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Home | Donne e salute | Starbene | Starbene Consigli per l'insonnia I messaggi che ci arrivano sull'insonnia sono così frequenti, in questa nostra rubrica, che non possiamo, ogni tanto, sottrarci all'obbligo di provvedere a qualche aggiornamento. Anche per il fatto che è ormai dimostrato che le donne sarebbero soggette a questo disturbo del sonno in una percentuale notevolmente maggiore rispetto ai soggetti di sesso maschile. L'insonnia è una condizione abbastanza feequente, se è vero, come sembra accertato, che più della metà della popolazione soffrirebbe di un qualche disturbo dell'addormentamento o del sonno.Studi recenti che sono stati condotti nei paesi occidentali avvrebbero appunto dimostrato che ben oltre il 50% degli adulti intervistati ( senza distinzione d' età ) avrebbe lamentato di non dormire a sufficienza o, genericamente, di dormire male. Ma vediamo di dare una definizione semplice ed accessibile a tutti di cosa si deve intendere per insonnia.Secondo gli specialisti e a detta degi studiosi che si occupano in modo specifico di tale disagio, malessere, indisposizione o malattia, come vogliamo chiamarla, l'insonnia più essere considerata come un disturbo dell'inizio e/o del mantenimento del sonno. Ne deriva che chi ha la sfortuna di soffrirne denuncia chiaramente la sensazione di non riuscire a trarre un sufficiente beneficio dal periodo di riposo notturno. Nella forme cosiddette "secondarie" il trattamento deve essere naturalmente specifico e mirato alla causa primitiva del disturbo, tema in cui non riteniamo di addentrarci in questa semplice nota, limitandoci soltanto a distinguere la cosiddetta " forma iniziale", quella cioè che è stata già menzionata e che consiste semplicemente in una difficoltà ad addormentarsi, la "forma centrale" che si caratterizza per frequenti risvegli nel corso della notte ed infine quella che possiamo chiamare l' "insonnia terminale" che si manifesta di solito con il risveglio mattutino prematuro. Se poi vogliamo esaminare quelle che sono le cause più frequenti
d'insonnia ci imbattiamo subito in quella variante, comunissima peraltro,
che è legata allo stress o a particolari situazioni emotive,
la quale può essere transitoria, persistente o cronica a seconda
del periodo della sua durata. Tornando invece all'insonnia che abbiamo definito "comune" e che qualcuno preferisce indicare, più esattamente, come psicofisiologica, potremmo osservare che nella sua forma occasionale dura di solito pochi giorni e si correla quasi sempre a situazioni intercorrenti di segno negativo, come ad esempio un dispiacere, una preoccupazione, fattori ambientali ( caldo, rumori, letto scomodo ), può colpire chiunque, maschi e femmine, bambini ed anziani, studenti ed operai. Se tale forma non si risolve in breve tempo e si prolunga per qualche
settimana, può talvolta obbligare il medico a somministrare qualche
tranquillante, possibilmente per periodi brevi, onde evitare il pericolo
di instaurare una dipendenza.Le forme d' insonnia cronica possono fare
seguito, in certi casi, a quelle summenzionate, di berve durata, quando
non vengano curate per tempo ed in modo appropriato o possono rappresentare
in diversi casi quei tipi d'insonnia che abbiamo definito "secondari",
per i quali il trattamento deve essere naturalmente specifico e mirato
alla causa primitiva. E' molto importante consigliare il paziente di coricarsi possibilmente
alla stessa ora, in una stanza da letto buia e tranquilla, senza che
sia visibile il quadrante dell'orologio ( spesso causa di ansia ) e
senza, naturalmente, tenere la radio accesa. Si raccomanda inoltre di
evitare il pisolino pomeridiano, l'alcol, i farmaci eccitanti e tutte
le bevande contenenti caffeina, di essere frugali a cena e di non bere
liquidi in quantità eccessiva ( causa di nicturia e di conseguenti
risvegli ). Prof. Giovanni Cristianini IN PRIMO PIANO SU MARGHERITA.NET
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