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Come e quando la pelle invecchia

Scriveva Jonathan Swift che "Ciascun uomo desidera vivere a lungo, ma nessuno desidera invecchiare". E tanto meno le donne, vorrei aggiungere, che più degli uomini si preoccupano di rimanere sempre giovani e belle e, quindi, oltre che dell'invecchiamento generale riguardante l'intero organismo, si danno pensiero in particolare della loro pelle e sono sempre molto attente a tutti gli accorgimenti ed alle cure che possono servire a mantenerla giovane il più a lungo possibile.

L'invecchiamento cutaneo, come del resto quello dell'organismo "in toto", è un fenomeno biologico geneticamente determinato (si parla in questo caso di invecchiamento o insenilimento fisiologico, detto anche biologico, o meglio, cronologico perché dovuto essenzialmente all'età) sul quale processo si sovrappongono e si inseriscono sempre numerosi agenti ambientali che provengono appunto dall'ecosistema nel quale l'essere umano è inserito e vive, vale a dire dal mondo esterno che tutti ci ospita. A dire il vero le conoscenze in proposito non sono state, sinora, molto approfondite e gli stessi gerontologi hanno una scarsa dimestichezza con l'argomento e dimostrano, tutto sommato, un modesto interesse per i peculiari problemi che lo riguardano, occupati di preferenza negli studi sull'invecchiamento degli altri organi ed apparati. Forse se ne occupano di più le riviste femminili che nella quasi totalità dei casi si avvalgono della collaborazione di consulenti ed esperti (medici dermatologi nella migliore delle ipotesi) che informano le lettrici sulle cause ed i pericoli che possono accelerare la senescenza cutanea e sui vari interventi di prevenzione. Ma per tornare all'argomento iniziale vogliamo in sostanza ribadire che le manifestazioni dell'invecchiamento in quest'organo specifico (l'apparato tegumentario) sono dovute all'età ed a fattori ambientali rappresentati in prevalenza dalla luce ultravioletta (fascia A), oltre ad altre cause accessorie come le infezioni (virali, batteriche e fungine) e l'inquinamento atmosferico, fattori causali che possono anch'essi contribuire, in misura minore, alla senescenza cutanea.

Si possono quindi distinguere un invecchiamento età-dipendente ed un fotoinvecchiamento dovuto agli ultravioletti (ma anche, sembra, alle radiazioni ionizzanti in generale) che da una parte accelerano l'invecchiamentio biologico e dall'altra causano alterazioni distinte e separate che interessano il tessuto elastico, il collageno e la matrice dermica, dando origine a quelle caratteristiche e note sembianze che costituiscono la "cute da marinaio" o " cute da contadino".

E' evidente che i due processi di senilizzazione cutanea si sovrappongono nelle parti del corpo esposte continuamente alla luce del giorno, mentre nelle parti solitamente coperte la pelle invecchia più fisiologicamente, venendo ridotta l'influenza del fotoinvecchiamento. "Dove non batte mai il sole", scusate l'espressione popolaresca, la pelle invecchia infatti più lentamente perché segue esclusivamente ritmi biologici, geneticamente determinati, e non subisce, o subisce molto meno, l'influenza delle radiazioni solari e di quelle ionizzanti, risentendo molto meno anche del danno da inquinamento atmosferico.

Si sa ormai con certezza che in entrambi i processi di invecchiamento cutaneo sono coinvolti anche i cosiddetti "radicali liberi", composti chimici molto attivi generati nei tessuti viventi dalle radiazioni solari e da altri agenti ambientali, oltre a formarsi con meccanismi del tutto diversi anche nel processo di invecchiamento fisiologico sia della cute che degli altri organi ed apparati.

Cosa sono i "radicali liberi"?
Si tratta di sottoprodotti chimici di provenienza diversa, in grado di danneggiare cellule, strutture biologiche varie, composti macromolecolari ed aggiungendo che nel nostro caso ci interessano in particolare, tra quelli, le forme cosiddette "libere" che derivano dal metabolismo ossidativo e che vengono coinvolte in entrambi i processi di invecchiamento più sopra esaminati.

Qualche consiglio pratico
Per concludere con qualche consiglio pratico vorremmo proporre alle nostre lettrici, visto che l'invecchiamento cutaneo è in buona parte dovuto al danno attinico una esposizione al sole che sia graduale e sempre controllata, oltre all'uso meticoloso dei vari "fotoprotettori" o filtri solari raccomandati per il diverso tipo di pelle di ciascuna. Si tratta di presidi certamente utili che vanno però, in qualche modo, a scapito di una bella ed invidiabile abbronzatura, alla quale non è sempre facile rinunciare al giorno d'oggi. L'unica vera alternativa, allo stato attuale delle conoscenze, sarebbe rappresentata dalla assunzione orale e dalla applicazione topica (molto discutibile quest'ultima) di sostanze "antiossidanti" al fine di ridurre al minimo le lesioni tessutali causate dai "radicali liberi" indotti dalla luce ultravioletta e di permettere un'abbronzatura completa senza conseguenze dannose.

Il ricorso a questi fattori protettivi che si oppongono al danno dei "radicali ossigenati", deve essere iniziata sino dall'età più giovane e continuata regolarmente nel corso degli anni. Non temiamo di esagerare rivolgendo alle nostre lettrici raccomandazioni così severe perché è indubbio che lo stress ossidativo cronico, caratteristico della vita odierna, è di molto accresciuto dalla eccessiva esposizione al sole e, forse, anche dall'inquinamento atmosferico che va assumendo proporzioni sempre maggiori un po' dappertutto.

Preoccupiamoci quindi di difendere la nostra pelle dall'invecchiamento precoce con una adeguata aggiunta alla dieta di "antiossidanti", dei quali sia stata scientificamente dimostrata l'efficacia protettiva, come il beta-carotene ed altri carotenoidi, le vitamine A, C ed E, oltre ad alcuni nutrienti quali il selenio e lo zinco, anch'essi già naturalmente presenti nel nostro organismo. In definitiva tutta la recente letteratura specializzata è concorde nel confermare che una nutrizione integrata, nel senso più sopra riportato, può essere di grande utilità nel ritardare l'invecchiamento cutaneo nella specie umana.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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