Tuo figlio è dipendente dai videogiochi?

 
Tuo figlio è dipendente dai videogiochi?
Tuo figlio è dipendente dai videogiochi?

‘Dai, mamma, ancora un minuto’, ‘ti prometto che dopo faccio i compiti!’, ’giuro che domani non tocco la playstation, se mi fai finire la partita adesso’… se siete abituati a sentire frasi di questo tipo siete in buona compagnia, un’altissima percentuale di genitori oggi si trovano a fare i guardiani dei figli ‘intossicati’ dai videogiochi.

Molti genitori ignorano la dipendenza, pensando di essere semplicemente alle prese con problemi di adolescenza o preadolescenza, lasciando così i figli per ore in balia di videogiochi violenti e addictive, spesso creati da programmatori la cui salute mentale non deve essere delle migliori, stando agli storyboard; prendiamo GTA (Grand Theft Auto) ad esempio, la cui ultima versione in sole 24 ore ha incassato 800 milioni di $: il videogioco si basa sul furto di auto e corse rocambolesche per fuggire dalla polizia, e fin qui…, poi è tutta un’istigazione alla violenza anche sessuale, al crimine e al femminicidio. Si uccidono le prostitute per non pagarle, o si rubano loro i soldi, poi si possono torturare le persone per ottenere informazioni…. insomma un videogioco molto edificante. Ok, c’è scritto chiaramente che è vietato ai minori, Pegi 18, per cui non si ammettono distrazioni su questo da parte di genitori, ma se i nostri ‘bambini’ vanno a giocare a casa di amici con fratelli più grandi?

In Italia ci sono circa 30 milioni di videogiocatori e si stima una dipendenza intorno al 20%. Fosse anche solo la metà, sarebbe da paura.

Ho appena assistito a una conferenza proprio su questo argomento tenuta da Paolo Attivissimo, giornalista informatico autore del blog ‘Il Disinformatico’, che mi ha chiarito un po’ le idee sui videogiochi e il meccanismo con cui sono ideati. Un po’ di dati: il mercato dei videogiochi vale 36 milioni di $ all’anno. I giochi gratuiti (tranquilli, non sono tutti violenti, la maggior parte sono solo stupidi) che si scaricano sugli smartphone, tipo Clash Royale o Pokemon Go, sono studiati per suscitare frustrazione nel giocatore se giocati ‘free’, se si acquistano vari tipi di bonus invece si possono sbloccare i livelli e avere soddisfazione e continuare a giocare. Gli acquisti vanno fatti con carta di credito, la Vostra carta di credito, loggata al negozio di App del vostro smartphone. Si calcola che si spendono 6 milioni di $ al giorno in questo modo.

Per cui i problemi sono principalmente 2: proteggere i nostri figli dall’addiction e dai contenuti violenti, quando ci sono, e proteggere la nostra carta di credito: la prima cosa da fare è mettere delle restrizioni agli acquisti nelle App del proprio smartphone o di quello dei nostri figli.

Non inserire mai il numero della propria carta di credito, bensì di una prepagata, se proprio dobbiamo.

E poi parliamo di tecniche per non ‘perdere’ i nostri figli nell’uso smodato e continuato di videogiochi, i sintomi da tenere d’occhio sono la perdita di sonno, irritabilità e riduzione dell’attività fisica.

C’è solo un modo: mettere degli orari, stabilirli con decisione prima, e farli rispettare.

E poi essere presenti, la cosa peggiore è un ragazzo lasciato solo per ore senza controllo.

Se avete altri suggerimenti, li accettiamo volentieri.

Costanza Cristianini per Margherita.net

 
Se ti piace Margherita.net abbonati alla nostra newsletter!
 
 

Lascia un commento

Send this to a friend