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Quando la dieta vegetariana è pericolosa Vorremmo approfittare di questo spazio, per rispondere ad una delle domande che vengono spesso poste ai medici a proposito della dieta vegetariana. Teniamo presente che il numero dei "vegetariani in senso lato" supera in Italia il milione e mezzo e rappresenta quindi un problema molto sentito, anche se spesso scarsamente conosciuto.

Innanzitutto va premesso che la dieta vegetariana rigida (con l'abolizione completa di qualsiasi cibo anche soltanto "di origine" animale, come le uova, il latte ed il formaggio) non dovrebbe essere mai seguita nell'alimentazioine dei bambini e, negli adulti, solo eccezionalmente e per periodi molto brevi. Il motivo è che questo tipo di dieta risulta purtroppo in grado di provocare quasi sempre la carenza di fondamentali nutrienti che sono necessari al benessere di qualsiasi individuo. Intendiamo riferirci alla vitamina B12, al ferro, al calcio ed allo zinco, tanto per fare un esempio di alcuni principi nutrizionali la cui assenza continuativa nella dieta può causare vere e proprie malattie carenziali come l'anemia sideropenica e quella cosiddetta perniciosa (come era capitato a Chiara, la bambina di cui si è detto all'inizio), oltre all'osteoporosi e ad altre malattie disnutrizionali che possono essere non meno preoccupanti.

Soggetti particolarmente a rischio nelle diete vegetariane che abbiamo definito "strette" sono appunto i bambini (tali diete sono particolarmente pericolose nei piccoli sotto i due anni) ed anche gli adolescenti, le donne gravide, quelle che devono allattare e, in genere, tutti gli anziani.

Se invece viene seguita una dieta vegetariana meno severa, con assenza soltanto dei cibi carnei, ma con la conservazione dei latticini e delle uova, i problemi sono molto minori ed anche trascurabili, se vogliamo, specialmente nei soggetti in età adulta.

Anzi possiamo dire che tra questi ultimi il regime semi - vegetariano, sopra menzionato, non provoca generalmente particolari alterazioni ed è spesso compatibile con uno stato di nutrizione ottimale, purchè, anche tra i vegetali, vengano fatte delle scelte appropriate. Nel caso degli adolescenti, invece, anche se seguono lo stesso regime semi-vegetariano, i rischi sono ovviamente maggiori in quanto, trovandosi essi, per definizione, in una fase di rapido accrescimento, abbisognano di maggiori quantità di sostanze nutrienti di vario tipo, non sempre presenti in quantità adeguata nella dieta summenzionata.

In conclusione possiamo affermare che gli adolescenti semi-vegetariani debbono seguire regimi dietetici ben bilanciati e studiati dal punto di vista nutrizionale dal medico specialista, quando non siano costretti a ricorrere a specifici integratori alimentari. Per i bambini più piccoli valgono le considerazioni più sopra esposte e l'alimentazione deve essere sempre stabilita, care lettrici - mamme, dal vostro pediatra di fiducia.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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