Sessualità e terza età

Sessualità e terza età
Sessualità e terza età

Dagli ultimi dati ISTAT sulla popolazione italiana emerge che, sebbene, il 2015 sia stato l’anno con il tasso di mortalità più alto, soprattutto tra la popolazione anziana, il processo di invecchiamento non ha subìto rallentamenti. Le persone anziane, oltre ad essere in aumento, hanno trasformato il loro modo di vivere. In linea con la nuova immagine del pensionato dinamico e attivo che si riappropria del proprio tempo e dei propri hobbies, i non più giovani diventano sempre più consapevoli delle possibilità che possono ancora essere sfruttate.

Una delle più grandi novità dei nostri tempi è il riconoscimento che gli ultra sessantenni danno alla propria sessualità.

La sessualità coinvolge l’intero arco di vita dell’individuo: dall’infanzia alla terza età. Sebbene sia credenza comune che la sessualità sia una prerogativa di limitate fasce d’età, sappiamo bene che non è così. Nello specifico le persone anziane solitamente si sentono escluse o tendono a ritirarsi dalla vita sessuale poiché pensano che ormai sia “troppo tardi”. La sessualità è un costrutto multidimensionale che comprende una miriade di fattori di cui l’età è solo una piccola parte. Altre componenti implicate possono essere il sesso, gli atteggiamenti, i sentimenti, il background culturale, l’immagine di sé, valori e comportamenti e la salute mentale e fisica. È inevitabile, tuttavia, che la risposta sessuale subisca modifiche in relazione all’età, così come altre funzioni fisiologiche, anche se allo stesso tempo non esistono ragioni per pensare alla presenza di difficoltà in una situazione di salute fisica e mentale favorevole.

Diversi autori hanno sottolineato quanto la soddisfazione sessuale in questo momento possa essere un fattore positivo per la qualità della vita in generale.  I fattori che possono costituire un ostacolo per la sessualità delle persone anziane devono essere valutati da un punto di vista fisiologico, culturale e relazionale. Da un punto di vista fisiologico devono essere prese in considerazione le patologie legate all’invecchiamento, come ad esempio ipertensione o diabete, ed i trattamenti ad esse connessi. Allo stesso modo deve essere analizzata la cultura di appartenenza: norme e credenze rispetto alla propria sessualità possono inibire il desiderio sessuale. La maggior parte delle persone anziane ritiene di non essere adatta ad avere una vita sessuale poiché ritiene questa sia relativa soltanto ad attività che prevedono la penetrazione che può essere incompatibile con i cambiamenti corporei che sta affrontando. Pertanto, le persone che riescono a vivere l’intimità sessuale sperimentando altre pratiche o rivedendo le aspettative ad essa connessa riescono a trarne maggior piacere e soddisfazione. Da un punto di vista relazionale le persone che hanno una relazione stabile riportano maggiore soddisfazione sessuale, oltre ad una frequenza maggiore di rapporti e di comportamenti sessuali svariati.

In conclusione, si può affermare che sebbene sia ancora considerato un tabù, la sessualità delle persone anziane oltre ad essere presente, costituisce un fattore positivo per la salute generale ed aumenta la percezione della qualità della vita di uomini e donne.

Per maggiori informazioni sul tema segnaliamo il servizio di consulenza telefonica gratuita dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma disponibile dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00 al numero 06 85356211. Un team di psicologi con specializzazione in sessuologia clinica risponderà alle vostre domande e fornirà indicazioni utili rispetto ai temi della sessualità.

Istituto di Sessuologia Clinica- Roma

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