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Tintarella senza rischi

L'estate finalmente sta arrivando e tutte le ragazze di Margherita.net hanno, naturalmente, voglia di sole e di tintarella. Ma come ci si deve comportare per abbronzarsi senza correre rischi, vale a dire in completa sicurezza ? Ricordiamo subito che l'abbronzatura non è altro che la conseguenza di un meccanismo naturale di difesa della pelle che i medici chiamano "melanogenesi". In sostanza si tratta della produzione di melanina, da parte di particolari cellule delle cute, con lo scopo di creare un naturale filtro protettivo contro l'aggressività dei raggi solari.O,meglio, di alcuni tipi di raggi che, come vederemo in questo nostro articolo - guida, possono provocare ustioni o, anche, accelerare l'invecchiamento cutaneo, se non si adottano particolari precauzioni.

Se fossi una di quelle estetiste che scrivono, talvolta anche a sproposito, su qualche settimanale femminile potrei dirvi anch'io che la luce del sole fa sempre diventare più belli e, volendovi anch'io tutte belle, come sogliono dire quelle tali, vi potrei invitare a procurarvi tranquillamente una bella abbronzatura fin dall'inizio dell'estate, raccomandandovi questa o qualla crema, senza naturalmente mettervi sull'avviso circa le fondamentali precauzioni da adottare e senza informarvi sulle regole d'oro di una tintarella sicura.

Ma come medico non posso limitarmi a consigliarvi l'olio di avocado o qualche fetta di patata cruda da applicare sulla pelle ustionata, ma debbo onestamente parlarvi anche di eritemi e scottature, di danni acuti e cronici dovuti all'esposizione solare incontrollata, della prevenzione con antiossidanti e betacarotene nei confronti di molti effetti secondari indesiderati, di fotosensibilità e di fototipi, oltre a ricordarvi le precauzioni da adottare sempre nell'esposizione alle radiazioni solari e, non ultima, l'importanza del fattore età nei soggetti che si sottopongono al " bagno di sole".

Gli effetti cutanei dell'esposizione alle radiazioni solari vengono distinti in acuti e cronici. Tra i primi si deve annoverare l'eritema solare (o ustione solare di primo grado) che rappresenta la conseguenza immediata sulla cute delle radiazioni luminose (oltre alla fotolisi della provitamina D), mentre tra gli effetti cutanei dell'esposizione cronica alla luce solare sono compresi il quadro clinico di una fotodermatite (la cosiddetta "cute da contadino") ed alcune lesioni (benigne o maligne) di natura neoplastica, oltre all'invecchiamento cutaneo precoce, dovuto al blocco dell'azione vitaminica A, che si accompagna alla comparsa delle temutissime rughe o "grinze" come preferite chiamarle.

LE CAUSE
La causa di questo grave danno estetico è riferibile agli ultravioletti ad onda lunga (indicati come A) che sono più deboli, come vedremo, provocano eritemi in misura minore, stimolano la melanogenesi, ma, penetrando in profondità nella cute, danneggiano anche le strutture elastiche e, anno dopo anno, determinano un prematuro ed irriversibile invecchiamento della pelle. Gli ultravioletti ad onda corta (UVB), meno rappresentati percentualmente, agiscono invece in superficie e sono i principali responsabili di eritemi e ustioni e, col passare del tempo, possono intervenire nella produzione di tumori epiteliali. Esistono anche le radiazioni C degli ultavioletti ma, per fortuna, vengono bloccate dalla fascia di ozono e quindi non vale la pena parlarne in questa nota divulgativa. Un breve accenno meritano invece i cosiddetti fototipi, termine con cui si indicano i diversi tipi di pelle e la loro differente sensibilità ai raggi solari.

