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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Uova, fegato e colesterolo Sono abbastanza vecchio per ricordarmi dell'ultima guerra mondiale e delle grandi restrizioni alimentari a cui tutti (o quasi) eravamo costretti. Non esistevano, allora, problemi di superalimentazione, anzi l'assunzione calorica era, purtroppo, tragicamente inferiore al minimo necessario. Basta andare a rivedere i giornali dell'epoca per osservare, nelle fotografie di allora, la perfetta silhouette degli italiani negli anni '45 e '46. Oggi, al contrario, nel nostro Paese, come in tutto il mondo occidentale, si assumono certamente più calorie di quanto sia raccomandabile per la salute. Andiamo a consultare le statistiche. In media gli abitanti dei paesi industrializzati assumono almeno 1000 Kcal in più al giorno rispetto a quello che è il loro fabbisogno. Ed allora si spiega la grande diffusione di una certa patologia che annovera obesità, diabete, aterosclerosi, ipertensione, artrosi..... e si spiega, su un piano un pò più frivolo, anche l'imperversare di diete dimagranti proposte specialmente da riviste e settimanali femminili. Ma non è di questo che volevo parlarvi, anche se l'argomento
in programma presenta molte affinità con quella che potremmo
definire la malnutrizione in eccesso che riguarda e preoccupa un pò
tutto il mondo occidentale alla fine di questo millennio. Ci vorremmo
occupare, dal punto di vista medico, solo di alcuni aspetti particolari
della corretta alimentazione e non, ovviamente, dei problemi generali
connessi ai danni provocati dall' eccesso alimentare. Tutte voi siete certamente a conoscenza di alcuni pregiudizi, non sempre
fondati, che riguardano le uova, come ad esempio la loro cattiva digeribilità,
la nocività per il fegato e, soprattutto, la loro capacità
di aumentare i livelli di colesterolo nel sangue. Ma l'uovo è nocivo o no per il fegato? Non solo ma l'uovo di gallina deve considerarsi un alimento prezioso sotto tutti gli aspetti, ricco com'è di nutrienti essenziali e con un elevato potere nutritivo. Il peso medio è di 60 g , contiene 6 g , circa, di proteine, 6 g di grassi e fornisce circa 80 Kcal. Non possiamo dilungarci su questi ed altri aspetti riguardanti la sua composizione ( pensiamo soltanto al suo ricco contenuto vitaminico ) e ricordiamo soltanto che deve considerarsi un alimento prezioso per l'infanzia, il periodo della gestazione, l'allattamento e perfino per l'età geriatrica. Eppure non sono poche le persone, spesso male informate, che sono portate a rinunciare a questo prezioso alimento perché lo ritengono pericoloso per la salute, oltre che per i preconcetti suddetti, anche a causa dell' eccessivo contenuto di grassi e, soprattutto, del temuto colesterolo. Va detto, a questo proposito, che se è innegabile che nelle uova vi sia un elevato contenuto di colesterolo, non va dimenticato però che la presenza di acidi grassi saturi (i più dannosi) è piuttosto bassa (25% del totale), mentre il 50% sono monoinsaturi ed il restante 25% è rappresentato da acidi grassi polinsaturi. Questo cosa significa? Vuol dire semplicemente che la grande prevalenza nell'uovo degli acidi grassi insaturi diminuisce l'influenza del colesterolo sulla lipemia e perciò ridimensiona in parte anche il rischio di danno vascolare. D'altro canto recenti studi hanno dimostrato che il contenuto di colesterolo nelle uova è in media più basso di quanto si giudicava in base a determinazioni con metodi non troppo corretti, vale a dire poco più di 400 mg /100g, invece di 500, come si riteneva sino a qualche tempo fa. Conclusioni Il suo contenuto in grassi ( per la metà monoinsaturi ) è inferiore a quello della ricotta, della fettina di vitello ( tanto amata dai consumatori italiani ), del prosciutto crudo sgrassato, della mozzarella e del tonno sott'olio. Per chi ha il colesterolo oltre i valori accettabili si raccomanda naturalmente di evitarne l'abuso e di seguire in proposito le indicazioni del proprio medico, tenendo presente, tuttavia, che un paio d' uova alla settimana difficilmente sono in grado di aumentare significativamente i livelli del colesterolo ematico. Prof. Giovanni Cristianini TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE
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