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Intervista con il Dott. Giovanni Cristianini, specialista in Pediatria e Puericultura, Gastroenterologia, Ematologia, Malattie del Ricambio, Gerontologia e Geriatria, Igiene

Raffreddore, influenza, vaccinazioni e malanni di stagione Arriva l'autunno, e i primi malanni di stagione iniziano a farsi sentire. Naso chiuso, magari qualche mal di gola, per poi arrivare alle epidemie influenzali che verso la fine dell'anno si fanno sentire, eccome. Abbiamo intervistato il professor Giovanni Cristianini per capire un po' meglio quali sono e in cosa consistono i malanni tipici della stagione fredda, e i possibili rimedi.

Molto spesso si fa confusione tra raffreddore e influenza. A volte i sintomi coincidono almeno in parte. Ci può spiegare in due parole la differenza tra queste due "patologie"? Volendo usare un criterio molto pratico, anche se un po' sbrigativo, per differenziare l'influenza dal comune raffreddore ( o corizza acuta ), possiamo semplicemente far presente, a chi legge, che nel caso dell'influenza la sintomatologia sistemica è molto più pronunciata e importante che nel raffreddore comune.

Nel caso della infezione da un virus influenzale, i sintomi che compaiono nel giro di qualche ora sono sempre: brividi, febbre, dolori articolari, affaticamento, segni di flogosi faringea, tracheale e bronchiale. I pazienti soffrono spesso anche di nausea, mentre la diarrea non è obbligatoria. La tosse è frequente sia nell'una che nell'altra evenienza e, quando si prolunga per più di 7-10 giorni, potrebbe correlarsi ad un interessamento polmonare. Ricordiamo che la febbre rappresenta sempre un sintomo fondamentale nella malattia influenzale, nel semplice raffreddore, invece, si presenta per lo più nei bambini, nei quali può essere anche alta, ma persiste molto raramente oltre i 3 giorni

Come mai si dice che in caso di influenza non esistono cure, se non quelle per alleviare i sintomi, ma bisogno aver pazienza ed aspettare che passi? Come per il raffreddore, anche nel caso dell'influenza la terapia è attualmente ancora di tipo sintomatico. Si usano cioè decongestionanti nasali, mucolitici, farmaci antitosse, oltre alla necessaria terapia antipiretica, mentre per i dolori articolari si somministrano i preparati anti-infiammatori. Nel caso di co-infezioni batteriche ( più frequenti tra gli anziani e i bambini ) spetta al medico di prescrivere l'antibiotico più adeguato.

Si è parlato di prodotti antivirali da assumere immediatamente ai primissimi sintomi dell'influenza. Come funzionano? E funzionano davvero? Va ricordato, a questo proposito, che sarebbe stata dimostrata l'utilità di certi farmaci antivirali specifici ( a base di zanamivir o di oseltamivir ), che però non mi risulta siano stati ancora commercializzati in Italia, nonostante abbiano già avuto l'autorizzazione da parte della apposita Commissione europea. Questi farmaci sarebbero efficaci se vengono assunti precocemente e cioè entro almeno due giorni dall'inizio della malattia.

E la vaccinazione? Che garanzie di copertura può dare? È consigliata? L'Organizzazione mondiale della sanità fissa ogni anno la composizione del nuovo vaccino, che varia, appunto, da un anno all'altro a seconda dei virus circolanti e viene reso disponibile agli inizi dell'autunno. Si somministra con una iniezione intramuscolare e prima che sia attivo devono trascorrere circa 10-15 giorni.. Ai bambini al di sotto dei 12 anni vengono praticate due dosi, a distanza di almeno quattro settimane. Questa pratica preventiva assicura al soggetto vaccinato di non prendere l'infezione influenzale nella maggioranza dei casi (80% circa ) e di essere protetto per diversi mesi. Nel restante 20% la persona vaccinata è colpita dal virus in forma abbastanza leggera. Gli eventuali effetti collaterali sono trascurabili e vanno da lievi arrossamenti cutanei locali a scarsi sintomi transitori di tipo influenzale, limitati a chi si vaccina per la prima volta. Non devono sottoporsi al vaccino coloro che sono allergici alle proteine dell'uovo o che hanno una febbre in corso. Il vaccino è consigliato invece alle donne in gravidanza.

Quali sono i consigli più validi che un medico può dare a chi si è preso un bel raffreddore? A chi si è preso un raffreddore direi che per guarire prima non c'è altro che la terapia sintomatica a base di decongestionanti per uso topico associati, se è il caso, agli antistaminici, quelli però di prima generazione che hanno un effetto anticolinergico maggiore. Non è possibile infatti produrre oggi un vaccino, dato che i virus che possono essere responsabili di tale infezione acuta superano il numero di cento.

E nel caso di vera e propria influenza? Nel caso d'influenza stagionale non posso che consigliare il trattamento sintomatico già indicato nella risposta alla domanda n°2, sperando che il paziente (specie se bambino o anziano ) abbia provveduto alla vaccinazione e rientri, pertanto, in quel 20% che sviluppa soltanto una forma lieve di malattia.

Quali sono i suoi consigli per cercare di evitare di essere vittime dei malanni della stagione fredda che sta per arrivare? I malanni da raffreddamento sono generalmente patologie a carico dell'apparato respiratorio, caratteristiche della stagione più fredda dell'anno. Possiamo citare di nuovo gli esempi più conosciuti:raffreddore,male di gola, laringite…fino ad arrivare all'influenza, alla bronchite ed alla polmonite. Di fronte ad una richiesta di un consiglio sulla prevenzione di tali affezioni, il Medico ha solo due suggerimenti da fare:

1) aumentare le difese dell'organismo e

2) migliorare le condizioni del proprio ambiente di vita.

In altre parole: utilizzare la vaccinazione antinfluenzale e provvedere a migliorare le proprie difese ( attività fisica, integratori per potenziare le proprie difese immunitarie, come l'arginina ). Per quanto riguarda poi l'ambiente: ricordare che la temperatura migliore per ottenere una buona prevenzione è di 20-22 ° C. Vivere e lavorare, infatti, a temperature inferiori a 20°C aumenta le possibilità di ammalarsi.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


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