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Ristorante Gianni a Bangkok
La cucina italiana nel mondo. Gianni Bangkok.

Ci accomodiamo al nostro tavolo. La prenotazione è d'obbligo e per fortuna alcuni amici ci avevano avvertito per tempo. Il ristorante è affollatissimo ed è solo un normalissimo martedì sera. La musica di Paolo Conte come sottofondo, i camerieri che volano tra i tavoli, un'atmosfera raffinata e rilassata al tempo stesso. Tutto normale, per un ristorante italiano, nulla di straordinario, potrebbe obiettare qualcuno. Se non fosse che ci troviamo nel centro di Bangkok, tra banche e palazzi, in uno dei cuori pulsanti di quell'Asia in pieno boom economico di cui ancora troppo poco si sente parlare dalle nostre parti. Se non fosse per i camerieri dall'aspetto indiscutibilmente orientale, tutto il resto ci farebbe pensare davvero di trovarci in un ristorante nel centro di una grande città italiana.

La clientela è internazionale, qualche italiano. Pochissimi i turisti. Ad accoglierci il titolare, Gianni Favro, un metro e novanta, una figura imponente e tranquillizzante al tempo stesso. Entra ed esce dalla cucina, un occhio ai fornelli, un altro ai clienti. Si intrattiene tra i tavoli conversando in inglese passando con disinvoltura da un gruppo di americani (dalla confidenza immaginiamo siano dei clienti fissi), a una tavolata di giapponesi. Basta incrociare lo sguardo con Gianni per capire - entrambi - che siamo connazionali e stabilire quel minimo di complicità che non guasta mai quando ci si trova lontano da casa.

Il menù è ricchissimo, vario, tipicamente italiano. Gianni si offre di aiutarci nella scelta, noi gli lasciamo carta bianca come facciamo quando un locale ci ispira fiducia. E facciamo bene. Si apre con un antipasto misto a base di carpaccio di pesce, composto da cinque diversi "bocconi": tartara di tonno rosso con julienne di sedano, timballo d'avocado e gamberi, insalatina di polipo patate novelle, olive taggiasche e capperi, calamaro ripieno su coulis di peperoni arrosto, capasanta e gambero in camicia di pancetta.

Come primo piatto ci vengono serviti dei deliziosi maltagliati fatti in casa con farina di grano duro, conditi con pomodoro fresco, basilico e mozzarella. Come secondo, branzino per la mia commensale, costata d'agnello per il sottoscritto. Il branzino e' scottato in padella e servito con delle patate fracassate all' olio extravergine, accompagnato con una dadolata di pomodoro crudo ed erbe mediterranee. La costata d'agnello cotta al forno, profumata di aglio e rosmarino. Conclusa la seconda portata, su consiglio di Gianni, saltiamo il dessert per un rinfrescante e digestivo sgroppino. Caffe' italianissimo, immancabile, al termine della cena. Di tanto in tanto Gianni lascia la cucina e viene al tavolo per sincerarsi che tutto sia a posto.

Siamo davvero (piacevolmente) impressionati dalla visita a questo ristorante. Facciamo fatica a ricordarne un altro, tra i moltissimi che conosciamo e frequentiamo abitualmente in Italia, che potrebbe avvicinarsi per qualità e atmosfera a Gianni. Tutto è assolutamente impeccabile, dall'ambiente all'ampia scelta del menu, dalla carta dei vini italiani (dai più comuni a delle vere e proprie rarità), dalla professionalità dei camerieri alla qualità del cibo che ci è stato servito, alla clientela.

Come spesso ci capita quando qualcosa o qualcuno attira la nostra attenzione e stuzzica la nostra curiosità, decidiamo di trasformare queste sensazioni in un articolo. Anche questo è Lifestyle. Ci presentiamo e chiediamo un appuntamento per farci raccontare la storia del ristorante, ma soprattutto quella di Gianni, che già ci immaginiamo piuttosto avventurosa. Appuntamento ad un paio di giorni di distanza, ora di pranzo, di fronte ad una bella tavola imbandita. Quella che doveva essere un'intervista si trasforma in una piacevole chiacchierata tra amici.

