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Il singhiozzo Questo comunissimo disturbo è dovuto ad una rapida contrazione del diaframma, involontaria come è noto, con la contemporanea chiusura della glottide e successivo brusco atto inspiratorio. A questa che potrebbe essere una definizione un po' semplicistica di quello che è detto anche singulto, con termine più letterario, dovremmo aggiungere anche la transitorietà del fenomeno e, generalmente, la mancanza di un significato patologico.

Ed inoltre dovremmo menzionare anche il caratteristico rumore determinato dalla repentina inspirazione a glottide chiusa, che in gran parte lo caratterizza immediatamente, meglio di ogni descrizione più o meno scientifica.

Il più delle volte, quindi, è scatenato da una irritazione del diaframma che può dipendere dalla distensione gastrica determinata dalla rapida o eccessiva ingestione di cibo e liquidi, però non dobbiamo dimenticare che il singhiozzo, in carti casi, può essere anche la spia di una malattia organica, spesso di una patologia peritoneale, pleuropolmonare o del cardias, senza escludere la possibilità che sia di origine centrale, come può avvenire nel corso di una encefalite. Raramente può risultare anche di origine psicogena.

Il sighiozzo comune, quello che compare occasionalmente e che è generalmente transitorio, non necessita di terapia alcuna e tutt'al più si può tentare di bloccarlo con semplici manovre, alcune così vecchie che si perdono nella notte dei tempi. Ricordiamo la manovra di Valsalva (espirazione violenta a glottide chiusa dopo una profonda inspirazioine) , l'ingestione di bevande fredde (meglio se gasate) o di una zolletta di zucchero, oppure l'accorgimento di trattenere il più possibile il respiro, di tirare fuori la lingua, di fare ingerire ai lattanti un cucchaino di succo di limone, ecc…

Evidentemente dobbiamo dare ragione a Charles Mayo che già molti anni fa (ma anche oggi le cose non sono molto diverse) ebbe modo di dire che "le conoscenze su questo argomento sono inversamente proporzionali al numero dei trattamenti proposti".
Se il singhiozzo è protratto e si prolunga nel tempo, talvolta accade, si tenta innanzi tutto di bloccare la crisi con l'iniezione endovena di due fiale di metoclopramide (Plasil), eventualmente ripetute, oppure con procaina in fleboclisi glucosata , clorpromazina intramuscolo, xilocaina oleosa per bocca ed altri presidi vari. Una manovra semplice che può dare buoni risultati in una discreta quantità di casi consiste nella stimolazione del faringe con un catetere introdotto per via nasale.

Alcuni Autori, in recenti pubblicazioni, si sono occupati dell'aspetto preventivo del singhiozzo, specie se protratto, la cui profilassi prevederebbe la ricerca e la rimozione di alcune cause, quali l'alcol, il fumo, lo stress, le docce fredde, le bibite ghiacciate e tutti i vari motivi di distensione gastrica. Paradossalmente questi due ultimi fattori di rischio coincidono proprio con i sussidi proposti da altri per il trattamento del singhiozzo stesso..

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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