Cook introdusse
il termine tattaw da cui sarebbe derivata la parola tattoo, "tatuaggio"
in italiano.
Ed è grazie ai ritratti di Sydney Parkinson
e alla cronaca di Joseph Banks, anche loro della spedizione, che
gli europei imparano a conoscere i corpi tatuati degli abitanti
della Polinesia. E pensare che l'arte del tatuaggio era arrivata
in Polinesia lungo un percorso di 4.500 anni che, dall'Egitto, ha
toccato tutte le regioni dell'Asia.
In verità, già prima del 1771 gli abitanti
dell'Europa avevano avuto qualche "incontro ravvicinato"
con esseri umani tatuati. Nel settembre del 1691, per esempio, i
reali d'Inghilterra avevano potuto ammirare come un fenomeno da
baraccone il primo uomo tatuato da testa a piedi sbarcato in Europa,
il principe Giolo delle Filippine, catturato e trasportato a Londra
dal grande pirata ed esploratore William Dampier che, a sua volta,
l'aveva comprato dall'ufficiale di marina William Moddy. Il povero
principe Giolo venne letteralmente esposto al pubblico a Londra
e morì di vaiolo tre mesi dopo. Una piccola rivincita i tatuaggi
se la presero qualche anno dopo, il capitano James Cook fu mangiato
dagli indigeni hawaiiani nel 1779 e, dieci anni dopo, gli ammutinati
del Bounty furono identificati e condannati grazie ai tatuaggi che
si erano fatti fare nell'isola di Tahiti.
Inizia dunque a farsi conoscere a occidente, fino
a farsi bandire dalla religione cristiana; ormai è una pratica
comune tra i marinai e presto lo diverrà tra i carcerati.
È forse proprio la diffusione tra persone non considerate
proprio di buona famiglia e la presa di posizione della Chiesa che
contribuiscono a far crescere la notorietà del tatuaggio,
pratica originale e, soprattutto, immorale. Insomma, i ricchi e
i nobili della seconda metà dell'800 si fanno tatuare provando
lo stesso gusto del proibito di un bambino che ruba le caramelle.
Dobbiamo a Edoardo VII la consacrazione del tatuaggio nei salotti
buoni. Nel 1862, all'età di 18 anni, il futuro re si fa tatuare
una croce sul braccio e, successivamente, anche in altre parti del
corpo.
Ormai il tatuaggio fa il giro del mondo ed
è tempo per George Burchett di diventare il più grande
tatuatore inglese. Dopo aver imparato la tecnica durante le sue
peregrinazioni nei Mari del Sud, Burchett apre un negozio a Londra
e diventa il tatuatore preferito di nobili e reali. Morì
nel 1953 a 80 anni, non prima di aver lasciato uno dei testi fondamentali
sull'arte del tatuaggio. Il resto è storia dei nostri giorni:
da qualche anno l'arte di "marchiarsi" vive un periodo
d'oro. Dimenticate le censure religiose e i pregiudizi, ora il tatuaggio
rivive insieme alla sua affascinante storia.
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La vegetazione è lussureggiante: le condizioni climatiche
consentono la crescita di tutte le più belle specie tropicali di
piante e di fiori coloratissimi e profumatissimi. Regina dei fiori polinesiani
è il tiaré, una varietà di gardenia tradizionalmente
usata per collane e corone di fiori.
La fauna sottomarina è ricchissima: fra i coralli si trovano banchi
di pesci farfalla, pesci angelo e pesci pagliaccio e grandi razze manta;
in mare aperto, squali e barracuda.
Il clima è gradevole tutto l'anno, rinfrescato dagli Alisei
che soffiano nel Pacifico. La temperatura media è di circa 27°
gradi, mentre la temperatura dell'acqua nella lagune è stabile
intorno a 26°. Si distinguono due stagioni: una calda e umida che
va da novembre a marzo e una più fresca e secca, da aprile a ottobre.
Glli arcipelaghi a sud, più distanti dall'Equatore (Australi e
Gambier), godono di temperature più fresche.
