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Una zecca pericolosa

Le zecche, che costituiscono una tribù degli acari, sono ectoparassiti di alcuni vertebrati terrestri, tra cui l'uomo. Un genere di zecche piuttosto pericolose sono quelle in grado di trasmettere un particolare agente patogeno (denominato Borrelia Burgdorferi), responsabile della malattia di Lyme, così chiamata dal nome della città degli Usa dove venne individuato il primo caso.

Sul piano della divulgazione medica è molto importante che anche i profani imparino a riconoscere la malattia fin dal primo stadio o, almeno, imparino a sospettarla già dai primi sintomi, dato che solo una diagnosi tempestiva (e la cura adeguata) può garantire la completa guarigione del paziente.
Ma vediamo come avviene la trasmissione di questa infezione, esaminando lo svolgimento del suo ciclo vitale.

Il serbatoio naturale della Borrelia è rappresentato da piccoli roditori dei boschi (topolini, ratti silvestri) che "portano" il germe senza sviluppare forme di malattia evidente, ma non va dimenticato che anche altri animali selvatici (lepri, volpi, uccelli…) possono ospitare tale spirocheta. A questo serbatoio così vario attingono le zecche che vivono sul terreno, nell'erba, ai margini dei boschi e si nutrono esclusivamente di sangue. Le zecche, infettatesi a questo modo, rappresentano quindi i vettori della spirocheta che viene trasmessa, dal loro morso, ad altri animali e naturalmenete all'uomo, preferibilmente nel periodo che va da aprile a novembre.

Al contrario degli animali selvatici, quelli domestici, compresi equini e bovini, possono manifestare i segni clinici della malattia, se morsicati dalla zecca infetta. Va detto, infine, che non tutte le zecche possono trasmettere l'infezione da Borrelia, ma solo alcuni tipi si comportano da vettori della malattia. In Italia la zecca in causa è quella denominata Ixodes ricinus, il cui periodo di sviluppo si protrae per circa due anni e comprende gli stadi di larva, di ninfa e di forma adulta, le quali sono forme tutte potenzialmente infettanti.

Esaminiamo ora quelle che sono le manifestazioni cliniche della malattia. Dopo 10 - 20 giorni dal morso della zecca infetta, compare nel punto di inoculazione della Borrelia, un arrossamento cutaneo che tende generalmente ad espandersi ed a diffondersi. Si tratta dell' eritema migrante che costituisce la manifestazione iniziale tipica della malattia di Lyme. Se la cura non viene iniziata precocemente la spirocheta si diffonde ad altre regioni cutanee e ad altri organi ed apparati. Si hanno così eritemi migranti multipli, manifestazioni articolari e neurologiche,miocardite, epatite, linfoadenopatie e, talvolta, febbre ed astenia intensa. La fase tardiva o cronica, che può seguire ai primi due stadi descritti, anche dopo un anno di latenza o più, comprende una acrodermatite, l'artrite cronica ed una serie di manifestazioni neurologiche tipiche del 3° stadio che costituiscono il quadro clinico della neuroborreliosi, sul quale non riteniamo sia il caso di dilungarsi in questa sede.

Molto importante, come dicevamo, è fare una diagnosi corretta e puntuale. Oggi questo è possibile sulla base di uno studio attento delle manifestazioni cliniche, cosa che non è sempre facile, come diremo, e sulla conseguente ricerca degli anticorpi contro la Borrelia. Nella fase iniziale il sintomo che si presenta più frequentemente per primo è l'eritema, come abbiamo specificato, ma tale manifestazione non è sempre sufficiente per fare diagnosi sicura di infezione da Borrelia.

Inoltre non dimentichiamo che nelle prime settimane di malattia sono possibili risultanze sierologiche falsamente negative che costringono il medico a ripetere gli esami dopo qualche tempo e, nei casi dubbi, non è infrequente che venga sollecitato dal paziente, ed eseguito dal medico, il trattamento antibiotico solo nel sospetto diagnostico di una borreliosi di Lyme. Anche se non viene generalmente consigliata la profilassi antibiotica di routine, quando il paziente è ansioso, come spesso accade, una terapia di dieci giorni con doxiciclina o altro antibiotico può essere instaurata per prevenire l'insorgenza della malattia. Altre volte non esistono affatto manifestazioni eritematose ed i quadri sintomatologici si presentano incerti, ambigui ed inconsueti, senza prurito, senza tumefazione dei linfonodi e con l'assenza di qualsiasi sintomo generale. In questi casi è persino difficile che possa nascere il sospetto clinico della malattia e la diagnosi "salta fuori" solo per l'intuizione e la perspicacia del medico che fa eseguire la ricerca degli anticorpi anti-Borrelia ( sangue, liquor, liquido sinoviale ), usando l'immunofluorescenza indiretta e la reazione immunoenzimatica.

La terapia si avvale di comuni antibiotici ( tetracicline, macrolidi, amoxicillina e ceftriaxone nella neuroborreliosi ) alle dosi stabilite e che, fatta la diagnosi, devono essere somministrati il più tempestivamente possibile per avere le massime garanzie di guarigione.

Tutte le forme di prevenzione nelle malattie infettive si basano, in sostanza, su vari accorgimenti per evitare il contatto con l'agente eziologico e che nel nostro caso vuol dire sottrarsi al morso della zecca infetta da Borrelia. E' questo l'unico modo per impedire che la spirocheta penetri nell'organismo e lo infetti. A parte le raccomandazioni da fare a chi è solito fare passeggiate nei boschi (specie in zone endemiche), e particolarmente nel periodo di rischio maggiore che va dalla primavera all'autunno inoltrato, si consiglia di tenere sempre falciato il giardino di casa e di controllare spesso gli animali domestici (cani e gatti) che potrebbero raccogliere le zecche ed introdurle nelle abitazioni.

In caso venga scoperta una zecca attaccata con il rostro alla pelle di qualcuno è bene rimuoverla al più presto, possibilmente prima delle ventiquattro ore, essendo noto che la trasmissione del germe avviene verso la fine del pasto, che può durare anche due-tre giorni. Per toglierla si consiglia di usare una pinza, evitando i movimenti bruschi per non rompere il parassita. Attualmente non esiste ancora un vaccino.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/

 
 
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