Scuola. Open days, come affrontarli e sopravvivere

Scuola. Open days, come affrontarli e sopravvivere
Scuola. Open days, come affrontarli e sopravvivere

Se ci fosse uno strumento per misurare il livello di ansia nell’aria, agli open days scolastici lo strumento andrebbe in tilt. Perché? Semplice, perché oggi la scelta di una scuola buona per i nostri figli rappresenta uno dei mille motivi di preoccupazione, dopo i vaccini, dopo le malattie infantili e dopo il primo distacco per inserirli senza troppi traumi in asilo.

Con l’ingresso nel mondo della scuola inizia l’esigenza di istruirli nel modo giusto, dare loro competenze linguistiche, digitali e sportive. Inizia insomma il periodo peggiore in fatto di preoccupazioni per la vita dei genitori (e dei figli), che si chiuderà, forse, con la fine del liceo.

Anni in cui i bambini andranno a scuola, frequenteranno almeno un paio di corsi extrascolastici di sport (ma molti ne frequenteranno 3 o 4), lingue, musica… La scelta della scuola quindi deve considerare tante variabili, facciamo alcune considerazioni utili per la vostra:

Affidatevi al passaparola dei genitori che hanno i figli nella scuola che state valutando, è un ottimo punto di partenza, MA non fissatevi su un professore o un altro, non è detto che quello che va bene ai figli dei vostri amici vada bene anche al vostro. Inoltre considerate sempre le antipatie personali: se l’insegnante di italiano è antipatica al figlio di qualche vostra amica non deve per forza essere una cattiva insegnante.

Se la scuola dei vostri sogni è dall’altra parte della città, considerate la difficoltà dei trasporti nelle ore di punta. Ricordate anche che dalle medie in poi i figli desiderano andare a scuola da soli, magari con gli amici, per cui valutate se i mezzi di trasporto sono sicuri o se sarete invece obbligati a portarli e andarli a prendere tutti i santi giorni.

Se la scuola offre attività extra (sportive e non) al suo interno va presa subito in seria considerazione, a meno che non abbiate velleità agonistiche per i vostri pargoli, fare sport o teatro o inglese nello stesso complesso scolastico renderà la vita più semplice a voi e ai vostri figli. Non c’è niente di più sadico di genitori che dopo una giornata di studio trascinano i figli stanchi e isterici da una parte all’altra della città per far loro fare il corso di nuoto o di calcio. Abbiate pietà di loro 🙂

Gli edifici scolastici in italia, si sa, non sono il massimo, ma spesso dobbiamo andare oltre e guardare al metodo di insegnamento, e al corpo docenti che non ha nulla a che fare con la bellezza dell’edificio.

Se nella presentazione della scuola vi allettano con la modernità della stessa e dall’uso di ipad o simili per apprendere meglio, scappate a gambe levate! Nonostante il ministero italiano sostenga che l’uso degli smartphone in classe sia utile, è quanto di più deleterio si possa fare per l’educazione e soprattutto per la concentrazione dei ragazzi. In aula si deve stare attenti, lo smartphone o l’ipad sono uno strumento di distrazione che non verrà controllato dagli insegnanti, semplicemente perché è impossibile spiegare e allo stesso tempo controllare se il ragazzo sta prendendo appunti sull’ipad o giocando a clash of clans. In teoria è uno strumento utilissimo, nella pratica è quanto di più deleterio per la capacità di concentrazione dei vostri figli. I professori non sono ancora preparati, checché ne dicano, a farlo usare solo quando serve e nel modo in cui deve essere usato in classe.

Infine il consiglio più utile che ci sentiamo di darvi: i vostri figli a scuola devono imparare prima di tutto nozioni, poi a stare al mondo e socializzare, infine a gestire il loro tempo di studio e svago. Se riempirete le loro giornate fitte fitte di attività sportive e scolastiche avrete probabilmente dei figli competenti e preparati, quasi sicuramente non ragazzi sereni e rilassati. Per cui non fatevi abbagliare dai POF (piani di offerta formativa) zeppi di attività, il più delle volte sono specchietti per allodole. In Italia oggi è fondamentale scegliere una scuola che garantisca l’apprendimento di congiuntivi ed equazioni e, credeteci, non è cosa scontata.

Costanza Cristianini per Margherita.net

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