OGGI È  
Donne, moda e tendenze capelli . Il sito delle donne online
Margherita nei tuoi preferiti? Click!

Home | Donne e salute | Starbene | Starbene

Influenza: chi deve vaccinarsi?

Una delle domande che ci vengono fatte più di frequente, in questi giorni, è appunto quella che abbiamo messo come titolo a questa nota medica, che tratta appunto della prevenzione della malattia infettiva in questione.
Siamo già entrati da qualche settimana nella stagione autunnale e vorrei approfittarne per ricordare alle nostre lettrici alcuni principi fondamentali di medicina preventiva che riguardano, nel caso specifico, la protezione antinfluenzale della popolazione in generale e dei soggetti a rischio in modo particolare.

Molte di coloro che ci leggono sono madri di famiglia che potrebbero trovarsi nella condizione di dovere provvedere alla vaccinazione dei loro bambini ed anche di sé stesse, qualora rientrassero nelle categorie a rischio, e soprattutto dei loro vecchi che sono gli individui più a rischio degli altri in caso di malattia influenzale.

Ebbene cominciamo allora col dire che l'influenza non deve affatto essere considerata una malattia leggera, come ancora è ritenuto da molta gente. E' una infezione virale che può diventare purtroppo qualcosa di molto serio, soprattutto per quelle categorie che abbiamo definito "a rischio". Deve essere ben chiaro quindi che la sindrome influenzale non può essere considerata alla stregua di un semplice raffreddore e richiede che la prevenzione e le cure siano affrontate con particolare impegno da parte di tutti.

Diamo un'occhiata alle statistiche: se prendiamo in esame tutte le patologie infettive che sono presenti nel nostro paese, possiamo facilmente constatare che l'influenza rappresenta, fra queste, la terza causa di morte. Chi l'avrebbe immaginato? Infatti non solo i soggetti anziani, di cui abbiamo accennato, ma anche certi adulti e tutti coloro che sono portatori di gravi malattie croniche si espongono ad un grave rischio se ammalano di influenza. Resta comunque il fatto accertato che la grande maggioranza di coloro che muoiono a causa dell'influenza, o di complicazioni della stessa, sono individui che hanno superato il 65° anno di età.

Vediamo ora, brevemente, quella che è l'epidemiologia e la clinica della virosi influenzale. Il virus in questione, occorre appena ricordarlo, si trasmette dal soggetto malato a quello sano attraverso le goccioline sospese nell'aria a causa della tosse e degli starnuti di coloro che ne sono portatori. Il quadro sintomatologico comincia a manifestarsi da 2 a 4 giorni dopo che è avvenuto il contagio, ma la persona infetta è già contagiosa un giorno prima che gli si manifestino i primi sintomi e continua ad esserlo per altri 3-4 giorni dopo la loro comparsa.

Ma vediamo ora come inizia a manifestarsi la sintomatologia della virosi influenzale. Generalmente si presenta con cefalea e brividi, seguiti da febbre spesso alta, da tosse secca e da dolori muscolari. Raffreddore e mal di gola compaiono dopo 2 o 3 giorni, quando la temperatura febbrile comincia a scendere. Forse è il caso, a questo punto, di rammentare, nonostante lo si sostenga anche da parte dei medici, che non esiste affatto una vera e propria "influenza intestinale", per cui quando compaiono sintomi gastro-intestinali, questi non sono dovuti al virus influenzale, ma riconoscono agenti patogeni diversi. La complicanza più frequente è la polmonite ( virale o batterica ) che si manifesta quando il malato comincia a sentirsi un po' meglio: ricompaiono in quel caso la febbre alta, i brividi e la tosse con abbondante escreato, oltre al dolore toracico che è un segno frequente.

Ma per tornare al tema fondamentale di questa nota, dobbiamo affrontare a questo punto quelle che sono le modalità per attuare una valida protezione dall'infezione influenzale. Sono concetti già detti e ridetti, ma che è sempre bene ripetere.

