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Come smettere di fumare

E' appena necessario ricordare che riuscire a smettere di fumare rappresenta un grande vantaggio per la salute e, di conseguenza, influisce positivamente sulla durata delle vita.

Non sono soltanto impressioni cliniche, ma certezze documentate da studi statistici significativi, i cui dati non possono più essere messi in dubbio e sono, pertanto, accettati dagli studiosi di ogni parte del mondo. I nostri vecchi, che qualche cosa, a questo proposito, avevano già intuito, sconsigliavano infatti il fumo di sigaretta e consigliavano l'uso della pipa in alternativa, come pratica molto meno pericolosa. " Se vuoi vivere cent'anni - sentenziavano -, pipa di creta e bocchino di canna". E sbagliavano, naturalmente, perché si sa oggi che per le neoplasie del cavo orale e del faringe, almeno, non c'è una differenza sostanziale d'incidenza tra i fumatori dell'uno o dell'altro tipo.

Ma vediamo, brevemente, cosa dicono le statistiche italiane, a questo proposito. Su quasi 600.000 decessi annui complessivi, che si registrano nella nostra nazione, il 16% è causato dall' uso del tabacco in generale.

Non solo, ma se esaminiamo le differenze, nella durata della vita, tra fumatori e non, dobbiamo rilevare che i fumatori abitudinari vivono in media quindici anni di vita in meno rispetto a coloro che non fumano. La riduzione della spettanza di vita tra i fumatori è ampiamente dimostrata, in molti studi, anche per i fumatori di parecchi altri paesi, non solo, ma è stato anche dimostrato che il fumo può causare direttamente la morte, come fattore principale, nella gran parte delle bronchiti croniche e di molte malattie cardiovascolari. Inoltre, a completamento di quanto abbiamo già detto, possiamo affermare che il tabagismo cronico può essere ritenuto responsabile di quasi un terzo di tutte le morti causate da tumore, indipendentemente dalla sua sede di insorgenza.Una notizia confortante non possiamo negarla a chi ci legge, anche se per le nostre lettrici in particolare non è forse molto incoraggiante. Ci riferiamo alla diminuzione nel consumo di sigarette riscontrata in Italia tra i fumatori maschi negli ultimi quattro lustri, forse per una presa di coscienza dei gravi rischi per la salute, ma non evidenziata parimenti nelle donne che, se mai, hanno addirittura aumentato la loro inclinazione al fumo di sigaretta.

Non andiamo oltre su questo tema ( avendo già trattato, in due occasioni, l'argomento: vedi archivio della rubrica "Salute" ) e prendiamo in considerazione soprattutto l'importanza che riveste, per la salute dei soggetti dipendenti, l'abbandono definitivo del fumo. Ma come si può raggiungere un tale benefico risultato? Sono stati proposti molti metodi che utilizzano approcci diversi : dalla terapia di gruppo, all'ipnosi, all' uso di farmaci….sino ad arrivare all'agopuntura. Sono state dettate anche delle linee-guida per il medico che, spesso, in occasione di alcuni eventi morbosi,sfruttando anche certe particolari situazioni, si viene a trovare nelle migliori condizioni per aiutare il suo paziente che è dipendente dalla nicotina.

Tanto per fare un esempio potremmo ricordare, a questo proposito, che alcuni cardiologi, molto opportunamente, sfruttano il periodo di permanenza del fumatore in Unità Coronarica ( per un infarto, di solito ) per imporgli energicamente l'abbandono del fumo, favoriti dalla drammacità del momento che permette spesso risultati per lo più definitivi, Non va comunque dimenticato che i dati statistici provano che l'80% di coloro che hanno smesso di fumare, ha raggiunto lo scopo unicamente con le proprie forze, senza alcun aiuto né da parte del medico né di altri. La riprova della verità di quanto affermiamo è data da sei milioni di ex fumatori che in gran parte hanno smesso di fumare grazie semplicemente alla loro fermezza ed alla forza di volontà.

Ma ci sembra di sentire un coro di obiezioni da parte di coloro, anch'essi numerosi, che non ce l' hanno fatta. Ed ecco, quindi, i consigli che possiamo dare a queste persone ancora dipendenti dal fumo. Innannzi tutto deve essere chiaro che lo smettere di fumare è un processo correlato ad assuefazioni fisiche e psichiche, il quale deve condurre al superamento di un comportamento di dipendenza.

Il medico, oltre all'intervento "psicoterapeutico" diretto, se così possiamo chiamarlo e di cui abbiamo appena fatto cenno, dispone della terapia sostitutiva con nicotina. E' questo il primo aiuto, diciamo farmacologico, e si basa sui più comuni rimedi a base, appunto, di nicotina. Si tratta di presidi ormai noti che comprendono le gomme da masticare, i cerotti transdermici e gli spray nasali, in grado di attenuare ed anche di impedire la comparsa dei sintomi di astinenza fisica dalla nicotina. Questi prodotti sono acquistabili senza ricetta nelle farmacie.Tanto la gomma che i cerotti e gli spray aumentano il numero dei casi di abbandono del fumo, specie se impiegati assieme agli altri tipi di intervento. Naturalmente dovrebbero essere conosciuti, da coloro che tentano di smettere, indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali di questi prodotti. A questo intervento educazionale deve provvedere sempre il medico, al quale spetta anche di sviluppare strategie pratiche per evitare le ricadute, discutere con il paziente metodi alternativi per facilitare l'abbandono e curare le visite di consulenza durante il follow - up.

Inoltre dovrebbe essere disponibile anche in Europa, o comunque prossimo ad essere commercializzato, il bupropione, un farmaco antidepressivo ( che nulla ha a che fare con la nicotina ) usato da molti anni negli Stati Uniti., anche per aiutare a smettere di fumare. Come tutti questi farmaci ha diversi effetti collaterali e deve, pertanto, essere prescritto sempre dal medico, a cui spetta anche di controllare il paziente durante il trattamento.

Concludiamo ribadendo che la sospensione del fumo dà luogo a vantaggi sia sul piano fisico che psicologico ( oltre a quello economico, che non è poi trascurabile ). Possiamo fare alcuni esempi. A solo un anno dall'abbandono del fumo si può dimostrare già una riduzione del rischio di essere colpiti da infarto miocardico , la funzionalità polmonare non migliora, ma declina molto più lentamente, dopo la sospensione, e, come abbiamo già detto, viene ridotta soprattutto la probabilità di ammalare di certe neoplasie dipendenti dal tabacco, oltre che di alcuni quadri di patologia cerebrovascolare.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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