La cucina è semplice con specialità essenzialmente
a base di pesce, crostacei e maiale. Tra le specialità: pesce crudo
marinato nel succo di lime o nel latte di cocco, patate dolci avvolte
in foglie di banano e cotte a vapore, uru (frutto dell'albero del pane),
taro (radice locale) e fei (banane verdi).
La moneta locale è il Franco Pacifico Francese (CFP), che
ha un rapporto fisso di cambio con l'euro (1euro=119,33CFP). Le valute
a corso legale e le principali carte di credito sono accettate nella maggior
parte degli alberghi, ristoranti, negozi e strutture turistiche. A Tahiti
sono presenti banche internazionali con filiali nelle principali isole.
Il Viaggio
Tutte le compagnie aeree internazionali arrivano all'aeroporto Faaa a
Tahiti. Air Tahiti Nui (la compagnia di bandiera che vola da Parigi),
Air France, Air Lib., Air New Zealand e Corsair assicurano collegamenti
plurisettimanali tra l'Europa e Tahiti.
Air Tahiti assicura collegamenti tra le isole con partenza dall'aeroporto
Faa'a di Tahiti. Sono previsti numerosi voli quotidiani per tutte le isole
della Società, voli giornalieri per le Tuamotu e per le Marchesi,
cinque voli settimanali per le Australi. Meno frequenti i collegamenti
per le Gambier, comunque assicurati da Wanair, una compagnia locale che
opera con piccoli e confortevoli jet. Molto convenienti le formule "Tahiti
Air Pass", pacchetti di voli interni a tariffa agevolata prenotabili
presso i tours operator italiani o localmente.
Per i cittadini dell'Unione europea è richiesto il passaporto
con validità di almeno sei mesi, senza necessità di visto
d'ingresso per soggiorni turistici inferiori a tre mesi
Non sono previste profilassi o vaccinazioni particolari.
Fuso orario: 11 ore in meno rispetto
all'Italia, che diventano 12 nei mesi in cui è in vigore l'ora
legale.
Si consiglia un abbigliamento pratico e leggero, un capo di lana
per la sera, che potrebbe essere fresca in riva alla laguna o in crociera.
Da non dimenticare anche un paio di scarpe di plastica per camminare sui
coralli, occhiali da sole, cappelli, creme solari ad alta protezione e
una lozione antizanzare, utile nei mesi più umidi.
Shopping: famose in tutto il mondo sono
le perle di Tahiti, di forma rotonda e perfetta e con diversi riflessi
di colore (grigio, blu, rosa). Interessante è anche l'artigianato
locale: oggetti di cocco e altre fibre naturali intrecciate (cappelli,
borse, cesti, ecc.) o di legno intagliato (statuette, vassoi, ecc.); copriletti
dai motivi vegetali o etcnici cuciti a mano (tifaifai); statuette ornamentali
intagliate d'osso o pietra vulcanica; parei e altri capi d'abbigliamento
confezionate nelle tipiche stoffe stampate a mano; monili di madreperla.
Orari: uffici e negozi sono aperti dalle
8.00 alle 11.30 e dalle 13.30 alle 17.30 dal lunedì al venerdì,
il sabato solo il mattino.
Le banche aprono dalle 8.00 alle 15.30;
alcune filiali chiudono alle 17.
Elettricità: la maggior parte
degli alberghi fa uso di 110 o 220 Volt. Trasformatori per rasoi o piccoli
elettrodomestici sono forniti su richiesta.
Telecomunicazioni: il prefisso telefonico
internazionale per la Polinesia è 00689. Conviene chiamare dai
telefoni pubblici utilizzando le schede telefoniche.
Si ringrazia il Tahiti Tourisme Italia per la preziosa
collaborazione
Tahiti Tourisme Italia c/o AIGO:
Piazza Caiazzo 3 - 20124 Milano
tel. 02 66 980 317
fax 02 66 92 648
http://www.tahiti-tourisme.it/
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