Non essendo possibile l'isolamento assoluto della popolazione dall'agente patogeno, il virus, non resta altro da fare che somministrare, ogni anno, una dose ( talora anche due, la seconda a distanza di un paio di mesi ) di vaccino antinfluenzale ai soggetti che sono maggiormente a rischio e che poi elencheremo. Devono essere esentati dalla vaccinazione soltanto coloro che presentino una grave allergia all'uovo ( componente del vaccino ) o che hanno già avuto gravi reazioni a precedenti somministrazioni del vaccino stesso. Ma se si eccettuano queste situazioni particolari ed infrequenti, la vaccinazione antinfluenzale è una pratica assolutamente tranquilla, che può essere fatta da chiunque senza particolari pericoli. Vediamo, a questo punto, di sfatare alcuni dei più comuni timori che trattengono molte persone dal sottoporsi a questo importante intrevento profilattico. A parte coloro che evitano di vaccinarsi perché temono addirittura che il vaccino possa causare l'influenza, ci sono parecchi che riferiscono di avere avuto l'influenza, in passato, proprio nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione e sono portati, pertanto, a ritenere tale pratica per lo meno inutile.Ora è bene ripetere che è assolutamente impossibile che il vaccino possa dare la malattia, essendo costituito soltanto da alcuni componenti del virus ( in grado comunque di indurre la formazione degli anticorpi protettivi ), mentre può naturalmente accadere che qualcuno si ammali di influenza, poco dopo la vaccinazione, per il semplice motivo che si è vaccinato troppo tardi ed il vaccino non ha avuto il tempo per completare l'immunizzazione del soggetto. La protezione immunitaria richiede infatti, per instaurarsi, almeno un periodo di due settimane dalla inoculazione del vaccino.
Ma quali sono gli effetti secondari ( per lo più modesti ) che possiamo attenderci dalla pratica della vaccinazione antinfluenzale? La reazione avversa più comune è generalmente rappresentata da una modesta irritazione nel sito d'inoculo del vaccino, accompagnata talora da febbricola e senso di malessere che possono durare uno o due giorni, senza altre conseguenze di particolare importanza.

Va considerato, comunque, che il virus va incontro ogni anno ad alcune variazioni strutturali e quindi è necessario approntare sempre un nuovo vaccino, adatto al tipo di influenza che si prevede sarà in circolazione in quell'anno. Può accadere persino che il virus si modifichi anche dopo che il vaccino è stato già fabbricato e messo in circolazione. In questo caso, abbastanza raro, l'efficacia del vaccino risulterà ridotta, nel senso che non potrà evitare la malattia, anche se la renderà comunque meno grave e ne diminuirà il rischio di complicanze.

Concludiamo ricordando che devono vaccinarsi tutti gli ultrasessantacinquenni, le persone affette da gravi malattie croniche di cuore, polmoni e reni, gli anemici, gli asmatici, gli ospiti di case di riposo ( indipendentemente dall'età ), i bambini con problemi respiratori, tutto il personale sanitario che è a contatto con pazienti e, in particolare, i medici e gli infermieri addetti alla assistenza di pazienti ad alto rischio. Di recente le Associazioni dei Medici Pediatri hanno espresso parere contrario a certe proposte che ventilavano l'ipotesi di vaccinare sistematicamente tutti i bambini compresi in certi limiti di età. La decisione di vaccinare o non vaccinare in età infantile spetta, infatti, solo al Pediatra, che solo può valutare rischi e benefici di tale pratica.

Dove e quando ci si può vaccinare? Tutti gli anziani ( over 65 ) hanno diritto alla vaccinazione gratuita, per praticare la quale possono rivolgersi al loro Medico di fiducia o presso l'Ufficio Vaccinazioni della loro Azienda Sanitaria ( Dipartimento di Prevenzione ). Coloro che appartengono ad altri gruppi " a rischio" possono ugualmente richiedere la somministrazione del vaccino, sempre gratuitamente, presso lo stesso Dipartimento di Prevenzione della loro Azienda Sanitaria o presso il Distretto di appartenenza.

Nella maggior parte delle Aziende Sanitarie la vaccinazione verrà iniziata verso la metà del corrente mese di ottobre, ricordando che la protezione immunitaria richiede, per instaurarsi, circa quindici giorni dalla inoculazione del vaccino, come abbiamo detto.

Prof. Giovanni Cristianini
http://www.geragogia.net/


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

SEGUI MARGHERITA.NET

Teniamoci in contatto!
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net. Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox

ADVERSUS UOMINI
10 cose che le ragazze notano (eccome) in un uomo
Fai di Margherita.net la tua homepage. Basta fare click qui
Teniamoci in contatto! :-)
Iscriviti gratis alla newsletter di Margherita.net.
Ricevi i nostri aggiornamenti settimanali direttamente nella tua mailbox