Come hai iniziato la tua carriera di chef?
Non ho frequentato la scuola alberghiera. Anzi. Lavoravo come meccanico a Pordenone, da dove provengo, prima di partire per il militare, e mai avrei pensato che questa sarebbe diventata la mia carriera. Al ritorno dal militare mio padre acquistò una pizzeria, come forma di investimento, e lì ho iniziato a muovermi tra i fornelli. Poi è stato un crescendo, una lunga serie di ristoranti e di viaggi. Ho lavorato al Toulà di Treviso, al Le Balze sul lago di Garda, allo Sporting di Porto Rotondo, a Madonna di Campiglio... ho lavorato molto anche in Germania.

Come sei arrivato qui in Thailandia?
Una persona che conoscevo mi ha proposto di tenere uno stage di 'fine dining' italiano presso uno dei club più esclusivi di Bangkok. Ho colto l'occasione al volo e sono venuto qui per un periodo. Concluso questo periodo sono rientrato in Italia, ma non ho fatto nemmeno in tempo ad arrivare che lo stesso club (l'Heritage di Bangkok ndr.) mi ha offerto un contratto esclusivo di due anni. Ho accettato e mi sono stabilito qui. Dopo l'esperienza all'Heritage ho aperto un ristorante italiano che si chiamava Vito's, sempre a Bangkok. Poi, dopo sette mesi trascorsi a Hong Kong, sono tornato alla base (a Bangkok) per aprire Gianni, il ristorante in cui ci troviamo adesso.

La cucina che abbiamo provato da Gianni è indiscutibilmente italiana al 100%, non abbiamo trovato concessioni neppure minime al gusto locale o internazionale...
Sono sempre stato fedele alla cucina tradizionale italiana, e non ho mai voluto adattarla al gusto locale. All'inizio è stato molto difficile, per la difficoltà di reperire gli ingredienti giusti, per difficoltà legate alle richieste della clientela, allo staff che lavora in cucina... ma ho tenuto duro sui miei principi e posso dire con orgoglio di esserci riuscito, di essere riuscito a portare la vera cucina italiana nel cuore di Bangkok.

E gli ingredienti?
Non sono più un problema, come invece era stato all'inizio. Arrivano direttamente dall'Italia, o dall'Europa. Adesso si può avere tutto ciò che serve, sono solo 11 ore di aereo... ad esempio i gamberetti che stiamo gustando crudi mentre parliamo sono appena arrivati dalla Francia...

Che tipo di cucina troviamo da Gianni?
La cucina italiana tradizionale in senso generale. L'Italia è troppo lontana da Bangkok per specializzarsi in una cucina regionale in particolare... il menù si divide in due parti, una parte fissa, un'altra che cambia con cadenza settimanale. Qui da Gianni l'accento è tutto sulla cucina (siamo d'accordo solo in parte, perchè l'ambiente è altrettanto raffinato, e il servizio impeccabile ndr.), sull'emozione che solo una cucina di alto livello sa dare. Quello che conta qui da Gianni è quello che viene servito nel piatto. Possiamo dire tranquillamente che preferisco mettere l'emozione nel piatto piuttosto che creare un ambiente suggestivo per poi deludere sotto l'aspetto della qualità dei piatti serviti.

Colpisce venire al ristorante e vedere la cucina così piena di cuochi e personale, tutti impegnatissimi e così coordinati tra di loro.
Una grande differenza con l'Europa è il personale, qui i costi sono più contenuti, e ci si può avvalere di un numero di collaboratori più alto. La cucina è divisa in settori, ogni settore ha la sua specializzazione... e tutto è preparato 'in casa', dalla pasta ai dolci, nulla viene acquistato già pronto come sempre più spesso capita anche nei ristoranti di alto livello.

