OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online

Home | Viaggi e vacanze | Cayo Largo, Cuba

Cayo Largo, Cuba

Foto e testo di Mauro Pilotto

Cosa sarebbe la nostra vista se ci venissero sottratti computer, cellulari, iPad… ed altre amenità tecnologiche che ci fanno da accompagnatrici nei nostri bisogni ego-telematici? Approdando a Cayo Largo, Cuba, non ho potuto pensare da subito a quanto fossero lontane ed inesistenti quelle forme di connessioni con il mondo a cui non sappiamo più rinunciare. Già dall'alto, dal finestrino dell'aereo, l'impatto è piuttosto forte...

In un oceano azzurro, che più azzurro non si può, si individuano le coste frastagliate, irregolari del Cayo. Fondali e barriere coralline che viste da una certa altezza ti fanno sognare delle sensazionali sorprese che vi si potrebbero scoprire, ed da chi ha avuto modo di fare immersioni in questo luogo, racconta che fondali marini così fantastici diventano sempre più difficile da trovare!

Assistere ad un temporale in una terra così aspra, quasi primitiva, diventa un'esperienza visiva ed emozionale non indifferente... I colori che si alternano, un mix di azzurri, grigi o blu esplosivi, più cupi e densi. Di tanti in tanto il cielo si rischiara per un fulmine caduto lontano, sulla linea dell'orizzonte. La pioggia è forte, battente, ed è calda, quasi fosse riscaldata, e gli alberi, la macchia verdissima della vegetazione, la lingua bianca di sabbia che si intravede... il tutto è di una bellezza, tanto semplicemente naturale, da diventare oltraggiosa.

Le spiagge, non larghissime, ma lunghe, si alternano a scogliere, ad ammassi rocciosi di vario tipo, talvolta piatte, ad altre più appuntite. Al di là delle scogliere, la vegetazione a perdita d'occhio è incredibilmente varia: mangrovie, palme, cespugli di rovi, alberi che producono piccoli frutti che assomigliano a prugne gialle, è una selva autoctona che si autoalimenta su un terreno aspro e roccioso, misto a terreno sabbioso. Camminando per qualche chilometro, sotto un cielo meravigliosamente minaccioso, qualche spruzzata di pioggia, si alternava a squarci di sole, che faticosamente sbucava dai nuvoloni bluastri....

Da lontano intravvedevo una specie di reef che emergeva dal mare, onde che si schiantavno su quella inedita formazione rocciosa. E man mano che avanzavo... avevo il sentore che mi stavo per godere qualcosa di inedito e spettacolare. Mi ritrovo davanti un fenomeno strano e suggestivo: una specie di lago, un enorme chiazza d' acqua, divisa dal mare e delimitata da una sorte di duna allungata. Ma senza saperne il motivo percepisco che, continuando in quella direzione, le sorprese non sono terminate, e scopro che a lato di questo lago, al di là di una specie di radura-impervia si snoda una strada di sabbia bianchissima (che deduco essere una parallela interna al lungo-spiaggia che ho percorso per qualche chilometro...).

Incuriosito decido di capire dove possa arrivare, e comincio ad incamminarmi, scoprendo degli evidenti segni di ruote d' auto ed anche qualche impronta di calzature... avrò percorso forse qualche centinaio di metri, e comincio ad intravedere un turchese abbagliante che si cela dietro alla vegetazione. Sempre di più un colore che si fa saturo, quasi irreale. E mi ritrovo davanti ad un atollo da cartolina, qualcosa da fermare il respiro, tanto è forte ed improvvisa l' emozione! Mi guardo attorno, incredulo. È enorme, sorprendente, quanto inaspettato... e il colore del mare è reso così irreale dal contrasto con il cielo bluette che vi si staglia sopra,il tutto pare un sogno,qualcosa di magico!

Scorgo un paio di jeep ferme al ciglio della strada bianchissima, e vedo in lontananza un gruppetto di persone stese sulla spiaggia... non più di 5 o 6 persone in totale… ho trovato l'Eden, e in maniera assolutamente casuale!

Mi siedo sulla battigia, sono stanchissimo, ma incredibilmente euforico, per poter godere di una simile visione. Dopo qualche minuto di stordimento, ho la curiosità di sapere come si chiama questo luogo incantato e chiedo ad un gentilissimo signore argentino, se lo conosce… e dopo un attimo di incertezza mi dice che si chiama 'Maltiempo' ... Beh! Con i colori che vedevo in quel momento non ci poteva essere nome più azzeccato! I tramonti mozzafiato, il vento, la vegetazione, certi tronchi centenari arenati sulla spiaggia, e persino le nuvole che paiono irreali... Tutto in luoghi così aspramente selvaggi appare di una suggestione che non può lasciare indifferenti. Tra gli scogli non di rado ho individuato degli enormi 'ventagli di mare', altro non sono che una spettacolare qualità di alga marina che si deposita sugli arenili, ed essendosi seccata, diventa rigida, assomigliando ad un ventaglio, di preziosità assoluta tanto è esteticamente perfetto, come lavorato in filigrana.

Camminare senza meta, lungo la direzione del mare, in un senso o quello opposto, gli scenari variano... ma l'emozione è continua. Scogli levigati che formano dei gradini, in altri casi l'erosione ha generato autentiche terrazze degradanti, inaspettate, tra piccole baie nascoste, rifugio di molti naturisti, ma va precisato che qui il nudismo è molto presente, ma vissuto in assoluta naturalezza... altro posto splendido è Playa Paradiso, a cui si arriva tramite delle lingue di sabbia che emergono con la bassa marea, oppure via strada, con un lunghissimo percorso stradale di bianchissimo fondo sabbioso, per poi approdare all' ultimo tratto-sabbioso, Playa Sirena, un mix caraibico di palme verdissime, tronchi d' alberi a pelo d' acqua, sculture-morte di straordinario effetto, sabbia candida, e un mare increspato, per via delle correnti che vi si formano, trattandosi di una punta, verso la parte ovest di Cayo Largo... e non `e di certo inusuale imbattersi in un' iguana che tra le roccie, pigro e ineffabile, ti guarda con lo sguardo fisso, che pare chiedersi: ma che ci fai, qui, a casa mia?

Ed è ancora più forte e sorda, specialmente di fronte a sorprese come queste, l'indignazione di trovare, magari in mezzo o vicinissime, improvvise discariche di immondizia a cielo aperto. Plastica, maledetta plastica... ovunque! Un autentico campionario di ciabattine, scarpe, taniche, bottiglie, pettini, spazzolini... Come sempre mi è capitato in tutti luoghi naturalmente bellissimi, e altrettanto offesi e martoriati dall'inciviltà del vivere odierno. Ed ogni volta sgomento da questo, mi domando: non può essere che solo a me faccia questo effetto, non può indignare solo la mia sensibilità... ma come possono i tantissimi responsabili di questo scempio, non porsi la stessa domanda? Non sentirsi dei barbari, dei vandali, ne rendersi responsabili di questo sempio-indegno, soprattutto in luoghi di sacrale-bellezza…questa è davvero la domanda che sempre mi attanaglia la gola, a cui mai riesco a trovare una risposta sensata…

Cliccate qui per andare alla galleria 'Cayo Largo, Cuba'


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS
Moda uomo, modelle, stile e tendenze capelli uomo. Fai click qui, leggi ADVERSUS
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui

Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox