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Malanni di stagione

Se vogliamo tenere lontani, il più possibile, i classici malanni di questo periodo dell'anno, dobbiamo mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per difendere il nostro organismo da tutte le cause morbose che sono in agguato.E non è facile.Infatti questa è la stagione dei raffreddori e dell'influenza, oltre che di numerose altre virosi, o infezioni da virus, che spesso preparano la strada alle infezioni batteriche delle vie respiratorie.

Ma è soprattutto dell'influenza che ci dobbiamo preoccupare, soprattutto se le nostre difese immunitarie sono compromesse, come avviene nei soggetti anziani ed anche nei bambini piccoli che, per varie patologie concomitanti, siano più predisposti al contagio.
L'influenza non deve essere considerata una malattia trascurabile, quale ad esempio potrebbe essere un semplice raffreddore e quindi da "prendere sottogamba" come si potrebbe fare con una patologia minore.
In certi casi ed in soggetti particolari può rappresentare infatti un'evenienza morbosa molto importante.

Intanto premettiamo subito che, tra tutte le malattie infettive, l'influenza si pone in Italia al terzo posto come causa di morte e deve, quindi, essere sempre curata in modo appropriato o, meglio ancora, prevenuta con tutti gli accorgimenti possibili offerti dalle moderne conoscenze mediche.

Particolarmente a rischio sono da considerare, come è noto, i soggetti anziani in generale e coloro che sono affetti da gravi malattie croniche, come le affezioni cardiache e respiratorie, alcune importanti malattie renali, certe malattie ematologiche, il diabete ed i tumori.L'età deve comunque essere sempre considerata un fattore di rischio molto importante, se teniamo conto che quasi tutti i casi di morte imputabili all'influenza si registrano in soggetti ultrasessantacinquenni.

Un breve accenno merita di essere fatto sulla clinica di tale malattia che, com'è noto, si trasmette direttamente da una persona all'altra attraverso le goccioline che rimangono sospese nell'aria, a causa della tosse e degli starnuti di chi ne è infetto.Il quadro sintomatologico si manifesta circa 3 giorni dopo il contatto con il virus, ma la contagiosità è presente già prima che compaiano i sintomi ( 24 ore prima ) e dura poi per altri 3 - 4 giorni.

I sintomi sono ultranoti e sono costituiti da cefalea, tosse, febbre, dolori muscolari e delle articolazioni e da un senso di astenia profonda. La complicazione più frequente ( e pericolosa ) è la polmonite che compare di solito quando il paziente sembra stia migliorando e si manifesta con una ripresa della febbre, della tosse e con presenza di un escreato giallastro.
Come ci si protegge da questa malattia, ovverossia come si previene l'influenza? Semplicemente vaccinandosi ogni anno all'inizio dell'autunno, senza avere timore delle reazioni avverse ( molto rare ) e di altre imprevedibili conseguenze.
Una di queste è la grave allergia all'uovo per il semplice motivo che questo si trova sempre contenuto, in minime quantità, nel vaccino e può quindi dare delle reazioni indesiderate. Qualche volta accade che l'influenza si manifesti nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione, motivo per cui qualcuno può erroneamente ritenere che sia magari lo stesso vaccino a causare l'influenza stessa.

Tranquillizziamo subito le lettrici dicendo loro che il vaccino in questione non può assolutamente causare mai la malattia, dal momento che non contiene nemmeno il virus intero, ma soltanto alcune parti di esso. Accade invece talvolta che il vaccinato ( specie quando aspetta troppo a vaccinarsi ) si ammali prima che il vaccino stesso abbia avuto il tempo di fare il suo effetto. La protezione contro la malattia, infatti, non si instaura prima di 7 - 14 giorni dalla data della vaccinazione.Anche se siamo ormai un pò avanti nella stagione, si può ancora vaccinarsi. Qualche modesto e transitorio effetto secondario è rappresentato, talvolta, da un po' di febbricola e da un certo senso di debolezza. Più frequente è un po' di arrossamento nel punto dell'iniezione, osservabile specialmente nei bambini che si vaccinano per la prima volta.

Ma a chi è consigliata la vaccinazione? Abbiamo già detto degli anziani, dei malati cronici e dei diabetici. Ricordiamo anche i bambini che abbiano più di 6 mesi di vita e soffrano di problemi respiratori, il personale sanitario che è a contatto con pazienti critici a cui può trasmettere il virus, coloro che vivono in comunità e quelli che sono ospiti delle case di riposo.

Oltre alla vaccinazione si raccomanda anche di mettere sempre in atto un'efficace prevenzione limitando le possibilità di contagio, e cioè coprendosi a sufficienza, alimentandosi in modo adeguato e, soprattutto, evitando di stare a contatto di chi è già stato colpito dall'influenza o da altra patologia contagiosa.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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