Schiavi (ultra)moderni

Schiavi (ultra)moderni
Schiavi (ultra)moderni

‘Hai un sito e vuoi guadagnare? Bene, allora trascorri 24 ore al giorno a promuoverlo e studiare nuove tecniche di marketing, scrivere contenuti originali, freschi, tutto da solo, perché se pensi di avere collaboratori e guadagnare pure  stai fresco.’

‘Ah, a te piace scrivere e basta? Benissimo, ti paghiamo 5 euro a post e ce ne dai due a settimana, ti può bastare per vivere?’

‘Scrivi un libro? Te lo pubblichiamo a patto che ti fai la promozione online da solo, crei un profilo su twitter per promuoverlo a dovere, apri la pagina facebook chiedendo ad amici e parenti di cliccare sul ‘mi piace’ e bussi a tutte le porte per venderlo, di persona, se necessario.’

Siamo proprio sicuri che lavorare online sia un futuro possibile e soprattutto remunerativo? O piuttosto una realtà di pochi che sfruttano molti? Il panorama lavorativo italiano parla chiaro: se sei giovane e preparato e parli anche qualche lingua il tuo futuro precario è qui che ti aspetta.

L’illusione di guadagnare con un’attività online è troppo spesso solo un’illusione, parliamoci chiaro, che costringe la maggior parte della gioventù a trascorrere molte ore al giorno a maneggiare tutte le novità offerte dalla rete, sia per divertimento ma soprattutto perché se non stanno al passo sono tagliati fuori prima ancora di iniziare. E allora pagano abbonamenti doppi per tablet e telefono, a casa hanno un computer ultimo modello per essere perfetti nel caso qualcuno possa loro offrire lavoro ‘da casa’ e creano contenuti a getto continuo per i social network che guadagnano grazie al loro zelo. Praticamente pagano un fisso che non riesce minimamente a essere coperto dai loro miseri guadagni. E dedicano a questo la maggior parte del loro tempo, ben più costoso e prezioso di un abbonamento o di un ipad.

Si è creata negli ultimi anni una nuova categoria di schiavi (ultra)moderni, che vivono incollati al monitor di un computer o camminano con lo sguardo sullo smartphone per la maggior parte della loro giornata, i quali mi ricordano il bellissimo Wall-e che raccontava un’umanità obesa, perennemente seduta su sedie comode ambulanti e un monitor galleggiante davanti ai loro occhi. Ogni volta che lo rivedo penso a chi lavora, guadagnando pochissimo, online.

Sfogliando un quotidiano datato 1910, ho letto un annuncio che recitava: ‘Guadagno giornaliero 3 corone e più lavorando a casa propria. Cerchiamo persone d’ambo i sessi per lavoro continuo di calzetteria’, 100 anni dopo se sostituiamo le corone con gli ‘euro’ e la parola calzetteria con ‘blogging’ possiamo riciclare l’annuncio su un qualsiasi quotidiano, online naturalmente.

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1 Comment

  • Purtroppo è verissimo… Per noi giovani il futuro è questo, e non è certamente tra i più rosei. Tutti dicono che internet offre possibilità di lavoro numerossissime. Certo, è vero, ma il lavoro sottopagato (o non pagato affatto) lo posso trovare in nero e quando voglio.
    Questa è la realtà, volenti o nolenti…

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