Teeny weeny bikini. Estate in bikini

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Forse hai già indossato il tuo bikini. Forse ne hai appena comprato uno. Il bikini è diventato un capo fisso nel nostro guardaroba estivo. Più ancora del costume intero. Ma non è sempre stato così.

I piccoli pezzi di tessuto che insieme formano il bikini, hanno una lunga e piuttosto turbolenta storia. Il bikini, per quanto moderno, è nato già settant’anni fa. Tutto è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale quando l’ingegnere Louis Reard ha avuto l’idea di tirare su il morale dell’Europa del dopoguerra… ‘spezzando’ il tradizionale costume da bagno intero. Proprio in quei giorni gli Stati Uniti stavano facendo dei test atomici nell’atollo bikini. L’ingegnere non ci pensò due volte e battezzò la sua esplosiva invenzione ‘bikini’.

Il bikini provocava un effetto paragonabile a quello di una bomba. I parigini non apprezzarono questo costume ‘scandaloso’ tanto che le modelle parigine si rifiutarono di indossarlo sulla passerella. Reard fu costretto a chiedere a una ballerina di strip club di sfilare per lui. La bellezza non si fece pregare e nei giorni successivi fu inondata da lettere di ammiratori.

Ma torniamo al bikini. Nonostante questo inizio tumultuoso, si vedevano sempre più donne in bikini sulle spiagge. Quando alla fine degli anni ’50, inizio anni ’60 anche sex symbol come Marilyn Monroe, Gina Lollabrigida e Brigitte Bardot optavano per il bikini, le ultime resistenze sembrarono sparire. Nel 1960 il cantante pop Brian Hyland immortalava il bikini con la famosa canzone ‘Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini’, una canzone che mostra in piena i ‘sentimenti’ verso il bikini: le donne volevano indossarlo, ne erano attratte, ma allo stesso tempo si sentivano troppo nude, e chissà, troppo guardate.

Quando, negli anni ’70, fu scoperto il lycra, si aprirono nuovi orizzonti. Adesso era possibile creare dei bikini ancora più piccoli. Sull’onda di questa tendenza nasceva poco dopo il bikini con lo string, un successo soprattutto a Saint Tropez e – fino a oggi – a Rio de Janeiro.

Negli anni ’80 il bikini subì le influenze dal mondo dello sport. Era l’era del bodybuilding. Gli slip dei bikini cambiavano forma: erano stretti e venivano portati alti sui fianchi per accentuare il corpo il più possibile. Gli anni ’90 – più tranquilli e inoltre il decennio dell’unisex – mettevano fine ad esperimenti sensuali e audaci. Le curve femminili lasciavano il posto ad un altro ideale di bellezza: un corpo sportivo e tonificato. Il bikini diventava meno importante. C’era un ritorno al costume intero.

Negli ultimi anni, però, sembra che il bikini stia tornando di gran moda. Secondo le statistiche le vendite di bikini sono di nuovo salite, anche grazie alla scoperta di un nuovo materiale, il neoprene, che offre ancora più possibilità creative.

Quest’estate i bikini sono sexy, sì, ma allo stesso tempo eleganti e raffinati. Vediamo un ritorno di bikini piuttosto piccoli, ma vanno forte anche i modelli retro con mutande ad alta vita. Sono tanti bikini arricchiti di rouche e ricami. Le fantasie sono colorate: fiori, jungleprint, retro. Praticamente tutto è permesso (tranne il topless! È assolutamente fuori moda!). Basta che sia glamour!

Margherita.net

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