I trucchi per convincerti a comprare come salvarsi dal marketing aggressivo

I trucchi per convincerti a comprare come salvarsi dal marketing aggressivo
I trucchi per convincerti a comprare come salvarsi dal marketing aggressivo

Sei un’amante dello shopping old style? Abituata ad entrare in un negozio e la commessa ti chiede con gentilezza: ‘Le posso essere di aiuto?’ e tu rispondi: ‘Grazie, vorrei solo dare un’occhiata’ e poi giri con calma e valuti se un capo ti sta davvero bene o è solo un capriccio a cui puoi rinunciare?

Mi spiace molto per te, perché il genere di passatempo stile ‘guardare le vetrine’ è morto e sepolto da tempo, e oggi quando entri in un negozio esci con quello che cercavi, più altri 3 o 4 articoli di cui potevi fare volentieri a meno, ma che il commesso/a di turno, assunto a 600 euro al mese più percentuale sulle vendite è costretto a propinarti, pena il mancato rinnovo del contratto precarissimo.

Prova a comprare un paio di scarpe da running nella famosa catena americana, sì quella in cui tutti i ragazzi sono a malapena maggiorenni, sempre allegri, ballano, cantano e quando entri ti catturano, ‘ciao, sono Manuela’, per servirti con molta gentilizza e venderti insieme alle scarpe da running di cui sopra, i lacci colorati trendy, le 10 paia di calze in offerta solo oggi, lo spray impermeabilizzante per far durare più a lungo le scarpe e le solette in silicone senza le quali le scarpe da 120 euro sono proprio uno schifo, a detta loro. Alla cassa dopo aver sborsato 162 euro (ne avevi preventivate ben 42 in meno) al momento di darti lo scontrino ti sollecitano a scrivere sul loro sito un giudizio su Manuela per poter avere il 10% di sconto sul prossimo acquisto.

Quando esci dal negozio ti gira leggermente la testa, ti senti una emerita cretina ad avere speso molto di più di quello che intendevi, ma se avessi rifiutato tutte le vantaggiose offerte avresti fatto la parte della maleducata, mettendo a rischio il posto di lavoro di Manuela. Però quei 42 euro li avresti potuti spendere in qualcos’altro, pazienza, la prossima volta non ci caschi più, forse.

Con lo sguardo individui il negozio di cosmetici francese, hai bisogno di un mascara nero, rigorosamente non waterproof, prezzo 12 euro. Fai lo slalom tra gli scaffali più velocemente che puoi, ma vieni fermata da un commesso/truccatore che ti offre un make up gratuito, ma sì, magari impari qualcosa su come valorizzare il tuo viso: ‘Lo sai che hai una bella pelle? Con la base che ti metterò adesso, guarda come splende ancora di più’, fingi di mostrarti incuriosita, ma sei decisa ad uscire solo con il mascara. ‘Guarda questa matita, cara! Ti insegno a sottolineare lo sguardo e poi guarda che occhiaie!, vedrai che con il correttore saranno decisamente meno visibili’, grazie, grazie, fingi di avere fretta, ma vai alla cassa comunque con una matita per occhi, una crema fondotinta e un maschera waterproof, non vorrai mica usarne uno che ti cola appena versi una lacrima? Totale 85 euro, fai per pagare quando la cassiera ti offre di aggiungere anche un levatrucco a soli 5 euro, scontato per te solo oggi, e se raggiungi i 100 euro avrai in omaggio una spugna per la pulizia del viso. Se fai la tessera fedeltà poi potrai raccogliere punti e al prossimo acquisto avrai lo sconto di ben 5 euro! Ti gira la testa, calcoli i 162 euro spesi prima, aggiungi gli 85 più i 5 e dici: ‘No, grazie, basta questo’, la cassiera perde immediatamente il sorriso, ti dà i prodotti e ti fa pagare 20 centesimi per il sacchetto.

Sei decisa ad andartene a casa di filato, ma viene avvolta da un profumo misto di frutta e fiori, alzi lo sguardo e vedi l’insegna del negozio che produce saponi artigianali, colorati, profumati e ideali per un pensierino ad un’amica. Non sai che dall’ultima volta in cui ci avevi messo piede è leggermente cambiato, un nuovo piano marketing aggressivo? Mah, fatto sta che non fai in tempo ad entrare che vieni subito presa a braccetto da un ragazzo che parla come Malgioglio, truccato di tutto punto, e ti rendi conto che i suoi colleghi parlano tutti allo stesso modo e ti chiedi se ti stanno semplicemente prendendo per il culo o cos’altro. Vieni accompagnata tra gli scaffali, i saponi coloratissimi, ne prendi uno che ti piace, vanno a peso, lo metti sulla bilancia, 9 euro, e pensi di non voler spendere di più, dici al commesso che parla come Malgioglio che sei a posto così, ma ti mostra il loro nuovo prodotto il cui ricavato andrà totalmente in beneficenza, cosa fai? Non lo compri e rischi di far morire di fame centinaia di ragazzi solo perché non vuoi spendere altri 10 euro? Va be’, pazienza, vai alla cassa e Ilaria ti chiede se hai la tessera fedeltà, solo con quella puoi raccogliere punti e lasciando anche il numero del cellulare ti invieranno regolarmente le loro offerte.

Mentre esci dal negozio e ti reimmetti nella fiumana di ragazzi che entrano ed escono dai negozi da cui esce musica assordante, ti trovi a riflettere che per la loro generazione è normale essere persuasi a spendere più di quello che hanno, comprare quello che non vogliono, essere convinti a lasciare il numero di cellulare per entrare così nella rete letale del marketing aggressivo che ti molesta a tutte le ore del giorno e della notte, tramite whatsapp e facebook, o addirittura ancora via sms, solo perché dei loro coetanei simpatici e allegri (pagati 600 euro al mese) li convincono a comprare comprare comprare, anche quello che non vogliono.

Costanza Cristianini per Margherita.net

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