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La rosolia congenita

Vorremmo parlare di questa forma clinica della rosolia ( anzi riparlarne ), perchè il picco di maggiore incidenza di tale malattia esantematica si verifica appunto tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Non solo, ma anche perchè numerosi messaggi, pervenutici dalle lettrici, ci spingono a trattare più a fondo questo particolare aspetto della malattia rubeolica, il quale preoccupa giustamente molte donne gravide e merita, perciò, di essere affrontato e sviluppato soprattutto in questa direzione.

Premettiamo soltanto una breve definizione della rosolia per non rimandare chi ci legge all'archivio della sezione pediatrica, dove l'articolo è reperibile per esteso. Ebbene cos'è allora la rosolia? E' una malattia virale di tipo esantematico ( con eruzioni cutanee, cioè ), ad andamento generalmente benigno, salvo quando si presenta , appunto, in una donna nei primi mesi di gravidanza, allorchè esiste il rischio che il feto possa sviluppare, appunto, la rosolia congenita, una patologia seria che può condurre il nascituro all'embriopatia rubeolica, con lesioni oculari, uditive e cardiache.

E' evidente, pertanto, che lo scopo dei programmi attuali di immunizzazione contro la rosolia non è tanto la profilassi della rosolia in sè, ma la prevenzione, piuttosto, della sindrome della rosolia congenita o connatale. Ciò non esclude l'utilità delle campagne di vaccinazione, comprendenti anche gli adolescenti, i giovani adulti ed il personale ospedaliero suscettibile, che si propongono lo scopo di debellare completamente, nel corso di qualche anno, il problema della rosolia nel nostro ed in molti altri paesi. Nel frattempo, finchè il virus continua ad essere in circolazione, a farne le spese possono essere soprattutto le donne in età fertile, ricettive per non avere contratto la malattia in precedenza o per avere trascurato di vaccinarsi prima di una gravidanza.

Noi vorremmo che tutte le giovani donne che ci leggono imparassero a prevenire la rosolia congenita ( che non si può assolutamente curare) e, per ottenere questo, non dimenticassero di prendere in tempo le necessarie precauzioni.

Innanzitutto le bambine che non abbiano avuto la rosolia prima della pubertà devono assolutamente essere vaccinate, come del resto anche le donne adulte, in età fertile, che non ricordino di avere avuto la malattia. Nei casi dubbi in cui non si sa se la paziente abbia contratto o no, in passato, la rosolia o, anche, se la stessa non ricorda di avere praticato la vaccinazione, conviene sempre fare una vaccinazione di "richiamo" che non provoca generalmente alcun disturbo. Le uniche controindicazioni sono la gravidanza ( anche se la teratogenicità dei vaccini vivi antirosolia è oggi discussa ), l'allergia alla neomicina ( se contenuta nel vaccino) ed il caso dei pazienti immunocompromessi che non possono essere immunizzati con il vaccino "a virus vivo". Prima del concepimento, infine, è sempre raccomandabile eseguire il "rubeotest" per la valutazione della eventuale presenza ( o assenza ) di titoli anticorpali per la rosolia.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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