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L'osteoartrosi

E' di comune riscontro, nella vita di ogni giorno, la constatazione che il tale o il talaltro si trovi a soffrire di "reumatismi". In realtà con questa espressione si sogliono indicare numerose patologie, spesso molto diverse fra di loro, ma che hanno però in comune la caratteristica di interessare in modo prevalentemente le articolazioni.

Con qualche eccezione, però, non del tutto trascurabile, rappresentata per lo più dai cosiddetti "reumatismi extra - articolari" che colpiscono strutture diverse come i muscoli, le guaine ed altre "parti molli" quali i legamenti, le borse e i tendini.

Resta comunque il fatto che nella coscienza popolare ci si riferisce generalmente ai cosiddetti "dolori reumatici" per indicare una patologia solitamente dolorosa, che di frequente cambia anche sede ( dal greco antico "reo", scorrere ) e risente del clima freddo ed umido che sarebbe in grado di farla peggiorare. Non solo, ma qualcuno addirittura sostiene, anche tra i medici, che il malato reumatico, per questa sua caratteristica, avrebbe spesso la facoltà di prevedere i cambiamenti del tempo.
Ma se vogliamo porre qualche punto fermo in questo gruppo eterogeneo e numeroso di affezioni, dobbiamo prendere atto, per prima cosa, che la grande maggioranza di coloro che si rivolgono al medico lamentando "dolori reumatici", in realtà soffre di artrosi, che da sola comprende i due terzi di tutte le forme morbose che costituiscono il gruppo di tutta la patologia reumatica.

Per tale motivo, in questa nota medica, intendiamo occuparci brevemente di questa diffusa malattia delle articolazioni ( anca, ginocchio, colonna vertebrale ed articolazioni interfalangee) che colpisce generalmente l'età matura e che rappresenta anche un problema al femminile per il fatto che le donne mature ammalano tre volte più frequentemente degli uomini. E' una malattia, inoltre, che essendo molto spesso invalidante, ha un notevole costo sociale e dovrebbe pertanto essere meglio conosciuta, agli effetti anche di una migliore prevenzione.

Volendo quindi darne una definizione chiara e semplice, come è sempre bene fare nella divulgazione medica, potremmo dire che l'artrosi, o anche osteoartrosi, è una malattia articolare degenerativa e costituisce la più comune reumoartropatia dell'uomo, la quale rappresenta il risultato di un'alterazione regressiva a carico delle articolazioni provviste di membrana sinoviale ( o diartrosi ).

Ma cerchiamo ora di vedere cosa succede nell'articolazione colpita dalla malattia artrosica. Cercando di essere semplici e comprensibili possiamo dire che l'evento patologico fondamentale è rappresentato da un fenomeno o processo degenerativo che colpisce la cartilagine che riveste la superficie dei capi articolari. Il tessuto cartilagineo in questione si assottiglia, viene attraversato da solchi o "fissurazioni" e vi compaiono anche delle lesioni di tipo abrasivo, andando in definitiva incontro ad una progressiva distruzione. In questo modo possono svilupparsi delle profonde ulcere cartilaginee interessanti l'osso sottostante, che può assumere l'aspetto dell'avorio ( e per questo si parla, in questi casi, di eburneizzazione ).
Su tale processo atrofico - degenerativo si sovrappone poi l'azione di particolari cellule del sistema immunitario che causano una infiammazione con ulteriore danno del tessuto stesso. Si arriva così, alla fine, ad una completa scomparsa della cartilagine articolare che lascia scoperto il tessuto osseo sottostante, il quale si fa più compatto, come abbiamo visto, e produce delle escrescenze (osteofiti ) che deformano l'articolazione e contribuiscono a renderla dolorosa.

Le altre cause della sintomatologia dolorosa che affligge il paziente artrosico vanno ricercate nelle frequenti microfratture ossee, nella sinovite concomitante e nella distensione legamentosa ( stiramento ) e capsulare. Oltre all'età ed al sesso femminile vanno ricordati, tra i fattori favorenti dell'artrosi, anche l'obesità ( che causa l'artrosi da carico ), il superlavoro di certe articolazioni ( come in alcuni sport professionali ) ed anche una certa predisposizione ereditaria.

Per chi soffre di artrosi ( ma soprattutto di artrite ) la qualità della vita dipende in grande misura dall'uso appropriato dei farmaci che sono in grado di ridurre l'infiammazione e di alleviare il dolore. Nel caso dell'artrosi si usano oggi i nuovi antinfiammatori ( meno tossici per lo stomaco ) e, nei casi più gravi, si ricorre con buoni risultati alla chirurgia ortopedica che provvede alla sostituzione articolare ( anca e ginocchio ) con un apparecchio protesico. La terapia chirurgica sostitutiva ( artroplastica totale) deve quindi essere limitata ai casi con osteoartrosi severa, nei quali anche le misure farmacologiche più attive hanno fallito.Tecniche chirurgiche più conservative, da usare nelle forme meno avanzate della malattia, sono l'osteotomia e gli interventi atroscopici.

Qualche parziale sollievo, come è noto, può essere ottenuto anche dalla ginnastica medica, dalla massoterapia, dalle cure termali, dalla terapia fisica e dalla chinesiterapia.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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