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La liposuzione si aggiorna

Abbiamo già trattato più volte di questo argomento, sulle pagine di Margherita.net, ma pensiamo sia il caso di ritornare sul tema per comunicare alle nostre lettrici alcune novità in questo importante settore della chirurgia estetica. La liposuzione, è noto, deve considerarsi senz'altro come l'intervento più richiesto in questo campo, nel quale operano due categorie di specialisti: i chirurghi plastici ed i dermo-chirurghi, che talvolta preferiscono usare tecniche e metodiche diverse. Ne accenneremo in seguito.

Ma quali sono le effettive indicazioni di tale tecnica operatoria, usata nelle diverse varianti che comprendono la liposuzione tradizionale ( attuata con quattro diverse metodiche ), quelle che si avvalgono degli ultrasuoni e la tecnica che utilizza gli effetti del laser.Non tratteremo di queste due ultime modalità a cui si attribuiscono generalmente risultati inferiori e sono pertanto meno utilizzate nel mondo scientifico. Nella pratica clinica i nuovi sistemi di liposuzione tradizionale vengono usati, infatti, sempre con maggiore frequenza per eliminare adiposità localizzate che interessano i glutei, le cosce, l'addome, i fianchi, ma anche la regione sottomentoniera e le ascelle. Naturalmente le donne sono le pazienti più numerose, ma anche gli interventi sugli uomini sono andati ultimamente aumentando, al punto da raggiungere quasi il 15% dei casi complessivi trattati con tali procedure chirurgiche.

In sostanza il grasso sottocutaneo viene asportato per mezzo di particolari cannule, dotate anche di fori laterali, che vengono introdotte sottocute ed attraverso le quali si esercita una forte aspirazione che, nei primi tempi, causava sempre una notevole emorragia , evenienza questa che poteva addirittura rendere necessario il ricorso alle emotrasfusioni.A questo inconveniente si è ovviato, in questi ultimi anni, provvedendo ad infondere nei tessuti, in precedenza, molti liquidi, in associazione ad un anestetico locale e ad un noto vasocostrittore, il cui compito è quello di provocare, appunto, una vasocostrizione che riduca il sanguinamento. Le tecniche usate, come abbiamo detto, sono praticamente tre perchè la cosiddetta procedura "secca", quella che si praticava all'inizio, senza una preventiva infiltrazione di liquidi, oggi è stata definitivamente abbandonata. Restano la tecnica "umida" che si pratica in anestesia locale o generale ( con infiltrazione di duecento centimetri cubi di liquido), la "super-umida" con introduzione di liquidi in quantità pari all'adipe che si vuole aspirare e, infine, la cosiddetta tecnica "tumescente" con la quale si inietta nel sottocutaneo molto più liquido del grasso che si vuole asportare. e per la quale è richiesta l'anestesia generale.

Abbiamo detto, in precedenza, che esistono differenze di vedute tra chirurghi plastici e dermo-chirurghi. Secondo i primi devono essere praticati in day-hospital solo i piccoli interventi in anestesia locale, mentre quelli maggiori dovrebbero essere sempre condotti in clinica e con anestesia generale. A giudizio dei secondi, i dermo-chirurghi, le adiposità circoscritte possono essere affrontate in anestesia locale, purchè in un ambulatorio attrezzato, mentre le lipoaspirazioni maggiori vanno sempre eseguite in regime di ricovero.
Ci preme insistere, in particolare, sulla necessità che non venga mai trascurata, da parte del medico, una accurata selezione dei pazienti che devono essere sottoposti ad un intervento di lipoaspirazione.

Il candidato ideale deve presentare aree importanti di lipodistrofia che non abbiano risposto al trattamento dietetico ed all'esercizio fisico, non deve essere eccessivamente obeso e dovrebbe anche conservare una buona elasticità cutanea o, meglio, una discreta tonicità cutaneo-fasciale superficiale. In questa sede ci siamo sempre occupati, anche in passato, delle indicazioni cosmetiche della lipoaspirazione, ma non dobbiamo dimenticare che con tale tecnica si trattano non soltanto gli inestetismi, ma anche patologie vere e proprie, come il linfedema, i lipomi e persino l'iperidrosi ascellare.Prima di concludere ci corre l'obbligo di ricordare che tale intervento non è sempre esente da rischi e comporta effetti indesiderati di gravità diversa che possono ascriversi all'anestesia, al tromboembolismo, all'anestesia, oltre ad una percentuale di cause che spesso restano sconosciute.

Ne consegue che anche nei casi che, a scelta dell'operatore, possono essere eseguiti in un ambulatorio adeguato, devono sempre essere a disposizione dei medici tutte le attrezzature necessarie e, soprattutto, deve essere sempre presente l'anestesista.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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