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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Macchie da sole In questa eccezionalmente torrida estate, numerosi sono i messaggi, le lettere ( e perfino le chiamate telefoniche) che ci interpellano sulle cosiddette "macchie solari" ( che nulla hanno però di astronomico), vale a dire su quelle discromie della pelle, piuttosto scure ( ed antiestetiche) dovute ad una sovrapproduzione di melanina e che non vanno affatto confuse con le macchie da fotosensibilizzazione, riferibili a certe sostanze contenute nelle creme ( o latti ) per la protezione solare. In altre parole, quando la melanina non ci è amica, se cioè non si comporta come dovrebbe, la risposta può essere la comparsa di tali macchie indesiderate. Riceviamo spesso messaggi dalle nostre lettrici che lamentano la comparsa di discromie cutanee, specie in questa stagione in cui l'esposizione al sole è più frequente, e ci chiedono delucidazioni sulle cause di tali inestetismi ( macchie brune ) e sui metodi del loro trattamento. Alcune hanno anche interpellato il loro medico, quando addirittura non hanno già consultato il dermatologo, e ci parlano, con una certa competenza, di iperpigmentazione, di "pillola" e di sostanze fotosensibilizzanti contenute nei profumi. Abbiamo anche letto in passato, su Margherita.net, una interessante,
breve nota su questo argomento di Charlotte Mesman che occupandosi,
appunto, di alcuni effetti collaterali degli anticoncezionali, usa giustamente
il termine "cloasma".per indicare tale inestetica pigmentazione
del volto. Iniziamo con un breve accenno etimologico e ricordiamo che "cloasma" deriva dal greco e, letteralmente, vuole significare "colore verde o giallastro", anche se in genere il termine viene usato per indicare le alterazioni pigmentarie della cute che si presentano sotto forma di chiazze brunastre, localizzate elettivamente al volto, specie nelle donne gravide o con disturbi della funzione ovarica. I vecchi ginecologi ( e dermatologi ), ovviamente, non conoscevano le "macchie brune" da anticoncezionali, ma, in compenso, conoscevano molto bene il "cloasma periorale delle vergini", detto anche eritrosi pigmentata peribuccale, affezione oggi quasi del tutto scomparsa ( e dimenticata ), non sappiamo se per una variazione epidemiologica o per la minore frequenza di giovani donne con i requisiti predisponenti. Piuttosto frequente è rimasto invece il cloasma gravidico (o melasma) che insorge appunto nel corso della gravidanza e rappresenta ancora la forma clinica più conosciuta di questo tipo di affezioni discromiche. Si presenta con chiazze più o meno intensamente brunicce che interessano il viso e particolarmente le guance, la fronte ed il labbro superiore, scompare generalmente dopo il parto ( ma può durare ancora due o tre mesi ), anche se talvolta può persistere più a lungo e andare incontro ad una intensificazione nella stagione estiva ( meritando in questo caso la nuova denominazione di "cloasma attinico"). Non va sottaciuta un'altra forma di iperpigmentazione, detta melanosi
di Riehl, che si manifesta sulla superficie laterale del volto ( ed
anche in corrispondenza del collo ) per l'azione di particolari sostanze
fotosensibilizzanti contenute in certi profumi, che di solito vengono
applicati appunto in quelle particolari regioni, e molto spesso dietro
i padiglioni auricolari, come ben sanno le nostre lettrici. Ma mentre le discromie da profumi possono interessare direttamente
le donne di qualsiasi età ( e non solo le donne giovani ), il
cloasma causato dall'assunzione di contraccettivi orali, come quello
gravidico, riguarda naturalmente solo le donne in età fertile
e, pertanto, l'argomento meriterebbe di essere trattato in modo esauriente,
anche se sintetico, perché sicuramente di grande interesse per
la maggior parte delle nostre lettrici. Ne facciamo qui un accenno,
ripromettendoci di tornare sull'argomento in uno dei prossimi articoli,
che dedicheremo esclusivamente a questo particolare settore. Per concludere facciamo un breve accenno alla terapia, che potrà
essere eziologica ( sospensione dei contraccettivi orali , terapia antibiotica
in caso di metrite o salpingite, chirurgica nell'evenienza di un fibroma,
ecc…). Scarsi risultati hanno le terapie sistemiche generali (
vitamine, sedativi…), mentre certe terapie topiche ( idrochinone,
acido azelaico, corticosteroidi…), che vengono da Alcuni consigliate,
dovrebbero essere usate sempre con molta prudenza e sotto controllo
specialistico. Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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