Che tipo di clientela frequenta il ristorante?
Molto varia. Come vedi ci troviamo nel cuore di Bangkok, vicino ad alcune tra le più importanti banche e multinazionali, e poi ci sono molte ambasciate nella zona, per cui molti uomini d'affari, pranzi e cene di lavoro, una clientela molto internazionale, e poi molti thailandesi che conoscono ed amano la cucina italiana. Gli italiani non sono moltissimi, anche se per domani abbiamo una prenotazione per una tavolata tutta italiana, ma non è la norma. La clientela internazionale è predominante.

Gianni è uno di quei ristoranti in cui, in Europa almeno, si ha sempre un po' di paura ad entrare. Ambiente raffinato, elegante... si pensa sempre 'Speriamo che il conto non sia troppo salato...'
I prezzi qui in Thailandia sono molto diversi da quelli a cui siete abituati in Europa. Una cena per due, compreso il vino, può aggirarsi intorno ai 3500 Baht (70 Euro circa, ndr), ma abbiamo anche dei menu degustazione da cinque portate che costano poco meno di 1000 Baht (20 Euro ndr) a persona., Come vedi siamo quasi sempre al completo, per cui di solito è sempre meglio prenotare e con una telefonata si può evitare di dover venire per nulla, o di dover aspettare che si liberi un tavolo.

Quali sono i giorni di chiusura del ristorante?
Gianni è sempre aperto, sette giorni su sette, a pranzo e a cena. Chiudiamo solo durante il capodanno buddista, che qui chiamano Songkran, e che cade a metà aprile.

Come si vive lontano dall'Italia, e dal mondo della cucina italiana in particolare?
Qui a Bangkok mi trovo molto bene, proprio l'altro giorno ho ottenuto la residenza ufficiale (dopo oltre tredici anni, ma qui i tempi sono molto lunghi e non sempre è facile ottenere questo genere di permessi). Tengo molto ai contatti con l'Italia, dove torno almeno una volta all'anno. E poi, parlando dal punto di vista professionale, faccio parte del GVCI (il Gruppo Virtuale dei Cuochi Italiani http://www.gvci.org/) che, sfruttando le possibilità offerte dal web, si ritrova online per portare avanti iniziative comuni di vario genere. Ad esempio abbiamo appena assegnato il Premio Antonio Amato, dedicato al cuoco italiano ucciso in Arabia Saudita da un gruppo di terroristi pochi mesi orsono...

E come ti trovi a vivere a Bangkok?
Benissimo. Bangkok è una città viva, vivissima, una città che ti fa sentire vivo e che offre molte possibilità. Una città molto sicura, dove non devi aver paura se ti trovi in giro alle tre di notte. E poi qui non ci sono solo le mie attività 'imprenditoriali', ma anche il mio cuore. Tra un paio di mesi diventerò papà...

Parlando di attività 'imprenditoriali', Gianni è la tua unica attività qui in Thaliandia?
No, negli ultimi anni, grazie al successo del ristorante, mi si sono aperte numerose possibilità di crescita, e proprio negli ultimi tempi ho iniziato ad esplorarne alcune. Abbiamo un ristorante al piano terra del Gaysorn Plaza (uno dei più raffinati shopping mall nel cuore di Bangkok), poi vari punti vendita all'interno di altri mall, stazioni dello Sky Train, grandi magazzini. E altri progetti che stiamo mettendo a punto proprio adesso. La Thailandia mi ha dato molto, ma anche io penso di aver dato molto alla Thailandia...

Se vi capita di passare da Bangkok, per lavoro o per piacere, e avete voglia di mangiare italiano, adesso sapete dove andare. E salutateci Gianni!

Ristorante Gianni
34/1 Soi Tonson, Ploenchit Road
Bangkok 10330
Tel 0-2252 1619


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