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L'obesità giovanile

Volendo definire l'obesità in generale potremmo, per essere subito capiti da tutti i lettori, usare l'espressione semplificata di eccesso ponderale (da accumulo di adipe) rispetto ai valori del peso fisiologico considerato normale in rapporto alla costituzione individuale.

Il difficile è stabilire l'entità del peso ideale, per ottenere la misura del quale sono state adoperate moltissime formule, nel tempo, dai diversi studiosi che se ne sono occupati. Ne accenneremo più avanti, parlando degli standard di normalità nel primo periodo della vita.

L'obesità giovanile rappresenta un importante problema sanitario che interferisce precocemente sulla salute e può disturbare in modo serio lo sviluppo e l'accrescimento del bambino e dell'adolescente. Sappiamo di rivolgerci ad un pubblico di lettrici che è rappresentato da giovani ragazze ed anche da donne meno giovani che, per essere madri, sono interessate anche in tale veste a questa malattia che ha cominciato a colpire, con notevole frequenza, proprio l'infanzia.

E' stato stabilito, inoltre, che quasi la metà dei bambini obesi non guarisce con l'accrescimento, come comunemente si crede, ma rimangono in sovrappeso anche nei periodi di età successivi, nell'adolescenza per esempio. E' stato recentemente provato, infine, che il 70% dei teen-agers obesi resta tale anche nell'età adulta.

Se pensiamo che la percentuale di bambini con un peso superiore agli standard di normalità è aumentata di oltre il 40% negli ultimi anni, dobbiamo preoccuparci tutti, non soltanto noi medici, per una condizione morbosa che rappresenta un pericoloso fattore di rischio per numerose malattie dell'età matura quali l'ipertensione, il diabete, l'artrosi ed altre, non meno importanti, che non possiamo elencare in questa sede.

I PRIMI SEGNI
Ma come si fa a stabilire con sicurezza che un bambino presenta un accumulo di tessuto adiposo di tale entità da configurare una situazione patologica? Non è facile, specie sotto i tre anni, operare una discriminazione precisa tra normalità e "malattia" e si deve ricorrere a tabelle che riportano il peso medio per età e statura, in quanto non si dispone nella comune pratica clinica di criteri standard sicuramente attendibili per tale periodo della vita.

Quasi tutti i pediatri (e pensiamo anche il vostro) si basano saggiamente sulla loro esperienza e fanno diagnosi di obesità essenziale nel piccolo bambino valutando soprattutto l'aspetto generale piuttosto che il solo aumento ponderale che può dipendere anche da fattori di altra natura.

Possiamo aggiungere comunque che, oltre ad alcuni metodi strumentali usati quasi esclusivamente nella ricerca clinica, vengono comunemente impiegati nella pratica medica due semplici procedimenti per valutare la quantità di massa grassa in eccesso nei soggetti con adiposità patologica. Uno di questi è rappresentato dalla plicometria (misurazione dello spessore delle pliche cutanee) e l'altro dal notissimo Indice di Massa Corporea (BMI), metodiche che hanno permesso di ottenere alcune importanti rilevazioni statistiche, pur denotando notevoli limiti proprio nei soggetti giovani.

Si è visto, con tali tecniche, che il 20% degli adolescenti americani è chiaramente obeso, mentre in Italia la prevalenza media dell'obesità tra gli adolescenti raggiunge il 12%, dato inferiore ma non meno allarmante, quale del resto si può riscontrare negli altri paesi europei.

Un dato da sottolineare: nelle femmine l'obesità insorge circa due anni prima rispetto ai maschi.

LE CAUSE
Non ci possiamo soffermare sui fattori causali dell'obesità giovanile, che costituiscono un campo di studi vastissimo, e ci limitiamo pertanto a ricordare (nell'obesità essenziale, non secondaria ad altre malattie) l'importanza dei fattori genetici e familiari, di quelli dietetici, naturalmente, di alcuni fattori ambientali (sedentarietà) ed il valore di alcuni determinanti psicologici.

LA TERAPIA
Il trattamento dell'obesità giovanile è obbligatorio oltre certi livelli (che non è sempre facile stabilire con sicurezza) e dopo avere escluso cause acquisite di obesità secondaria ( esami funzionali di alcune ghiandole a secrezione interna).

L'obesità primitiva del giovane può trarre giovamento da alcune restrizioni alimentari individualizzate (non sempre facili da rispettare), dall'esercizio fisico regolare e dal supporto psicologico continuo da parte dei genitori che è spesso fondamentale.

Nell'obesità giovanile non è impiegata una terapia farmacologica e rarissime sono le indicazioni chirurgiche.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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