Conosciamo tutti alcune persone con la pelle bianco - latte ed i capelli rossi (o biondi) che non possono esporsi ai raggi UV, neppure per breve tempo, perché finiscono sempre con l'ustionarsi e non riescono mai a raggiungere la benchè minima abbronzatura. Anche molti bambini, che hanno spesso una carnagione pallida ed i capelli di colore biondo dorato, si abbronzano sempre con notevole difficoltà e si scottano molto spesso se non sono sottoposti ad una efficace protezione.

Altri soggetti con un minimo di colorito naturale della pelle e con i capelli bruni o castani riescono, con una certa protezione, a sviluppare una leggera abbronzatura seppure con qualche rischio, non eccessivo, di andare incontro a qualche fastidiosa scottatura. Chi ha invece l'incarnato olivastro, come è noto, si abbronza con grande facilità e non rischia quasi mai di scottarsi. La protezione che quest'ultimo fototipo richiede è minima, e solo iniziale, perché una volta che questi soggetti si sono abbronzati possono continuare ad esporsi al sole senza limiti di tempo, ottenendo di abbronzarsi ulteriormente senza correre rischio alcuno.

COSA È L'ABBRONZATURA?
Ma cos'è, in sostanza, l'abbronzatura della pelle? E' molto semplicemente una sorta di meccanismo naturale di difesa che la cute mette in atto nei confronti dei raggi solari (e, aggiungiamo, delle lampade abbronzanti) mediante la produzione di un pigmento, la melanina, da parte di alcune sue cellule specializzate (melanociti).

La produzione di tale pigmento è diversa, per qualità e quantità, a seconda dei diversi fototipi ai quali abbiamo in parte accennato. In altre parole la facilità di procurarsi una bella abbronzatura o, al contrario, la predisposizione di certi soggetti agli eritemi ed alle scottature dipendono esclusivamente dalla tipologia cutanea, determinata da fattori razziali e genetici, e di conseguenza dalla quantità e dalla qualità di melanina che la cute è in grado di produrre e di usare quale scudo contro le radiazioni solari.

La tanto ambita tintarella, quindi, non è altro che l'espressione di un' autodifesa del nostro corpo contro l'azione aggressiva dei raggi solari e la melanina, quando viene prodotta in misura sufficiente, rappresenta pertanto un naturale filtro protettivo. Si deve ricordare, però, che accanto alla melanogenesi esiste un altro processo di difesa cutanea contro i raggi solari, rappresentato da un rapido ispessimento dello strato corneo della pelle (ipercheratosi epidermica), per cui una buona abbronzatura si ottiene se concorrono le tre classiche situazioni favorevoli: possibilità di difendersi dall'eritema, sufficiente dotazione melaninica ed ipercheratosi rapida ed efficace.

Due parole sulla fotosensibilità, prima di concludere con alcuni consigli sulle modalità di esposizione, sui cosiddetti "prodotti solari" e sul trattamento delle eventuali scottature. Le cosiddette reazioni di fotosensibilità (tossiche ed allergiche) si possono avere quando, dopo l'assunzione orale o parenterale di particolari farmaci ( o l'applicazione degli stessi direttamente sulla cute ) ci si espone, senza particolari protezioni, alla luce del sole.

Ovviamente è necessario, perché si possa parlare di fotosensibilità, che lo stesso farmaco non produca reazioni di sorta in assenza di esposizione alla luce solare. Ci sembra, quindi, cosa utile far conoscere a chi legge alcuni dei farmaci più frequentemente incriminati nelle reazioni di fotosensibilità. I medicamenti in questione sono alcuni antibiotici (come ad esempio le tetracicline), certi disinfettanti urinari, qualche antidiabetico orale, le fenotiazine, diversi antiaritmici (come l'amiodarone), vari antireumatici, parecchie lozioni (bergamotto e lavanda) ed anche la pillola anticoncezionale.

