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Tatuaggi e piercing

La pratica del tatuaggio, particolarmente diffusa in questi ultimi anni, rappresenta un problema che non può non riguardare il medico, oltre che l'antropologo, il sociologo ed in genere gli studiosi del costume e dei vari comportamenti umani. Il fenomeno che risale ai primordi del genere umano (qualcuno lo fa addirittura rimontare al periodo neolitico) non è più limitato a certe civiltà primitive, ma si sta diffondendo, come è a tutti noto, alle popolazioni più civili ed anche alle classi sociali sinora immuni da tale pratica comportamentale. Non solo, ma il tatuaggio (ed anche il piercing ed il branding) vanno assumendo aspetti, sviluppi e connotazioni nuove rispetto a quelle del passato più o meno remoto.

Vediamo ora di spiegarci meglio con le nostre lettrici e di inquadrare il fenomeno nel modo più semplice e chiaro. Cominciamo con lo stabilire innanzitutto che cosa si debba intendere per tatuaggio in senso lato. Si indica con tale termine una modificazione artificiale del tessuto cutaneo che si manifesta con due principali varianti, a seconda che tale mutazione o alterazione sia ottenuta per mezzo di cicatrici o per puntura con l'introduzione nello spessore della pelle di sostanze colorate, generalmente di origine vegetale.

Nelle epoche passate tale pratica era soprattutto seguita presso molte popolazioni di cultura inferiore ed aveva per lo più vari significati che potremmo indicare in generale come religiosi, magici, folcloristici o, anche, di semplice abbellimento corporeo. Ma non ci possiamo soffermare su questi aspetti etnografici del tatuaggio, peraltro molto interessanti, e ci vorremmo limitare ad alcune considerazioni riguardanti alcuni aspetti particolari del fenomeno quale si ripresenta ai nostri giorni.

Il "revival" di tale pratica, che oggi si osserva un pò dappertutto, concerne sia alcune caratteristiche del tatuaggio tradizionale, sia il "superamento" dello stesso e del "piercing" con la provocazione sulla pelle di "cicatrici artistiche" ottenibili con il marchio a fuoco del tessuto cutaneo (branding) o con il risultato di scarificazioni dovute all'azione del bisturi.

La moda di queste nuove tecniche, in notevole espansione, rappresenta anche un "superamento" di quella che negli anni '70 era chiamata la "body art" ed è giunta, come dicevamo, agli estremi del cosiddetto " bacio di fuoco" che causa le cicatrici del famigerato "branding" e del quale non possiamo occuparci in questa occasione. Di quest'ultima tecnica diremo soltanto che è arrivata in Europa dalla California e si è diffusa soprattutto in Olanda, Germania ed Inghilterra.
Ma anche limitandoci a trattare del tatuaggio classico, dobbiamo osservare che esso si è ugualmente molto diffuso anche in Italia, al punto che si sta cercando di porvi rimedio ricorrendo a delle precise norme di legge (si veda la delibera in proposito emessa della Regione Lazio lo scorso anno) riguardanti le linee - guida di una vera e propria programmazione didattica formativa per gli esercenti l'attività di "tatuaggio e piercing". Evidentemente la grande richiesta di mercato ha fatto sì che sorgessero centri per il tatuaggio un pò dappertutto, senza che venissero rispettate tutte le norme igieniche previste e pertanto con il pericolo di gravi rischi per la salute degli sprovveduti utenti.

A conclusione di questa nota vogliamo ricordare alcune patologie che sono correlate al tatuaggio ed al piercing, al fine di mettere in guardia giovani e adulti sui pericoli che può comportare tale moda dilagante. E' appena necessario ricordare che, oltre a reazioni allergiche, casi di infezione possono essere provocati da tatuaggi eseguiti con strumenti non correttamente sterilizzati e che numerosi rischi si associano ugualmente al piercing (specie quello facciale e della lingua) ed alle scarificazioni cutanee. Sono descritti, ad esempio, casi di endocardite batterica subacuta, di epatite B, C, D e G, oltre all'AIDS e ad alcune malattie infettive del tessuto connettivo.

Con il piercing orofaciale sono segnalati inoltre sanguinamenti, aspirazione di materiali nelle vie respiratorie e danni all'apparato dentario.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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