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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene La diarrea del viaggiatore Ovverossia come rovinarsi una vacanza ai tropici L'estate ormai, come si suol dire, bussa alle porte ed anche noi vorremmo
adeguarci in qualche modo a questa stagione scegliendo di trattare una
particolare patologia che è maggiormente diffusa nel periodo
delle vacanze, non tanto nel nostro paese ed in Europa, quanto nelle
zone tropicali e subtropicali, che rappresentano la destinazione preferita
da gran parte del flusso turistico internazionale. Accade quindi che un vero esercito di viaggiatori ( calcolati in più di 20 milioni) si sposti verso le zone dei tropici preferibilmente nei mesi estivi che, nei paesi industrializzati dell'occidente, coincidono obbligatoriamente con il periodo delle vacanze ed è comprensibile quindi come in tali mesi, preferibilmente, ci sia una forte attrazione per questo tipo di turismo. E' facile capire, anche, come sia possibile che un tale flusso di viaggiatori si esponga facilmente a problemi di tipo sanitario che interessano particolarmente quelle località, nelle quali la diffusione delle malattie infettive è elevata per alcuni motivi facilmente intuibili e che possono predisporre anche a malattie importanti come il colera, il tifo, le epatiti, la malaria e ad altre patologie piuttosto impegnative per le quali è richiesta, per l'appunto, la profilassi vaccinica o farmacologica. Ma la patologia che si presenta con una incidenza più alta tra questi viaggiatori è certamente meno grave, essendo rappresentata, appunto, dalla cosiddetta "diarrea del viaggiatore" che può colpire però, in certe località, anche più del 50% di coloro che vi soggiornano per un periodo che si prolunghi per almeno due settimane. Ed è appunto contro questa iattura che vorremmo mettere in guardia quelle nostre lettrici alle quali dovesse capitare di intraprendere un viaggio in qualcuno di questi paesi. Illustriamo pertanto in breve, ma in modo esauriente, questa malattia fastidiosa e, direi, abbastanza inopportuna. Innanzitutto diciamo subito che è molto diffusa perché, come abbiamo accennato, colpisce un' alta percentuale dei viaggiatori che visitano i cosiddetti paesi in via di sviluppo e sebbene la malattia abbia un decorso generalmente lieve che dura pochi giorni, è sufficiente tuttavia a buttare spesso all'aria tutti i programmi del turista che ne è colpito e del suo entourage. Inoltre, per quanto si tratti di un' affezione per lo più benigna non dobbiamo dimenticare che talvolta può assumere un decorso clinico più serio soprattutto negli anziani e nei soggetti in età pediatrica. Ma quali sono le località dove si corre il rischio maggiore? I dati statistici indicano l'Africa, il Medio Oriente, alcune parti dell'Asia ed anche l'America Latina. Nelle isole caraibiche il rischio è lievemente minore come lo è anche in alcuni paesi del Nord Africa, quali Egitto e Marocco. Le cause Rarissimi sono i casi che vengono ricoverati in un ospedale del luogo o debbono essere rimpatriati in aereo. La prevenzione Per quanto riguarda il primo punto ci pare quasi inutile ribadire la necessità di bere molto in caso di una sindrome diarroica, sebbene le statistiche affermino che la proporzione di chi adotta, in una tale situazione clinica, un trattamento reidratante efficace, con la somministrazione orale di soluzioni idroelettrolitiche, risulta ancora troppo scarsa (10% o meno). La motilità dell'intestino viene inibita con preparati come la "loperamide" che viene generalmente riservata a soggetti adulti, per il resto in buone condizioni generali, con il risultato di abbreviare quasi sempre la durata della diarrea. La terapia chemio-antibiotica è naturalmente empirica e si avvale di fluorochinolonici, cotrimoxazolo, doxiciclina e rifaximina. Quest'ultima ha il vantaggio di non essere praticamente assorbita e quindi di non dare effetti sistemici indesiderati. Sono tutti farmaci facilmente reperibili, in genere ben tollerati, poco costosi ed efficaci. Prima di partire sarebbe forse il caso metterne in valigia qualche confezione. Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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