ALCUNE REGOLE FONDAMENTALI
A questo punto non rimane che dettare alcune fondamentali avvertenze sulle modalità di esposizione al sole, quelle che qualcuno ha definito con espressione calzante "le regole d'oro della tintarella sicura". L'esposizione al sole deve innanzitutto essere graduale (specie all'inizio e nei soggetti con fototipi cutanei più sensibili), evitando scrupolosamente di "prendere il sole" nelle ore centrali della giornata. Non va dimenticato che l'intensità delle radiazioni, oltre che dall'orario, può essere influenzata (nel senso di un aumento) dalla presenza di superfici riflettenti (come l'acqua, la sabbia e la neve), che possono riflettere la radiazione solare sino all'80%, dalla latitudine e dall'altitudine, dalla trasparenza dell'aria e dalla temperatura.

Al di sotto dei 3 anni sarebbe bene evitare il più possibile di esporre i bambini al sole, mentre per i più grandicelli, oltre ad una buona crema solare protettiva, non vanno mai dimenticati cappello, occhiali e camiciola. E' appena necessario ricordare, dopo quello che abbiamo detto, di non assumere farmaci fotosensibilizzanti, o presunti tali, rivolgendosi sempre al Medico per sapere quando sia possibile interrompere l'assunzione del farmaco o quando sia necessario, invece, continuarne l'assunzione soltanto sotto la protezione di filtri solari idonei e coperti da abiti leggeri, o quando si debba evitare in modo assoluto di esporsi alla luce diretta del sole non essendo possibile la sospensione del farmaco e neppure una protezione adeguata dai raggi solari in quella particolare circostanza.

Abbiamo detto che i raggi ultravioletti A penetrano profondamente e stimolano la melanogenesi, ma producono, aggiungiamo ora, anche radicali liberi in grado di danneggiare la cute. Quindi per ottenere una abbronzatura senza danni nei soggetti che abbisognano di protezione si debbono bloccare i raggi B e permettere il passaggio ai raggi A, cercando contemporaneamente di impedire il danno da radicali liberi. Esistono in commercio (farmacia) creme protettive che assommano, più o meno, tutte le caratteristiche suddette, ma bisogna contemporaneamente usare sempre tutte le altre cautele che abbiamo elencato.

I filtri solari, anche quelli con adeguato fattore di protezione, non devono essere considerati prodotti miracolosi : servono solo a prolungare il tempo di esposizione al sole senza subire conseguenze, a condizione di adoperarli nel modo corretto, applicandoli con una certa frequenza e, comunque, ogni volta che si esce dall'acqua. Se ci si scotta, nonostante tutte le precauzioni, si raccomanda come prima cosa di evitare un' ulteriore esposizione, applicando creme idratanti ed emollienti, riservando quelle a base di idrocortisone ai casi con eritema importante e rivolgendosi sempre al Medico se la superficie ustionata è piuttosto estesa o se dovessero comparire eventuali vescichette.

Termino perché ho l'impressione di essermi dilungato un po' troppo, anche se lo richiedeva una seria trattazione dell'argomento e il desiderio di darvi, care amiche, le necessarie direttive perché impariate ad abbronzarvi senza rischi e senza diventare rosse come aragoste, finendo poi con l'avventarvi sul primo malcapitato che vi dovesse casualmente sfiorare la schiena.

Voglio solo aggiungere, come conclusione, che se i raggi solari, di cui abbiamo parlato, giungono a contatto delle pelle in quantità superiore alle possibilità della difesa naturale, si possono avere effetti nocivi su di un particolare costituente cutaneo, l'elastina, i quali provocano un processo chiamato, appunto, "elastosi", a causa del quale la pelle si fa più spessa,vi possono comparire rughe sempre più evidenti ed anche, talora, delle macchie ipercromiche, specie sul viso e al dorso delle mani.Questo tipo di danno preferisce i soggetti giovani( 20 -30 anni ) ed è perciò fondamentale, per evitarlo, una diagnosi precoce del fenomeno onde provvedere a combatterlo attraverso "bagni di sole" meno prolungati e l'uso appropriato di filtri ad alto potere assorbente.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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